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La pensione anticipata, cos'è e come funziona? Ecco quello che c'è da sapere

Il trattamento previdenziale matura solo con il requisito dell’anzianità contributiva con una differenziazione tra uomini e donne. Per alcuni liberi professionisti alcune casse non prevedono questa pensione
DAL BLOG
Di Alessandro Micheli - 18 gennaio 2021

Consulente previdenziale e assicuratore

Introdotta con la riforma Fornero (Legge 201/2011) la pensione anticipata è un trattamento pensionistico che è andato a sostituire la previgente pensione di anzianità. La natura di questa prestazione consiste di poter anticipare i tempi del pensionamento dato che, a differenza della pensione di vecchiaia (requisiti: 67 anni di età e 20 di contribuzione) per maturare il diritto è previsto solo il requisito relativo agli anni di contribuzione.

 

Possono beneficare di questa prestazione i lavoratori e contribuenti iscritti in Inps: dipendenti o autonomi. Per quanto riguarda i requisiti per maturare il diritto la normativa prevede che sono necessari i seguenti requisiti (che rimarranno invariati fino al 2026):

Uomini: 42 anni e 10 mesi di contribuzione

Donne: 41 anni e 10 mesi di contribuzione

 

Bisogna inoltre evidenziare un’altra particolarità a seconda se il contribuente abbia iniziato a versare contribuzione prima o dopo il 31 dicembre del 1995.

 

I lavoratori che hanno iniziato a contribuire prima di questa data si trovano in un regime di calcolo della pensione misto; cioè a seconda della loro anzianità contributiva alla fine del 1995 la loro pensione sarà calcolata con una quota retributiva (in base alla media degli ultimi redditi) e una contributiva (in base ai contributi effettivamente versati). Per loro il requisiti non cambiano.

 

Sono gli stessi requisiti anche per lavoratori che hanno iniziato a contribuire dal 1 gennaio 1996 e si trovano in un regime di calcolo della pensione esclusivamente contributivo, ma questi ultimi possono maturare la pensione anticipata anche al compimento del 64 anno di età (senza distinzione di sesso) in presenza di ameno 20 anni di contribuzione effettiva e in presenza di contribuiti obbligatori, volontari o da riscatto ma con l’esclusione dei contributi accreditati figurativamente.

 

Condizione obbligatoria è che l’ammontare della rata mensile di pensione non risulti inferiore a un importo mensile pari a 2,8 volte l’importo dell’assegno sociale. L’assegno sociale è quel trattamento che viene corrisposto alle persone in difficoltà di reddito e ad oggi è pari a 460 euro mensili.

 

Esistono poi altre forme particolari di pensione anticipata specifiche per alcune categorie di lavoratori come: opzione donna, lavori usuranti e precoci o quota 100.

 

La pensione anticipata inoltre è prevista anche in alcune Casse Professionali dei liberi professionisti. Queste ultime essendo enti previdenziali autonomi, fissano con i propri regolamenti la contribuzione obbligatoria, le modalità di calcolo e i requisiti per le prestazioni. Le Casse Professionali decidono in autonomia anche se prevedere la pensione anticipata o escluderla prevedendo solo quella di vecchiaia.

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