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| 02 ottobre | 18:19

Alchemica deve lasciare la sede di arte sociale. Canova e Gardolo saranno più povere

Brutta storia di tira e molla senza una soluzione per un luogo di proprietà Itea e gestione comunale. L'associazione ha contribuito ad animare la zona più problematica e in credito di attenzione del sobborgo con dieci anni di iniziative dove si fondono creatività e aggregazione (per tutte le età). Tutto inutile e tutto "Tristissimo"
Alchemica deve lasciare la sede di arte sociale
DAL BLOG
Di Carmine Ragozzino - 02 ottobre 2026

Giornalista, ha lavorato per Alto Adige, Gazzettino e Trentino

Ci sono le parole. Che troppo spesso sono troppe: pompose, esageratamente autocelebrative. Non infrequentemente vuote. Anzi, beffarde. Ci sono, poi, i fatti. Ci sono i fatti che dovrebbero misurare la coerenza tra teoria e sostanza e che, purtroppo, deludono attese e speranze suscitate con fin troppa leggerezza.

 Quanto a parole il Comune di Trento abbonda. Quando si tratta di perorare la causa (sacrosanta) di una cultura che “dal basso” può migliorare la vivibilità e la socialità di un territorio, beh sindaco ed assessori fanno a gara a chi promette più attenzione, più iniziativa, più investimenti. Quando poi al centro del discorso si collocano le periferie, i quartieri, il “noi ci siamo” del Comune viene magnificato come un imperativo, un progetto improrogabile.

 

Com’è allora che se in un territorio sono cresciute esperienze importanti, dal successo documentato, le si condanna a morte con una dose massiccia di quella ipocrisia che sguazza nei meandri della burocrazia e dell’assenza di coraggio?

 

 È emblematica, in questo senso, vicenda che può penalizzare fino al limite della sopravvivenza la storia di Alchemica Aps. Si tratta del sodalizio creativo che negli ultimi dieci anni ha contribuito ad aggregare attraverso l’arte e la cultura (con la C minuscola, il che è meglio) quel che si può (e si deve) in una zona piuttosto problematica: Canova di Gardolo. Dal primo settembre Alchemica non ha più disponibile la coloratissima sede di via della Canova 22.   

 Lo spazio, anzi gli spazi che anno dopo anno i volontari di Alchemica hanno adattato con impegno e fantasia alle esigenze delle loro molteplici iniziative, erano stati assegnati all’associazione di promozione sociale nel 2018.

L’Astronave – così la chiamarono – era di proprietà Itea ma in concessione al Comune di Trento.

 

 Un luogo funzionale ai tanti ed entusiastici progetti di Alchemica, iniziative legate alle arti visive, alla manualità creativa concentrata sul laboratorio Con..creta, alle variegate forme dell’espressività soprattutto giovanile ma anche all’incontro, al confronto e a tutto quanto si riesce ad inventare mettendo in rete le idee a partire da un luogo dove poterle condividerle con gli altri. È decisamente ricco il portfolio di Alchemica che ha festeggiato da poco il decennale tra orgoglio ed amarezza e legittima rabbia per un futuro più che incerto.

 Corsi, progetti a Trento e fuori dal Trentino per il coinvolgimento di almeno 200 persone l’anno.

 

 La filosofia della rigenerazione urbana è fatta certo di teoria ma più della concretezza e dalla passione per le piccole cose che diventano grandi, Crescono e lasciano segno quando combattono il degrado e l’anonimato con un grande murales e con tante piccole azioni che ad Alchemica hanno battezzato “arte urbana” ma anche consapevolezza civica. Sì, quella consapevolezza che fin dall’inizio ha portato l’associazione a collaborare e promuovere collaborazioni con altre realtà di Gardolo, della città, in provincia e fuori.

La sede di Canova è stata galleria per la street art, laboratorio, fucina e punto di riferimento informale per la gioventù (ma non solo per la gioventù) di una parte di Gardolo (Canova appunto) che è in perenne credito sociale a fronte di un’urbanistica confusa e di una popolazione multietnica che è problematica solo se la si ignora e non la si coinvolge nei progetti di scambio e conoscenza reciproca.

  Alchemica ci ha provato in un luogo che da tempo richiedeva una radicale ristrutturazione da immaginare (se l’immaginazione guidasse il Comune nei suoi rapporti con Itea) come un investimento sociale.  Gli appelli di Alchemica affinché Comune ed Itea trovassero finalmente un accordo che salvasse – sistemandola come era necessario, la sede sono naufragati tra un “vedremo” e l’altro. Servivano soldi (e tanti) ma prima dei soldi serviva la volontà comunale a risolvere il problema in accordo (difficile ma non impossibile) con Itea.

 Dal canto suo Alchemica ha percorso tutte le strade, suonato a tutte le porte degli assessorati comunali e dell’ente di edilizia abitativa. Suggerendo, tra l’altro, una soluzione legata ai bandi europei sulla cultura di cui l’associazione ha dimestichezza per reperire fondi alla ristrutturazione che obbligavano però Comune ed Itea a mobilitarsi assieme all’associazione.

Tutto vano. Tutto frustrante e tutto sempre più disperso dentro il buco nero di un assurdo fatto di proposte senza senso o, peggio, con il senso della beffa.

 Esempi? Un paio di ipotesi messe lì come una panacea dall’assessora ai lavori pubblici. E cioè il trasferimento in una ventina di metri quadrati in centro città (al Torrione) che avrebbero “ammazzato” logisticamente le attività (si pensi solo al forno di Con…creta) ma più di tutto avrebbero imposto la rinuncia ad un’opera importante di aggregazione culturale svolta a Gardolo con un radicamento via via cresciuto negli anni e documentato in centinaia di eventi e di testimonianze ben visibili come i murales dedicati al sobborgo nel sottopasso di via Soprasasso e sulla strada di Canova.

 

 Incredibile, poi, l’ipotesi di utilizzo di un posto a Canova che sarebbe quasi andato bene (gli ex ambulatori) se non fosse che ad Alchemica sarebbe stato detto “sì, potete andare lì ma se poi lo richiede qualche medico dovete lasciarlo”. Una pensata davvero geniale. Pensate che, purtroppo, non meravigliano che diventano però ancora più tristemente significative se si considera il fatto che l’improduttivo tira e molla è venuto da chi - oggi assessora - è stata alla guida della Circoscrizione di Gardolo e che si presume abbia piuttosto chiara l’esperienza di Alchemica se non altro per il fatto di averla utilizzata (un bene) più e più volte a favore di Gardolo con abbondanza di complimenti e ringraziamenti pubblici. Sarà che gli elogi costano poco. Sarà che i complimenti vanno in archivio quando dalla Circoscrizione si passa al Comune.

 

Ovvio che i problemi ci sono (visto l’onere dell’ormai irrinunciabile ristrutturazione della sede di Canova in rapporto alle finanze comunali). Ma in ballo – val la pena di ripeterlo – c’è il lavoro dentro e per un sobborgo, il valore del volontariato che in Comune esaltano un giorno sì e l’altro. C’è un esperimento collettivo che ha saputo “usare” l’arte non per autoreferenza ma come strumento a volte formidabile di socialità e di aggregazione tra fasce di età diverse.

 

 Insomma, un po’ di coraggio nel non trascinare la situazione logistica di Alchemica fino al punto di non ritorno non sarebbe stato un atto eroico ma solo un atto di coerenza tra quel che in Comune si predica per le periferie e quello che si fa. Ciò che – ad oggi – Alchemica potrà fare da sola non è molto. Gli spazi privati in zona – se mai ci fosse disponibilità – sono economicamente proibitivi per un’associazione di volontariato. “E comunque – dicono Virginia Sartori e Camilla Nacci Zanetti, tra le anime di Alchemica – stiamo cercando. Con il magone e con speranza. Poca”.

 

 Brutta storia ma storia illuminante sulla quale – l’appello in questo caso è il nostro – il Comune dovrebbe almeno riflettere guardando all’oggi e non ad un domani del tutto ipotetico ed evanescente. A Canova – promettono in Comune – dovrebbe nascere un centro cultural giovanile che al momento non ha né tempi né finanziamenti. A Canova Alchemica c’era già e svolgeva la funzione di centro culturale con un respiro giustamente più ampio del sobborgo ma mai indipendente dal sobborgo.

 

 A Trento centro, in pompa magna, il Comune ha appena inaugurato all’ex Santa Chiara il “ricco” (spesa ingente) centro giovani “Contentissimo”. A Canova, là dove Alchemica è stata giocoforza sfrattata, ci si aspetta un cartello con scritto “Tristissimo”.

 

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