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La più brutta campagna elettorale di sempre: ma alla fine stiamo determinando il nostro futuro, per molto tempo. Buon voto a tutti!!!!

Cosa ci lascia questa corsa elettorale? Un Berlusconi mummificato che cita Lenin, Salvini (senza sciacquarsi la bocca) parla di Pasolini, di cui probabilmente non ha mai letto un cazzo, dal momento che il leghismo è la storia di un movimento che non legge (non è mia, ma di Umberto Eco), c'è una continua ed inquietante rivalutazione delle "cose buone" che ha fatto il fascismo, c'è l'espressione ebete di giggggino, c'è la sinistra incapace di unirsi
DAL BLOG
Di Carmine Ragozzino - 02 marzo 2018

Giornalista, ha lavorato per Alto Adige, Gazzettino e Trentino

Le elezioni sono alle porte e se il Paese è diviso su tutto, dal "chi votare" al "se votare", non c'è possibilità di essere smentiti ad affermare che quella che va concludendosi è stata la peggior campagna elettorale di sempre. Promesse assurde, partiti surreali, candidati ai limiti dell'imbarazzante. Da un po' di tempo avevo in mente di fare un post che analizzasse la situazione. Mi ha anticipato, con un post su Facebook il regista, videomaker, artista e prima di tutto amico Francesco Ghilardi. Condividendo parola per parola quanto da lui scritto ecco il suo pensiero che faccio mio (ovviamente ringraziandolo per il via libera a pubblicarlo su il Dolomiti).

 

A pochi giorni dal voto, uno dei tanti a cui ci siamo abituati negli anni, percepisco un inquietante clima da stadio, che poco o nulla c'entra con la politica. L'insulto è libero, e sui social impazzano gli insulti a chi non voterà per questo o quel partito/movimento. Dov'è finito il senso civico del voto? Beh, probabilmente si è perso da oltre un ventennio. Ma resta il fatto che siamo al cospetto di una campagna elettorale da circo Medrano, per me la peggiore da 36 anni, da quando cioè esercito il diritto di voto; una campagna infarcita di odio e di insulti da parte di politici, o presunti tali, pronti a lanciare il sasso e nascondere la mano.

Un Berlusconi mummificato che cita Lenin, Salvini (senza sciacquarsi la bocca) parla di Pasolini, di cui probabilmente non ha mai letto un cazzo, dal momento che il leghismo è la storia di un movimento che non legge (non è mia, ma di Umberto Eco), c'è una continua ed inquietante rivalutazione delle "cose buone" che ha fatto il fascismo, c'è il populismo di "aiutiamoli a casa loro", c'è l'espressione ebete di giggggino che nell'ilarità generale presenta al Quirinale la squadra di governo... proprio quel giggggino che pensa che il congiuntivo sia una malattia degli occhi.

Apparentemente non c'è scelta, e forse i soli che sceglieranno, si illuderanno di farlo nel nome del "cambiamento", che tanto mi riporta al "nuovo che avanza", e che poco più di un ventennio fa, iniziò a precipitarci nel baratro. E in tutto questo bailamme, dal 5 marzo, i fascisti (non quelli ripuliti...) entreranno in parlamento, sia attraverso le frange estreme a cui oggi è stata consegnata persino una identità politica, sia camuffati, all'interno di un movimento che mai ha avuto (e mai avrà), una linea politica, perché l'unica cosa che conta per chi vi aderisce, è essere gradito al leader maximo, il grande Gabibbo, che pilota dai suoi server le marionette, riportandomi alla memoria Guzzanti-Fede, che col joystick pilotava Brosio.

 

E poi arriverà l'odio post-elettorale, quando tutte le (presunte o non) alleanze, andranno a farsi fottere, in nome di una poltrona da scaldare per i prossimi cinque anni, indipendentemente dal fatto che tu ti sia benedetto con l'acqua santa della (presunta anche lei) onestà. Con una sinistra incapace di unirsi (lo so... è un problema cronico da dopo la morte di Berlinguer...), per merito di personaggiucci come D'Alema, capace di attirarsi l'odio di tanta gente di sinistra, da risultare ormai assolutamente insignificante per il centrodestra, o una Boldrini, che ha fatto invece l'operazione inversa, riuscendo ad essere (quasi) simpatica, nella sua inutile ed apatica legislatura, solo grazie agli inqualificabili e vergognosi epiteti che da sempre rivolge a lei la parte più becera e razzista della minoranza.

 

Non so quanti di voi hanno letto i programmi elettorali... dov'è il contenuto? Sono tutti basati sul fumo, ma nemmeno di quel fumo "buono" che in passato ha portato elettori perlomeno a "idealizzare" un cambiamento. Cazzo, non c'è nemmeno il milione di posti di lavoro di berlusconiana memoria! Si sparla più delle malefatte e dei difetti del proprio avversario, piuttosto che dei propri propositi. D'altronde chi non fa, non falla, dicevano i nostri nonni... E allora chi vota, nella maggior parte dei casi, lo fa oggi nel nome di parallelismi ed ipotesi ai confini della realtà; "voto il meno peggio", "peggio di quanto hanno fatto gli altri, questi non possono fare", "se non sono contento di quelli che conosco già, almeno provo una cosa nuova"... e via così.

La parola "peggio" ha il netto sopravvento su "meglio"... Altra scelta (comunque rispettabile), in questa terzomondiana povertà di contenuti, sarà l'astensionismo. E' una democratica, seppur debole, forma di rivoluzione. Per carità, la rivoluzione, quella vera, lasciamola agli altri popoli, l'italiano non ce l'ha nel DNA, l'italiano ha avuto bisogno dell'esercito anglo-americano per liberarsi da una dittatura, e oggi tenta addirittura di mettere sullo stesso piano fascisti e partigiani. L'italiano per indole è (purtroppo) arrogante coi più deboli, e zerbino coi potenti. E internet ha rafforzato questo atteggiamento irritante dei rivoluzionari da tastiera, comodamente seduti in poltrona.

Di fondo comunque all'elettore sfugge che, dopo che avrà (o non avrà) votato, non ci sarà modo di tornare indietro a breve, e di dire "ma io credevo... io volevo..."; non potrà (e dovrà) più lamentarsi, perché avrà comunque fatto una scelta i cui risultati, li vedrà anche sulla sua pelle, non solo su quella di altri. Nel '94, mister B fu votato dagli imprenditori rampanti, e dai teledipendenti di mezza itaGlia, ipnotizzati dai vergognosi siparietti elettorali di Mike Bongiorno o Raimondo Vianello... Se non altro però era "qualcosa", una minima scelta "determinata", rispetto all'arido deserto di motivazioni che oggi guiderà determinate scelte...

Resta il fatto che ad oggi, dal momento che (forse ancora per poco) siamo in una democrazia, il voto è potere popolare, uno dei pochi poteri che ci è rimasto. Per questo cercherò anche stavolta di usarlo al meglio.

Buon voto a tutti!

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