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Viola passa al Patt e Dellai "cannoneggia" la coalizione: meglio ricomporre che dividere

Nell'intervista a il Dolomiti l'ex presidente non si rallegra perché una parte della cultura politica di matrice cattolico-popolare, aderendo al Patt, rafforza la coalizione anche in termini culturali. No, lamenta la mancanza di un rilancio del dibattito politico
DAL BLOG
Di Eleonora Angelini - 05 dicembre 2017

Giornalista appassionata, approfondisce temi di carattere politico, storico e sociologico

Dopo un silenzio durato quasi ventiquattro ore, Lorenzo Dellai interviene sull’adesione al partito autonomista da parte di Walter Viola e di un gruppo di attuali ed ex amministratori locali. Per carità, nell’intervista apparsa su Il Dolomiti sottolinea che non intende dare alcun giudizio, si limita ad esternare le proprie perplessità. Naturalmente non intende “cannoneggiare” e indebolire l’attuale guida dell’Amministrazione provinciale, cosa di cui è facile dubitare in quanto si impegna a farlo almeno due volte in settimana, variando accuratamente le testate utilizzate.

 

No, questa volta ci propone una riflessione, un’ulteriore analisi sulle condizioni della coalizione seguendo uno schema a cui peraltro ci ha abituati da ormai qualche mese. Evidentemente non si rallegra perché una parte della cultura politica di matrice cattolico-popolare, aderendo al Patt, rafforza la coalizione anche in termini culturali. No, lamenta la mancanza di un rilancio del dibattito politico e già che c’è approfitta per sottolineare i limiti dell’attuale presidente e del partito da cui proviene. Insomma, è tutto sbagliato e tutto da rifare.

 

Un commentatore autorevole, qualche tempo fa, ha catalogato come un fatto oggettivamente “patetico” assistere ai continui “cannoneggiamenti” nei confronti del presidente in carica da parte del suo predecessore, tenuto conto che quest’ultimo si riconosce nella coalizione di governo. Credo che qualche difficoltà di relazione, interna alla maggioranza, possa essere attribuita anche a questo atteggiamento, come dire, movimentista. Costruire è un percorso difficile che richiede un costante sforzo di comprensione e di giusta considerazione, delle ragioni e degli interessi comuni, ancor più di quelli, per carità legittimi, delle singole parti. Per distruggere basta poco: prendere di punta e affondare il colpo.

 

La coalizione di centrosinistra Autonomista, visto che è ancora in piedi, della virtù del costruire ha fino ad oggi saputo farne uso. E Dellai, a suo tempo, ha contribuito a questo buon uso in modo sostanzioso, a volte determinante. E’ un ottimo presupposto per rilanciare la voglia di costruire e di ricomporre, proprio per rispondere alle difficoltà che la coalizione sta attraversando. Sono davvero convinta che l’onorevole Dellai possa contribuire al dibattito e alle necessità della coalizione, riproponendo quelle doti ricompositive che in più occasioni ha dimostrato di possedere e di saper ottimamente professare.

 

Solo così non rischieremo di farci trascinare nel vortice nazionale, che sembra impegnato solo a riportare indietro l’’Italia e avanti il centrodestra. Esemplare è il comportamento degli scissionisti ora “Liberi ed Uguali”, che con il loro "cannoneggiamento" nei confronti del legittimo segretario del Pd, hanno minimizzato ed oscurato tutte le positive innovazioni fatte dal loro Governo. Ad oggi mi pare di poter dire che tale atteggiamento abbia generato divisioni se non impossibilità del centrosinistra nel riconfermarsi alla guida del Paese.

 

La politica è fatica. È cercare di fare sintesi, capire le ragioni dell’altro. La politica non può essere solo esternazione e le esternazioni di un singolo non possono sostituire l’elaborazione del partito a cui lo stesso appartiene. Se non vogliamo che il Trentino imiti il peggio di ciò che sta accadendo a Roma è tempo che si cambi registro e, tutti insieme, si ricerchino i luoghi e i modi per capitalizzare ciò che è stato costruito fino ad oggi e non per dissiparlo.

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