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Dai giornali ''come lenzuola stese'' al gioco del ''pirle'': a Predazzo c'è voglia di normalità

Dopo il periodo di rigide restrizioni imposte per l'epidemia da coronavirus si torna, gradualmente, alla normalità. Da qualche tempo, per esempio, i gestori del bar ''El Pirle'', Eugenio Caliceti e Maria Paola Morandini, cercavano di dare un servizio in più ai loro clienti
DAL BLOG
Di Francesco Morandini - 19 July 2020

Delle mie passioni (la politica, la scrittura e la biblioteca) mi è rimasta integra, o quasi, solo la seconda. La biblioteca era a scadenza e la politica è da tempo “scaduta” pur restandomi brandelli di interesse a livello locale

Mentre in molte Regioni le misure anti-covid si erano già allentate anche per quanto riguarda la consultazione di giornali e riviste nei bar, e prima di poterlo fare anche in Trentino, come ha previsto l’ordinanza del presidente della giunta provinciale Fugatti del 15 luglio, i gestori del bar “El Pirle” a Predazzo, unica vera “animazione”, accanto all’adiacente “bazar” Stock B2C di Andrea Brigadoi, di quell’arteria fantasma che è diventata da qualche anno via Dante dove sono scomparsi i negozi ed è rimasto solo un fatiscente “comparto” avvolto da una pudica immagine di sé stesso, avevano già deciso, a modo loro, di consentire la lettura, per quanto non approfondita, dei giornali.

 

Così, andando a prenderci un caffè nel locale che si presenta con il look da vecchia bettola di paese, ma che ha un pubblico giovanissimo e spesso del tutto alternativo, abbiamo notato con piacere che Eugenio Caliceti e Maria Paola Morandini avevano simpaticamente esposto il Trentino come lenzuola stese davanti al bancone dove era già stata predisposta, a suo tempo, una barriera di sedie per non far avvicinare gli avventori. Lo spazio non c’è per tutte le pagine, ed è quindi necessaria una selezione che ci è parsa del tutto casuale. Abbiamo ovviamente raccomandato che non manchi la pagina locale, anche se tutto è apparso come un gioco, provocatorio ma interessante, la cui finalità non è sembrata essere certamente la lettura approfondita degli articoli.

 

Ma si inizia sempre dai titoli, ed è meglio di niente. Soprattutto in un locale piccolo e dal sapore popolare, che fino al lockdown ha dato ampio rilievo all’informazione e ai quotidiani, anche i meno scontati e alternativi rispetto al pensiero unico, come “Il manifesto”, tanto da ricordarci il vicino bar Croce quand’era gestito dal “compagno” Alfonso Facchini e dove non mancava mai l’Unità. Il piccolo bar ha trovato pure lo spazio per una piccola libreria, sempre in movimento, dove è possibile prendere o lasciare un libro (una sorta di bookcrossing, finora in quarantena anche lui) e un gioco, quello del “pirle”, antico quanto decisamente alternativo, soprattutto alle slot machine che fanno ancora mostra di sé in molti locali anche in luoghi sensibili come nei pressi delle scuole, dove tuttavia dovrebbero scomparire con la fine di agosto.

 

Fra birre e caffè, l’iniziativa ci è parsa insomma degna di essere evidenziata: un segno positivo e di voglia di normalità.

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