Terzo mandato, così Fugatti e Bisesti hanno salvato (ancora per un po') la Lega e Salvini: il Nord non finirà tutto a Fratelli d'Italia

Direttore de il Dolomiti
Fugatti salva la Lega e Salvini dall'oblio e ridà speranza al partito del Capitano a questo punto ancora in sella e con la possibilità di esserci.
L'operazione ''Bisesti'' di estendere il terzo mandato in Trentino è stata un successo incredibile. In un colpo solo ha spaccato Fratelli d'Italia ribadendo la totale leadership politica (non elettorale perché i voti oggi stanno con Giorgia Meloni) in Provincia di Trento. Poi ha ''azzoppato'' la vicepresidente Gerosa una spina nel fianco per tutta la Giunta da quando è stata nominata, mal sopportata da quasi tutti nell'organo di governo provinciale e ora data a fine corsa nel ruolo di vicepresidente (con buona probabilità dopo le comunali, troppo personalizzate dall'esponente di Fratelli d'Italia che ha piazzato l'amica Ilaria Goio nel ruolo di candidata sindaca e messo in lista anche il marito che quindi potrebbe essere tranquillamente ritenuta 'responsabile' in caso di esito negativo). Infine ha spiazzato il centrosinistra che a questo punto rischia di doversi fare da parte anche alle prossime provinciali (o quanto meno dovrà giocarsela fino in fondo: senza Fugatti il centrosinistra avrebbe avuto vita facile, non tanto quanto in comune a Trento, ma sicuramente molto più facile che con l'attuale presidente della Provincia in pista).
E poi c'è il risvolto nazionale. Con Giorgia Meloni sugli scudi, al momento nemmeno minimamente insidiata da un'opposizione scarsa qual è quella di Conte e Schlein e che al momento pare senza speranza di cambiare per chissà quanti anni ancora, e con i ''canti'' ammaliatori del blocco di centro di Calenda e Azione che in qualche modo sono parsi aperti a una possibile sostituzione della Lega in chiave governativa, spostando l'asse al centro con Forza Italia e loro dando al Governo Meloni una parvenza di ''civiltà'' che, oggettivamente, oggi si perde proprio per la presenza di Salvini, la Lega è davanti a una domanda esistenziale: i voti continuano a calare, il leader è svalutato come pochi altri, ormai più protagonista nei programmi di satira che preso in considerazione per quelli di politica, e allora che futuro può avere la Lega? L'unico futuro possibile è quello di tenersi aggrappata alle regioni del Nord.
Conservare qualche governatore diventa quindi fondamentale visto che i voti non ci sono più (serve affidarsi a gente come Vannacci) e Fratelli d'Italia è, quindi, pronta a ''papparsi'' anche il Nord. Con Zaia a questo punto fuori dai giochi, il Veneto è a rischio già da quest'anno con le elezioni regionali ormai prossime. Poi c'è una situazione speculare in Lombardia con anche Fontana al secondo mandato e in scadenza tra tre anni. Due regioni a statuto ordinario che a questo punto non potranno che cambiare governatore. Restano la 'coppia' Fedriga e Fugatti alla guida di due territori a statuto autonomo. E a questo punto, dopo quanto successo ieri anche il primo, il presidente del Friuli Venezia Giulia, può sorridere, grazie al secondo e puntare a un terzo mandato.
Conservare il Friuli Venezia Giulia e la Provincia di Trento non sarà una gran cosa, rispetto a Lombardia e Veneto, ma è meglio che sparire definitivamente dai radar della politica vera, quella dell'amministrazione, quella che governa, che si siede ai tavoli e almeno in qualche caso può ''dare le carte''. Relegarsi a una politica fatti di elenchi, promesse su tik tok, foto mentre si mangia su Instagram e meme 'sconci', triti e ritriti, contro l'immigrazione non è esistere politicamente ma insistere pervicacemente. E allora in casa Lega potrebbe essere più d'uno a pensare che a quel punto forse sarebbe meglio desistere definitivamente. Meglio un terzo mandato un po' peloso (perché oggettivamente quel che è successo ieri in consiglio provinciale a Trento è uno dei punti più bassi e squallidi che la politica trentina ha toccato) che diventa due terzi mandati col sorriso, che scomparire.












