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| 23 mag 2025 | 17:03

Un Festival dell'Economia per salvare la soldata Gerosa: ma il risultato è un boomerang e alla fine Fugatti fa set, game, match

DAL BLOG
Di Luca Pianesi - 23 maggio 2025

Direttore de il Dolomiti

Festival dell'Economia, colori arancioni, sfondi con scoiattoli, loghi del Sole 24 Ore, un'ex vicepresidente alla quale è appena stata tolta la carica cui più teneva, che segue come un'ombra tutti i ministri targati Fratelli d'Italia, sorridente, e questi che la difendono a spada tratta, un po' insultando Fugatti (Santanchè: ''Se ha le palle se la prenda con il Governo''), un po' consigliandolo di ripensarci (Urso Foti), un po' facendo capire che loro sono loro e il resto conta poco (Santanchè: ''Ricadute sul Governo? Meloni ha cose serie a cui pensare''), un po' addirittura dal sapore velatamente minaccioso (Abodi: ''C'erano bei progetti sullo sport in ballo che adesso potrebbero essere accantonati''). Il risultato è imbarazzante. Fratelli d'Italia sta riuscendo a far risalire le quotazioni di Fugatti in maniera esponenziale agli occhi dei trentini.

 

Bisogna dirlo: in questa partita ne sta uscendo molto meglio lui (che pure ha compiuto un atto istituzionale di rottura molto impattante seppur ''normale'' nella grammatica politica delle cose). L'immagine dell'ex vicepresidente che parla solo se scortata, affiancata ai ministri come fossero la maestra a scuola che ripete ''cattivo-cattivo'' al Fugattone dispettoso e gli consiglia di ''fare la pace e riprendere la Francesca che è tanto brava'' non sta facendo un bel servizio a lei e a Fratelli d'Italia. Verrebbe da dire: qualcuno li fermi. E invece stanno monopolizzando il Festival dell'Economia per tornaconto politico. Non il massimo per chi vuole far passare che Fugatti abbia agito così, sfiduciando Gerosa, solo per la questione del terzo mandato (quando si sapeva dal primo giorno della nomina che sarebbe stata solo una questione di tempo) e quindi per una questione personale. 

 

Quel che si vede in questi giorni di Festival è un teatrino stanco e imbarazzante che dimostra la distanza di Fratelli d'Italia dal sentiment popolare dei trentini ai quali tutto puoi fare tranne far vedere che ci vogliono i ministri romani (alcuni tra l'altro bruciatissimi per l'opinione pubblica) a risolvere le questioni interne. Se sulla carta Gerosa poteva avere ragione e anche la solidarietà dei cittadini per quanto accadutole, dopo il Festival dell'Economia si finirà per pensare che bene ha fatto Fugatti (e non è da escludere che fosse proprio questo che voleva Fugatti e che si aspettava: una reazione così scomposta come quella che sta mettendo in atto Fratelli d'Italia. Altrimenti avrebbe potuto attendere che passasse il Festival dell'Economia). E a certificarlo è arrivato il centrosinistra che oggi ha pensato bene di fare una conferenza stampa per esprimere ''la forte preoccupazione e condanna per il comportamento del Presidente Fugatti e per le dinamiche interne alla Giunta provinciale, che hanno portato al demansionamento dell’Assessora Francesca Gerosa dal ruolo di Vicepresidente''.

 

 Le minoranze hanno parlato di ''violenza istituzionale'', di ''vendetta'', di ''gesto grave'' addirittura si è tirata fuori la questione che è una donna e quindi vittima di bullismo quando per chi ha memoria, da che mondo è mondo, i 'regolamenti di conti' in politica esistono da sempre, esistono anche le antipatie personali, esiste la sfiducia nei propri collaboratori. Ne ricordiamo una recente? Ugo Rossi che aveva silurato l'assessora alla sanità Donata Borgonovo Re, una che da sola aveva preso più di 10mila voti (per capirsi cinque volte tanto i voti presi da Gerosa alle ultime provinciali), eppure era saltata dall'ultima giunta di centrosinistra autonomista. Insomma, cose che succedono, brutte, che lasciano strascichi e malumori, ma che succedono.

 

Quel che è evidente, invece, è la portata politica della mossa di Fugatti. Ha prima azzerato Fratelli d'Italia in consiglio provinciale (portandosi via due consiglieri: Daldoss e Girardi) che ora conta solo su Biada e la stessa Gerosa (Cia già se ne era andato). Ha tolto ogni possibile forma di visibilità all'ex vicepresidente (levandole lo sport le ha levato la vetrina delle Olimpiadi ormai imminenti 'cedendola' a Gottardi) e le ha lasciato l'assessorato dove, storicamente, chi è di destra non cava un ragno dal buco, essendo uno dei bacini elettorali storici del centrosinistra. Insomma game, set, match. I ministri da domenica non ci saranno più. E come hanno detto Stanchina e Maestri nei loro interventi oggi l'unica soluzione praticabile sarebbero state le dimissioni. Anche perché avere un'assessora all'istruzione così sfiduciata in una giunta che, evidentemente, mal la sopporta preoccupa per il futuro del mondo dell'istruzione che è uno dei capisaldi del sistema e merita attenzione e serenità istituzionale. 

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