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Corruzione elettorale, il giudice smaschera il patto con gli Schützen: Baratter si dimetta e il Consiglio Provinciale sia sciolto

La sentenza di oggi, finalmente, getta piena luce su questo fatto politicamente vergognoso. Accogliendo la nostra richiesta di risarcimento come parte civile, il giudice ha anche riconosciuto il danno alla comunità arrecato da questo patto scellerato (in realtà poi è sopravvenuta l'assoluzione come da link a coda del blog)
DAL BLOG
Di Riccardo Fraccaro - 20 febbraio 2017

E' segretario alla Presidenza della Camera dei deputati, eletto in Trentino Alto Adige nel 2013 con il Movimento 5 Stelle

La sentenza del giudice è stata chiara e netta: l’accordo sottoscritto alla vigilia delle provinciali 2013 dal consigliere Lorenzo Baratter rientra nell'ambito della corruzione elettorale. In occasione della prima udienza, Baratter aveva chiesto la sospensione del processo con messa alla provaSi tratta, sul piano politico, di un’ammissione di colpevolezza, che la sentenza di oggi non fa che confermare.

 

 Con la condanna di Dalprà e Corona il Patt, sedicente partito autonomista alleato del Pd, è stato colto con le mani nel sacco e smascherato: la sentenza di oggi mette in discussione la stessa legittimità del Consiglio provinciale. La giunta di centrosinistra non può continuare a governare se ci sono le prove che le elezioni sono state inquinate dal voto di scambio: chiediamo, pertanto, le dimissioni immediate non solo del consigliere Baratter, ma dell’intera giunta Rossi.

 

Alla vigilia delle provinciali 2013 il consigliere provinciale Lorenzo Baratter, assieme a Giuseppe Corona e al comandante degli Schützen Paolo Dalprà, ha messo nero su bianco un accordo con cui si impegnava a versare 500 euro al mese alla Federazione degli Schützen, in cambio del loro pieno sostegno elettorale.

 

Puntualmente, una volta eletto, Baratter ha cominciato a versare agli Schützen quanto promesso. Un fatto che il M5S ha denunciato immediatamente, opponendosi alla richiesta di archiviazione del giudice Amato. La sentenza di oggi, finalmente, getta piena luce su questo fatto politicamente vergognoso. Accogliendo la nostra richiesta di risarcimento come parte civile, il giudice ha anche riconosciuto il danno alla comunità arrecato da questo patto scellerato.

 

Siamo soddisfatti della sentenza, ma non ci fermeremo: non possiamo lasciare che i partiti continuino a svendere le istituzioni al miglior offerente. La parola va restituita ai cittadini, che hanno il diritto di essere rappresentati da portavoce onesti. Baratter deve dimettersi e il Consiglio provinciale va sciolto immediatamente.

 

 (QUI L'AGGIORNAMENTO CON L'ASSOLUZIONE)

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