Contenuto sponsorizzato

La libertà di stampa è il pilastro della democrazia, per questo Renzi la vuole al guinzaglio

L'Italia è precipitata al 77esimo posto nelle classifica mondiale sulla libertà di stampa. Un declino cominciato con Berlusconi e che prosegue con Renzi. E ora che arriva il referendum costituzionale c'è ancor più bisogno di libertà di comunicazione
DAL BLOG
Di Riccardo Fraccaro - 01 settembre 2016

E' segretario alla Presidenza della Camera dei deputati, eletto in Trentino Alto Adige nel 2013 con il Movimento 5 Stelle

Nel 2016 l’Italia è precipitata al 77esimo posto nella classifica mondiale sulla libertà di stampa compilata da Reporters sans frontières; tanto per capirci, dietro a Paesi come il Botswana, l’Armenia e la Moldavia, in fondo alla lista degli Stati europei. Dalla fascia alta dei "paesi liberi", nel giro di pochi anni il nostro Paese è piombato nella fascia intermedia dei paesi "parzialmente liberi". Un declino che è cominciato con Berlusconi e che prosegue inarrestabile oggi nell’era Renzi.

Il rapporto dell’ong fotografa una situazione impietosa, dove ad essere presi di mira sono soprattutto i giornalisti che indagano su mafia e corruzione. Intimidazioni e pressioni sono gli strumenti che il potere usa per asservire la stampa e Renzi non fa che alimentare questo sistema, perché è esattamente ciò che vuole: tenere l’informazione al guinzaglio. Il Governo ha messo in piedi una poderosa macchina di propaganda in grado di opprimere ogni voce fuori dal coro e salvare chi ha giurato fedeltà al regime.

 

Al referendum costituzionale mancano ormai una manciata di settimane: ci apprestiamo a votare una riforma di questa portata – anzi, diciamolo chiaramente: una contro-riforma reazionaria, che avrà per il nostro Paese e in particolare per la nostra regione conseguenze nefaste – con una RAI nazionale (e sottolineo nazionale, perché la RAI trentina, al contrario, ha dimostrato di saper fare un imparziale e corretto lavoro, segno che non tutto è perduto) occupata in pianta stabile da Renzi: fateci caso, la prossima volta che guardate un Tg. Come se non bastasse, il nominato premier nel frattempo ha pensato bene di licenziare senza appello proprio gli unici due direttori dei telegiornali pubblici che in occasione del referendum di aprile sulle trivelle avevano garantito spazi di informazione equilibrati tra i sostenitori del sì e quelli del no.

 

Il M5S si batte da sempre per la libertà di informazione, perché ha a cuore la democrazia. Senza un’informazione libera, infatti, non esiste democrazia, così come senza democrazia non esiste libertà di informazione. Per questo motivo non posso che salutare con entusiasmo e con un pizzico di speranza l’intraprendenza di questi giovani giornalisti, che con coraggio e ambizione hanno dato vita a “Il Dolomiti”, un nuovo quotidiano digitale che arricchirà il panorama dell’informazione locale e che si ripromette di essere libero, indipendente e interattivo con i lettori. Attraverso lo spazio di questo blog anch’io e il MoVimento di cittadini che sono onorato di rappresentare, cercheremo di dare il nostro contributo per mantenere alta la coscienza critica e fare una sana e corretta informazione, sfruttando l’intelligenza collettiva della rete. Rimbocchiamoci le maniche, perché c’è davvero molto da fare.

Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 30 settembre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

01 ottobre - 11:06

Gian Marco Prampolini, presidente Leal, e Natascia Pecorari, presidente di Salviamo gli Orsi della Luna, hanno fatto la richiesta agli atti e ottenuto il report della visita dei carabinieri di Costa dentro il Casteller: ''Stanno facendo vivere ai tre orsi un vero calvario. Temiamo per la loro vita e attendiamo fiduciosi che il Ministro Costa, che prima di noi ha ricevuto la relazione del sopralluogo dei Cites, faccia la sua parte e prenda provvedimenti previsti dalla legge''

01 ottobre - 13:05

Denunce ritirate contro gli attivisti anti-pesticidi? Niente affatto, Bolzano fa di nuovo retromarcia e il processo andrà avanti. Gli accusati: “L’assessore ha mentito pubblicamente riguardo al ritiro delle querele, vogliono obbligarci a nascondere all’opinione pubblica i dati sul reale utilizzo dei pesticidi in Alto Adige”

01 ottobre - 12:12

Luogo di frontiera per lunghi periodi, la Lessinia si distinse per il fiorire dell'attività di contrabbando. Tra la Vallagarina e le montagne venete, di notte e di giorno i contrabbandieri, carichi di sale, zucchero e tabacco, facevano la spola, battendo sentieri impervi e cercando di sfuggire ai finanzieri. Leggende e toponimi testimoniano l'importanza di questo commercio per la zona, con personaggi come Pietro Griso, entrato nell'immaginario popolare come scaltrissimo e imprendibile bandito

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato