Contenuto sponsorizzato

Abbattimento controllato dei cinghiali affidati ai cacciatori? No, meglio che se ne occupi la Provincia

Gli appassionati all'arte venatoria si erano impegnati a ricostituire il cotico dei prati devastati dai cinghiali e segnalati dall’Ufficio Agricoltura. Non hanno mai mantenuto fede alla promessa
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 26 settembre 2017

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

Dalla Valle del Chiese i cinghiali si sono spostati anche nelle Giudicarie esteriori recando danni al mais da granella e da foraggio. Due femmine con figli al seguito, dice un funzionario dell’Ufficio agricolo periferico di Tione, distruggono in una notte mezzo ettaro di mais.

 

E aggiunge: quest’anno la siccità estiva ha spinto i cinghiali verso i prati di mezza montagna in cerca di cibo fresco rappresentato da bulbi e/o da insetti sotterranei. Con conseguente aratura del cotico erboso provocata dal grugno dei selvatici.

 

L’abbattimento controllato con fucile è l’unico rimedio alla crescita numerica dei cinghiali. Ma va affidata agli operatori del Servizio Foreste e Fauna, non ai cacciatori. Questi si erano impegnati a ricostituire il cotico dei prati devastati dai cinghiali e segnalati dall’Ufficio Agricoltura. Non hanno mai mantenuto fede alla promessa.

 

Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 20.21 del 25 Settembre
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

27 settembre - 20:21

La diffusione del virus Comune per Comune: a Rovereto 11 casi, 8 a Trento. La Provincia di Trento maglia nera fra i territori italiani per quanto riguarda l’incidenza. Ecco la mappa dei contagi sul territorio

27 settembre - 18:22

Davide Bassi, ex rettore dell'Università di Trento, di fronte alla crescita dei contagi in Regione nelle ultime settimane, si è interrogato sulle modalità di somministrazione dei tamponi. Farne tanti è infatti sempre una garanzia di una più efficace strategia di contenimento del virus? La risposta è scettica e fa riflettere sul modo con cui la Giunta Fugatti ha comunicato in questi mesi di emergenza. "Non serve farne tanti ma alle persone giuste"

27 settembre - 19:55

Continuano a crescere in Alto Adige i casi di strutture scolastiche e per l'infanzia costrette a chiudere per l'insorgenza di contagiati tra gli alunni. Dopo i due nuovi positivi riscontrati in due istituti superiori di Bressanone e la chiusura per 2 settimane del Gandhi di Merano, anche l'asilo Moos di Sesto dovrà chiudere i battenti per la sanificazione. 13 i bambini in isolamento, assieme al personale della materna

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato