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Colpo di fuoco: nuovo ceppo di batterio?

Il colpo di fuoco si è manifestato più volte negli anni successivi al 2005 quando sono stati rinvenuti i primi focolai in val di Non e in altre zone frutticole del Trentino, diversi i Comuni della Valsugana colpiti dal ceppo di batterio
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Di Sergio Ferrari - 26 luglio 2020

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

Gli esperti di genomica e biologia molecolare della Fondazione Mach hanno avviato un programma di analisi per stabilire se il ceppo di batterio Erwinia amylovora che ha colpito meli e piante ornamentali in diversi comuni della Valsugana è lo stesso ceppo di batterio che pur designato con lo stesso nome colpiva le cime delle piante ma non andava oltre i 670 centimetri di germoglio che il frutticoltore tagliava e bruciava.

 

Il colpo di fuoco si è manifestato più volte negli anni successivi al 2005 quando sono stati rinvenuti i primi focolai in val di Non e in altre zone frutticole del Trentino.

 

L’indagine comparativa è resa possibile dal fatto che a partire dal 2005 i tecnici di territorio hanno prelevato e consegnato ai ricercatori dell’Istituto Agrario di S. Michele e successivamente della Fondazione Mach materiale vegetale raccolto da piante colpite in quasi tutti gli anni successivi. Ma sempre in forma meno invasiva di quella che si è manifestata quest’anno in Valsugana.

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