Contenuto sponsorizzato

Cresce il numero di meleti allevati a guyot

Due anni fa lo stesso argomento era stato accolto con non poche perplessità. Ora sono una settantina gli impianti realizzati negli ultimi 3-4 anni in Trentino Alto Adige, ma soprattutto in Val di Non
Dal blog di Sergio Ferrari - 01 marzo 2019 - 21:47

La relazione di Alberto Dorigoni, esperto frutticolo della Fondazione Mach svolta a Cles il 12 febbraio 2019 sui vantaggi del frutteto allevato a guyot, ha suscitato grande interesse.

 

Due anni fa lo stesso argomento era stato accolto con non poche perplessità.

 

Dieci anni fa l’esperto ha introdotto nell’azienda sperimentale Maso delle Parti di Mezzolombardo il primo impianto biasse successivamente modificato fino allo schema attuale.

 

L'esperto informa con motivata soddisfazione che sono una settantina gli impianti realizzati negli ultimi 3-4 anni in Trentino Alto Adige, ma soprattutto in Val di Non.

 

Quest’anno saranno parecchi. Va tenuto presente che in viticoltura il sistema a guyot è stato introdotto 30 anni fa. 

Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 16 agosto 2019
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

19 agosto - 14:25

L'avventura con la loro società è iniziata circa tre anni fa. I due giovani della Vallagarina, Mattia Cristoforetti e Giovanni Tava, hanno macinato moltissimi successi ed  hanno deciso di utilizzare il loro lavoro anche per aiutare i bambini. Per questo è iniziata la collaborazione con la fondazione Tog per la cura e la riabilitazione dei bambini con gravi patologie neurologiche

19 agosto - 16:01

Gettatosi da una falesia alta 10 metri a Torre dell'Orso, nel leccese, un giovane trentino si è lesionato la zona cervicale. Trasportato immediatamente all'ospedale Vito Fazzi di Lecce, si attende di capire che danni possa aver riportato. Cauti i medici 

19 agosto - 06:01

Pubblichiamo in esclusiva dei dati molto significativi sul reale andamento della struttura della Val di Fiemme che smentiscono molto di quanto sentito sino ad oggi. Nel punto nascite si è eseguito nel 25% dei casi il taglio cesareo quando non ci sono emergenze e per  l'Organizzazione Mondiale della Sanità un tasso superiore al 15% è indicativo di ''un uso inappropriato della procedura'' motivato da ''carenze organizzative, medicina difensiva, (...) scarso supporto alla donna da parte del personale sanitario nel percorso di accompagnamento alla nascita''

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato