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Gas di scarico contro le arvicole dei frutteti

Il Ministero della salute non ha accettato la richiesta di deroga per l’impiego di esche a base di clorfacinone, tipo Agrirat G. Il divieto d’impiego rende necessario il ricorso a misure agronomiche più o meno fattibili
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 02 novembre 2017

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

Una circolare del Centro di consulenza per la frutti-viticoltura dell’Alto Adige datata 26 ottobre 2017 è dedicata quasi totalmente ad arvicole e topi campagnoli che danneggiano l’apparato radicale delle piante di melo.

 

Si parte dalla notizia che il Ministero della salute non ha accettato la richiesta di deroga per l’impiego di esche a base di clorfacinone, tipo Agrirat G.

 

Il divieto d’impiego rende necessario il ricorso a misure agronomiche più o meno fattibili.

 

La circolare suggerisce la costruzione di cumuli di pietre o di sterpaglie per favorire la presenza di antagonisti naturali, quali la donnola. Fa inoltre riferimento all’uso di trappole, potenzialmente efficaci, ma difficili da controllare.

 

Propone come ultima alternativa l’introduzione nei fori delle gallerie di monossido di carbonio contenuto nei fumi discarico della trattrice agricola o di una falciatrice od altra macchina a motore. 

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