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Il Punteruolo ''grazia'' il cavolo cappuccio da crauti dopo aver distrutto buona parte delle specie estive

Il piccolo coleottero perfora con il rostro solo la nervatura delle foglie esterne che vengono levate anticipatamente mentre la testa rimane integra
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 27 novembre 2020

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

La superficie complessiva occupata da cavolo cappuccio tardivo da crauti coltivata da agricoltori associati al Consorzio Val di Gresta raggiunge i 4 ettari rappresentati in buona parte da campi di dimensioni ridotte. Il conteggio va fatto quindi tenendo come unità di misura un campo di 1000 metri quadrati. Su questa superficie si coltivano 2000 piante dalle quali si ottengono cavoli del peso di 3-4 chili. Il peso varia anche in base alla zona di coltivazione.

 

I 3 chili si raggiungono nella parte alta della valle dove manca l’irrigazione, mentre nella zona bassa si raggiungono i 4-5 chili grazie alla disponibilità d’acqua. Le varietà coltivate sono due: Jaguar e Ziclop. Il nuovo insetto scoperto per la prima volta in valle due anni fa denominato Punteruolo o Antonomo quest’anno non ha fatto gravi danni sui cavoli da crauti, mentre ha distrutto buona parte delle due specie estive denominate rispettivamente cavolo a punta e cavolo rotondo.

 

Il piccolo coleottero perfora con il rostro solo la nervatura delle foglie esterne che vengono levate anticipatamente mentre la testa rimane integra.

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