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Possibile un'invasione di cavallette anche in Trentino?

La risposta arriva Paolo Fontana ricercatore della Fondazione Mach che durante i 16 anni trascorsi presso l’Istituto di Entomologia agraria dell’Università di Padova si è occupato attivamente di cavallette partecipando a missioni scientifiche o di soccorso in diversi Paesi del mondo
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 14 giugno 2019

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele. Ha vinto la Penna d'Oro nel 1988

E’ possibile che un’invasione di cavallette simile a quella che si sta registrando in Sardegna possa verificarsi anche nel nord Italia e quindi anche in Trentino? Risponde Paolo Fontana ricercatore della Fondazione Mach che durante i 16 anni trascorsi presso l’Istituto di Entomologia agraria dell’Università di Padova si è occupato attivamente di cavallette partecipando a missioni scientifiche o di soccorso in diversi Paesi del mondo. Invasioni di grande portata si sono verificate nel Veneto qualche secolo fa, ma è improbabile che si ripetano.

 

Danni da cavallette in zone circoscritte e provocate da specie diverse da quella che sta interessando la Sardegna sono stati rilevati anche in anni recenti sui monti Lessini in Valpolicella. La specie al centro dell’attuale invasione che interessa 2000 ettari di terreni incolti e abbandonati della Sardegna si chiama Dociostaurus maroccanus.

 

Attribuire l’invasione ai cambiamenti climatici è riduttivo. Si sa che nella zona interessata era stato introdotto un coleottero predatore delle uova che vengono deposte nel terreno (grillare). Difficile stabilire la causa della improvvisa esplosione numerica della popolazione. Le cavallette possono attraversare fasi di vita solitaria e fasi di vita gregaria che si alternano con periodicità non sempre prevedibile.

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