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Raccolti 115 vagoni di ciliegie in val di Non. La messa a dimora di nuovi impianti va avanti piano

Gli amministratori di Melinda devono valutare fino a che punto si può incrementare l’offerta di ciliegie oltre la fine di luglio rispetto alla recettività del mercato, nel quale entrano dopo quella data altre specie di frutta di stagione e quindi alternative alle ciliegie
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 22 ottobre 2020

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

Dagli 80 ettari di impianti di ciliegio coltivati attualmente in val di Non quest’anno sono stati raccolti circa 115 vagoni di ciliegie di elevata qualità appartenenti in prevalenza alle varietà Kordia e Regina, caratterizzate da maturazione ritardata rispetto ad altre zone del Trentino e d’Italia.

 

Un produttore dell’Alta Val di Non che non ha subito danni da freddo e raccolto una media di 200 quintali di ciliegie a ettaro (2 vagoni) ritiene possano ritenersi soddisfatti anche gli altri cerasicoltori che hanno prodotto una quantità minore di ciliegie.

 

Hanno infatti già ricevuto da Melinda il 60% di una remunerazione di 4,60 euro a kg: 1 euro in più rispetto ai 3,60 euro dello scorso anno.

 

Il presidente di Melinda, Michele Odorizzi, commenta con riserva il ragionamento del frutticoltore che si ritiene fortunato.

 

E’ vero che la situazione attuale della cerasicoltura in Val di Non è tale da giustificare la messa a dimora di qualche nuovo impianto (5-6%).

 

Ma gli amministratori di Melinda devono valutare fino a che punto si può incrementare l’offerta di ciliegie oltre la fine di luglio rispetto alla recettività del mercato, nel quale entrano dopo quella data altre specie di frutta di stagione e quindi alternative alle ciliegie. 

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