A dicembre riaprirà il Café de la Paix. Obbligo di chiusura alle 22
La gestione del locale sarà affidata all'associazione di promozione sociale Dulcamara. Cadrobbi: "Puntiamo sulle attività culturali e stiamo già programmando presentazioni di libri, conferenze e dibattiti"

TRENTO. A dicembre riaprirà i battenti il Café del la Paix. La gestione, questa volta, sarà affidata all'associazione di promozione sociale Dulcamara. Un ritorno molto atteso soprattutto tra i giovani e a confermarlo è il presidente dell'Arci, Andrea La Malfa.

Da circa una settimana sono iniziati i lavori di sistemazione dei locali. "Stiamo mettendo tutte le nostre forze - ha spiegato Massimiliano Cadrobbi, responsabile dell'associazione che gestirà il locale - per finire il prima possibile i lavori e per accogliere quanto prima le persone soprattutto durante questi mesi invernali. Stiamo decidendo proprio in questi giorni la data di apertura ma sicuramente entro il 15 dicembre".
L'intenzione è quella di portare avanti il progetto del Café de la Paix anche se il contratto con Itea, proprietaria degli spazi, prevede una nuova limitazione."Ci preoccupano i problemi che si sono sentiti e visti nel passato - spiega Cadrobbi - ma questa volta nel contratto Itea è prevista tassativamente la chiusura serale alle 22. Per noi questa è una scommessa e l'aver accettato questa limitazione spero ci possa anche tutelare in qualche modo".
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Nel futuro del nuovo Café de la Paix la ristorazione sarà ridotta al minimo. L'entrata sarà riservata, come in passato, ai tesserati Arci e all'interno dei locali continuerà ad esserci un bar. "Il nostro obiettivo è quello di puntare sulla cultura - spiega Massimiliano Cadrobbi - e stiamo già programmando diversi eventi, presentazioni di libri, esposizioni artistiche, dibattiti e conferenze. Una parte del piano superiore, inoltre, stiamo anche pensando di adibirla a sala polifunzionale".
Spazio poi alle associazioni. L'orario di apertura inizialmente sarà alle 15 e di chiusura, come detto, le 22. "Cercheremo di limitare le attività - spiegano i gestori - nel pomeriggio e nella prima parte della serata. Ci impegneremo ma se anche in questo modo dovessero uscire dei problemi, significa purtroppo che anche a Trento la cultura non trova cittadinanza".












