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Attacco a Forza Nuova, anarchici già condannati a quattro mesi, per il Centro sociale Bruno processo rinviato

Due distinte manifestazioni all'esterno del tribunale in solidarietà agli arrestati a seguito dei fatti di sabato pomeriggio. I due imputati del 'Bruno' andranno a processo in febbraio mentre i due anarchici hanno optato per il rito abbreviato. Uno di loro, durante il trasferimento in aula, ha sputato in un occhio a un fotografo 

Di Donatello Baldo e Gianmaria Bimbato - 23 ottobre 2017 - 17:06

TRENTO. Quattro mesi e qualche giorno di reclusione per i due anarchici coinvolti nell' 'assalto' al gazebo di Forza Nuova avvenuto sabato scorso, anche se già oggi saranno rimessi in libertà, uno con l'obbligo di firma e l'altro con il divieto di accesso a Trento.

 

La condanna scatterà al termine del procedimento giudiziario, sempre che non sia rivista nei successivi gradi di giudizio. Gli anarchici, difesi dall'avvocato Giampiero Mattei, hanno scelto il rito abbreviato arrivando subito a sentenza.

 

Ha invece chiesto un rinvio, per poter meglio esaminare i fatti, l'avvocato Nicola Canestrini che in questo processo difende i due imputati appartenenti al Centro sociale Bruno. Nessuna restrizione della libertà per loro, su stessa richiesta del Pubblico ministero.

 

L'avvocato aveva contestato anche la convalida dell'arresto, definendolo esagerato rispetto a quanto accaduto. Ma il giudice ha convalidato la scelta effettuata dalle Forze dell'ordine sia per gli anarchici che per i giovani del centro sociale.

 

Questo, in sostanza, l'esito della giornata di oggi dal punto di vista giudiziario. Giornata che, in tribunale, è stata però caratterizzata anche dalle due manifestazioni che gli appartenenti ai due diversi gruppi politici hanno inscenato in Largo Pigarelli.

 

Anarchici da una parte e Centro sociale dall'altra, perché tra le due realtà non corre buon sangue dopo i fatti della primavera scorsa che li hanno visti contrapporsi violentemente. 

 

Slogan, striscioni e brevi interventi in solidarietà con gli arrestati. Gli anarchici si sono assiepati sul prato dei giardini di fronte al tribunale, mentre gli appartenenti al centro sociale Bruno sono arrivati in corteo, invadendo inizialmente la carreggiata per poi occupare una porzione di corsia con un furgone dotato di un impianto dal quale venivano amplificate le parole dei portavoce.

 

“Crediamo sia inconcepibile che per un'azione di denuncia contro Forza Nuova due nostri compagni siano stati arrestati, era un'azione pacifica – afferma uno di loro - per altre azioni molto più violente ci sono invece fascisti liberi di girare per la città”.

 

E un'altra portavoce, incontrando la stampa, ha spiegato questo: “Ogni volta che Forza nuova, Casa Pound e qualsiasi altro rigurgito fascista si presenterà in piazza noi saremo lì a contestarli. Sabato non c'è stato uno scontro tra due bande contrapposte, sabato è stata fatta un'azione antifascista”.

 

Nessuna parola invece da parte degli anarchici che, come si sa, non si rapportano con gli organi di informazione, e quando possono li contestano apertamente. A riprova di questo, uno degli arrestati, nel momento dell'ingresso in aula accompagnato dalla polizia penitenziaria, ha sputato dritto in un occhio a uno dei fotografi presenti.

 

La convalida dell'arresto e la successiva udienza per direttissima per tutti e quattro gli imputati, Stefano Diani e Matteo Nascimben del gruppo degli anarchici, Federico Maddalena e Stefano Segalla del Centro sociale Bruno, è avvenuta a porte chiuse. Sui corridoi, nell'attesa, il 'circo' mediatico e i militanti delle parti in causa.

 

Anarchici e attivisti del Centro sociale, ma anche il segretario di Forza Nuova Numa de Masi che con Massimo Passamani ha ingaggiato un piccolo scontro verbale. A De Masi è stato poi chiesto di allontanarsi dallo stesso vicequestore Salvatore Ascione.

 

L'esponente del partito di estrema destra, tecnicamente, non era parte in causa nell'udienza di oggi: le contestazioni agli imputati erano il reato di resistenza a Pubblico ufficiale, quello di lesioni per le ferite (3 e 5 giorni di prognosi) riportate dagli agenti e per uno degli accusati il porto abusivo di arma per uno spray al peperoncino che non è stato però usato.

 

Il reato di danneggiamento, per il gazebo divelto, non figurava nei capi di imputazione perché è necessaria una querela di parte. Querela che gli esponenti di Forza Nuova non hanno voluto fino ad ora presentare, impedendo la stessa costituzione di parte civile nell'udienza di oggi.

 

Il processo per anarchici e attivisti del Bruno, quindi, ha preso due strade diverse. I primi sono andati a sentenza oggi attraverso il rito abbreviato che di per sé diminuisce la pena: 4 mesi e 14 giorni per Matteo Nascimben e 4 mesi e 10 giorni per Stefano Diani.

 

Il loro avvocato aveva chiesto l'assoluzione per entrambi. L'ipotesi di lesione, per il legale, “non sussiste”, sarebbero avvenute durante le operazioni di arresto senza un'azione volontaria da parte degli imputati.

 

Stessa cosa per il reato di resistenza. Mattei ha sostenuto che qualunque resistenza sarebbe stata impossibile dal momento che in pochi secondo i sui clienti sono stati atterrati o messi 'faccia al muro' e ammanettati.

 

“Dai video – spiega - non si vede nessuno che sputa, che scalcia o che oppone resistenza all'arresto”. Il giudice ha però deciso diversamente, accogliendo la richiesta del Pm. Richiesta molto contenuta in termini di pena, come riconosciuto in aula dallo stesso Mattei.

 

Per il Centro sociale Bruno, invece, si andrà a processo il 4 febbraio del prossimo anno. Il loro legale, Nicola Canestrini, vuole approfondire la questione, visionare i filmati, raccogliere ulteriori informazioni per poter meglio impostare la difesa.

 

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