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Aveva tentato di uccidere a colpi di pistola un uomo durante un inseguimento in auto. Latitante arrestato a Carisolo

Un blitz avvenuto nella notte di Natale e che ha visto protagonisti i carabinieri di Riva del Garda, le stazioni dipendenti alla compagnia, ma anche l'Aliquota di primo intervento in tenuta antiterrorismo e equipaggiamenti speciali

Pubblicato il - 27 dicembre 2017 - 20:14

RIVA DEL GARDA. E' finita a Carisolo la fuga di Federico Latini, arrestato dalle forze dell'ordine trentine. Il classe 1994, pregiudicato e latitante dal 6 novembre scorso, è ritenuto responsabile dal Direzione distrettuale Antimafia di tentato omicidio e porto illecito di armi. Un blitz avvenuto nella notte di Natale e che ha visto protagonisti i carabinieri di Riva del Garda, le stazioni dipendenti alla compagnia, ma anche l'Aliquota di primo intervento in tenuta antiterrorismo e equipaggiamenti speciali.

 

L’indagine scaturisce dall’agguato subito da un pregiudicato romano in zona Torpignattara nel novembre 2016, quando la vittima, che si trovava a bordo della propria vettura, veniva prima affiancata e quindi sorpassata da un’altra auto, il cui occupante aveva esploso diversi colpi d’arma da fuoco al suo indirizzo. 

 

Il destinatario dell’agguato era però riuscito a mettersi in salvo dopo aver mostrato reattività e sangue freddo: la vittima aveva, infatti, speronato il mezzo a bordo del quale si trovava Latini, che aveva cercato di ucciderlo. Il classe 1994 si era immediatamente dato alla fuga a piedi e aveva abbandonato l’auto ormai fuori uso.

 

I carabinieri della compagnia di Roma Casilina, giunti sul posto, avevano svolto le prime indagini, mentre i rilievi tecnici eseguiti dal Nucleo Investigativo di Roma avevano permesso di rinvenire due bossoli calibro 9X21, ma anche di scovare alcune impronte digitali nelle maniglie interne dell’auto abbandonata.

 

Le successive indagini svolte dai Carabinieri della compagnia di Roma Casilina avevano permesso di individuare in Latini il possibile autore dell’azione delittuosa. L’analisi di quanto refertato sul luogo dell’evento, inviato al Racis per la comparazione, confermava quanto accertato e anzi aveva fornito piena compatibilità tra le impronte presenti all'interno della vettura con quelle del latitante.

 

Nel frattempo Latini aveva fatto perdere le sue tracce e ormai risultava irreperibile da diversi mesi. Così il 6 novembre 2017 era stato dichiarato in stato di latitanza.

 

Le indagini però sono proseguite e i carabinieri di Riva del Garda sono riusciti a rintracciare Latini nel comune di Carisolo, dove il latitante aveva prenotato uno chalet per trascorrere le festività natalizie in compagnia dei famigliari e degli amici più stretti.

 

Dopo alcuni giorni di controllo dei parenti del latitante e avuta la certezza della sua presenza, la notte di Natale è scattato il blitz che ha visti impegnati i carabinieri del Nucleo operativo di Riva del Garda e quelli delle Stazioni dipendenti dalla Compagnia, ma anche l’Aliquota di Primo Intervento (Api) del Comando Provinciale di Trento, che, con uomini addestrati all’antiterrorismo e con equipaggiamenti speciali, hanno dato ausilio per l’irruzione che ha consentito di cogliere Latini nel sonno, insieme ai suoi famigliari e alcuni amici, per i quali si sta valutando l’ipotesi del deferimento in stato di libertà per favoreggiamento della latitanza.

 

In pochissimi secondi e senza neanche potersi rendere conto di quanto è successo, il latitante si è trovato ammanettato e preso in consegna dai carabinieri. 

 

Federico Latini è inoltre stato denunciato a piede libero per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, così come altri due ospiti della casa, un 22enne pregiudicato romano e un 21enne pregiudicata romana. Il tutto ha portato al rinvenimento di circa 100 grammi di droga.

 

Dopo le formalità di rito Latini è stato condotto al Carcere di Spini di Gardolo a disposizione dell’Autorità giudiziaria di Trento e successivamente di quella di Roma, il Gip del Tribunale di Roma su richiesta della Direzione distrettuale Antimafia aveva emesso, infatti, un'ordinanza di custodia cautelare.

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