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I sacchetti per frutta e verdura nei supermercati diventano a pagamento

A partire dal 2018 le buste ultraleggere per frutta, verdura e altri prodotti alimentari  saranno sostituite con bioshopper a pagamento. Previste pesanti multe per chi contravviene alla legge

Di Rosanna Sapia (Liceo Prati) - 13 ottobre 2017 - 19:41

TRENTO. A partire dall'1 gennaio le buste dei supermercati saranno esclusivamente ecologiche: da quelle utilizzate per trasportare la spesa a quelle per imbustare la frutta e la verdura,ma anche i sacchetti utilizzati per la carne, il pesce e i prodotti di panetteria, da quelli leggeri a quelli ultraleggeri dei banchi del reparto gastronomico ( con spessore della singola parete inferiore a 15 micron).

 

"In particolare le buste dovranno essere biodegradabili e compostabili, disporre delle idoneità per uso alimentare – ci conferma Mauro Poli, direttore degli affari generali dell'azienda Poli, catena di supermercati presente in Trentino- e avere un contenuto minimo di materia prima rinnovabile di almeno 40%".

 

Tutte le buste dovranno rispettare lo standard internazionale UNI EN 13432 e quindi essere certificate da enti accreditati.Pesanti le multe per chi contravviene alla legge: chi con sotterfugi tentasse di porsi al di fuori della normativa, magari sottoponendo al cliente una busta priva anche di uno solo dei requisiti previsti, avrà a che fare con sanzioni fino ai 100 mila euro.

 

Una novità non gradita ai consumatori che dovranno dire addio ai vecchi tempi dove i sacchetti per ortofrutta, macelleria e pescheria, venivano distribuiti gratuitamente. Il prezzo di vendita è ancora sconosciuto ma secondo alcune fonti si parla di un costo che si aggira dai 5-6 ai 10 centesimi al pezzo, prezzo che dovrà risultare sullo scontrino, come già accade per le buste da asporto merci.

 

E' questa la nuova legge di conversione del decreto legge Mezzogiorno, approvata l'1 agosto 2017 alla Camera, che definisce la nuove norme sulle borse di plastica leggere. Biodegradabilità, compostabilità e contenuto di materia prima rinnovabile dovranno essere certificati da organismi accreditati.

 

Obiettivo della norma è, oltre quello di evitare il grave detrimento dell'ambiente, reprimere la pratica illegale di diciture quali "sacchetti a uso interno" messa in atto per eludere la legge sugli shopper e che ha provocato molti danni non solo all'ambiente ma anche ai rivenditori onesti e alla filiera dei produttori e trasformatori delle bioplastiche. Il nuovo provvedimento è importante e anche condivisibile, un percorso virtuoso nel settore della bioeconomia che fa dell'Italia un modello per tutta l'Europa, in grado di coniugare ambiente e sviluppo, a protezione dell'ambiente naturale.

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