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'Ricordare i morti aiutando i vivi', l'associazione Torre Vanga interviene durante la commemorazione: "Incontri con l'amministrazione? Tempo perso"

Una protesta silenziosa davanti al commissario del governo Pasquale Gioffrè, i vertici delle forze dell'ordine, sindaco e assessori, ma anche il Reparto interforze in rappresentanza di esercito, carabinieri, polizia e guardia di finanza. Il sindaco: "I problemi ci sono, la situazione è migliorata"

Di Luca Andreazza e Giuseppe Fin - 04 novembre 2017 - 19:16

TRENTO. In piazza Santa Maria Maggiore si sono chiuse le celebrazioni per la commemorazione dei 'Caduti di tutte le guerre' iniziate il 2 novembre scorso. Oggi si è svolta la festa per il Giorno dell'Unità nazionale e la Giornata delle forze armate.

 

E davanti al commissario del governo Pasquale Gioffrè, i vertici delle forze dell'ordine, sindaco e assessori, ma anche il Reparto interforze in rappresentanza di esercito, carabinieri, polizia e guardia di finanza, ecco comparire uno striscione: 'Ricordare i morti aiutando i vivi'. Un messaggio targato associazione per la rinascita di Torre Vanga

 

"La situazione - spiega Stefano Borgognoni dell'associazione - continua a restare critica, l'ultimo fatto relativo alla chiusura della chiesa è una forte testimonianza (Qui articolo). Il traffico di droga insiste nel quartiere come in centro, le azioni di intervento non sono costanti e continuative. La chiusura della chiesa è un atto grave e il dibattito lascia un po' di amaro in bocca. Dopo anni di denunce si è riusciti a creare maggior clamore solo ora".

 

Giusto ieri tra vicolo Colico e piazzetta Lainez l'ultimo episodio, quando nella serata le forze dell'ordine sono intervenute per disperdere circa dieci tunisini che discutevano animatamente in preda ai fumi dell'alcol.

Tra le ipotesi quella di chiedere aiuto al volontariato. "Un termine molto usato - evidenzia l'associazione - in questi giorni, ma se il volontariato viene dal basso è bello, se invece a proporlo è l'amministrazione è allarmante. Noi continuiamo a dialogare e essere attivi, ma le forme di incontro con il Comune sono ormai tempo perso, tante promesse e tutte disattese. Non si possono chiamare i cittadini a proteggere il territorio. Il degrado chiama degrado, il decoro chiama decoro. Quanto succede qui in piazza Duomo non sarebbe tollerata un minuto". 

 

I problemi insomma sono sempre presenti. "Le responsabilità - commenta - sono della pubblica amministrazione e delle forze dell'ordine. Ricordo che il sindaco firmò di proprio pugno un contratto riguardante le attività da svolgere in piazza. Alcune di queste proposte sono diventate nel gennaio scorso parte di una mozione bipartisan in cui l'amministrazione comunale si impegnava a svolgere diverse iniziative" (Qui articolo).

 

Una mozione di diciassette punti per intervenire sulla vivibilità e legalità da piazza Dante a piazza Santa Maria Maggiore e parco San Marco. "I vigili speciali - ribadisce Borgognoni - non li abbiamo visto, la qualificazione della zona con chioschi nemmeno. Tutto è rimasto sulla carta. Nello stesso documento si richiamano i doveri di questore e commissario di governo, come la richiesta di intervenire con cani e sequestri per ridurre il commercio illegale".

 

L'associazione, che da anni lotta contro il degrado di una delle zone più centrali e ricche di storia della città di Trento, protesta e si appella, ancora una volta, a chi deve gestire il bene pubblico affinché intervenga con forza. Pensando ai vivi e alla vivibilità di chi abita, lavora, studia o viene a visitare la nostra città.

 

'Ricordare i morti aiutando i vivi

"Il fatto - continua l'associazione - che non si possono incarcerare i malviventi non può essere un alibi. E' necessario intervenire contro questi commercianti illegali, sequestrare la merce e disturbare il loro fatturato. Il questore ha spesso dichiarato, legittimamente, che non considerano prioritario il commercio al dettaglio, concentrando gli sforzi contro quelli all'ingrosso. Le forze dell'ordine hanno dimostrato grande efficacia e capacità di intervento, forse una scelta dettata da risorse limitate".

 

E l'associazione per la rinascita Torre Vanga snocciola alcuni numeri. "Abbiamo - dice Borgognoni - accesso a determinati valori e chiediamo al questore se sono corretti. In Provincia di Trento abbiamo 230 agenti di polizia, mentre in quella di Bolzano ben 380 unità. Nel 2016 40 agenti a Trento sono andati in pensione e solo tra le 7 e le 10 unità sono state sostituite. Un calo strutturale. Se la base della scelta di intervento è questo, non è accettabile. Se questi dati non sono reali, il questore deve confortarci con i dati".

 

A rispondere a stretto giro alle critiche arrivate dagli esponenti dell'associazione per la rinascita Torre Vanga è Alessandro Andreatta presente questa mattina alla cerimonia in piazza Santa Maria Maggiore. "Non ho l'impressione che gli incontri che abbiamo avuto siano stati tempo perso. In questi anni si è fatto molto", spiega il primo cittadino ricordando come la piazza quattro anni fa era ben diversa da quella di oggi.

 

"Da quando ci siamo incontrati – continua il sindaco - le cose sono certamente migliorate e gli stessi abitanti lo riconoscono. C'è però ancora tanto da fare. Intanto abbiamo messo insieme una serie di azioni che hanno permesso questa zona di migliorare grazie alla collaborazione di tutti".

 

La piazza di Santa Maria Maggiore, dove si affaccia una delle chiese più importanti di Trento sede del Concilio, è negli ultimi tempo molto utilizzata per attività di vario genere. “Questa piazza - continua Andreatta - ormai è diventata uno dei tre luoghi fisici più usati dalla nostra città per eventi che vedono l'incontro degli abitanti del quartiere e le attività della Fondazione Franco Demarchi".

 

Nemmeno il sindaco, però, nega che ci siano delle questioni da risolvere. "Il centro storico funziona – spiega – ma io non ho mai negato il fatto che in due o tre punti della città facciamo più fatica. Il nostro compito, assieme alle forze dell'ordine, è quello di provare ad inventarsi iniziative che possono animare questa piazza per poter portare avanti un'azione culturale di coinvolgimento, responsabilizzazione e appartenenza".

 

In merito alla decisione che ha portato alla chiusura pomeridiana della chiesa di Santa Maria Maggiore, Andreatta ha ribadito l'intenzione “di risolvere il problema quanto primo” e di aver già avviato un dialogo con la Diocesi. “Ho già parlato con il vicario – conclude il sindaco – e la prossima settimana avremo un nuovo incontro".

 

 

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