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Vaccini sì, vaccini no. Una mamma (e insegnante) risponde a il Dolomiti: "A Calceranica c'ero. Sbagliato strumentalizzare i bambini ma la scuola non può escluderli"

Pubblichiamo la lettera di una donna che replica agli articoli de il Dolomiti di ieri spiegando che "non si può fare di tutta l'erba un fascio". "Io non ci sto a mettere in prima linea i bambini, io non ci sto ad usare un sindaco come capro espiatorio, io non ci sto ad urlare insulti, ma non ci sto nemmeno a escludere gli alunni dalle scuole"

A sinistra la mamma che ha scelto di non vaccinare il figlio con in braccio il bambino, a Calceranica ieri durante la protesta
Di Luca Pianesi - 10 novembre 2017 - 17:08

CALCERANICA. Stanno facendo discutere gli articoli che abbiamo pubblicato ieri sulla manifestazione andata in scena davanti alla scuola di Calceranica. Una protesta in appoggio dei genitori che hanno scelto di non vaccinare il loro bambino e che hanno deciso di portarlo davanti ai cancelli d'ingresso cercando lo stesso (nonostante avessero deciso di non metterlo in regola esponendolo, quindi, all'unica conseguenza possibile: la non ammissione a scuola) di entrare. Un comportamento che abbiamo criticato apertamente per svariate ragioni (SI VEDA QUI) su tutte quella di sottoporre questo bambino a uno stress che non merita che non gli spetta. 

 

Metterlo in mezzo a una protesta, da un lato, con manifestanti che ripetevano slogan del tipo "è questa la scuola dell'inclusione?" o che sollevavano striscioni con scritto "noi non restiamo fuori". Dall'altro con le forze dell'ordine in divisa presenti sul posto proprio per impedire a lui di entrare. E poi urla, qualche grida più forte delle altre, i consiglieri provinciali Filippo Degasperi (e oggi l'aperto appoggio del Movimento 5 Stelle di Levico) e Walter Kaswalder e gli occhi degli altri bambini spalancati ad assistere a questa scena, a individuare l'inconsapevole protagonista di questa vicenda messo lì solo ed esclusivamente per una scelta presa, per lui, dai suoi genitori. 

 

Ma proprio perché critici e ben convinti della nostra posizione riteniamo importante pubblicare integralmente la lettera di una mamma che non la pensa come noi sui vaccini e anzi nutre dubbi e perplessità. Ci sembra giusto darle spazio per completezza di informazione.  

 

Sono una mamma che era presente ieri davanti alla scuola materna di Calceranica, mentre il primo bambino è stato escluso dalla frequenza dell'asilo perché non vaccinato.

 

Mi sento di rispondere all'articolo de Il Dolomiti, per alcuni aspetti. Quello che mi è saltato all'occhio subito è che sia stato fatto un gran minestrone di idee, pensieri, sensazioni, linee politiche, linee di azione e pensiero riguardanti il tema di oggi: l'esprimere il proprio dissenso rispetto all'esclusione dei bambini dalle scuole materne.

 

La  stortura e la "melmosita' " di questa legge (che costringe il sindaco di un paesello a mettere, suo malgrado, la faccia su un provvedimento di esclusione di un bimbo dall'asilo) è che discrimina alcuni bambini, gli 0-6 anni, mentre garantisce il diritto all'istruzione, e al pluricitato diritto all'inclusione, solo ad alcuni.

 

Faccio l'insegnante e non ho mai né visto né sentito di un bimbo escluso da una scuola! Questa è la triste prima volta. È il contrario di tutto ciò in cui professionalmente credo. La Convenzione Onu 2007 (ratificata dall'Italia), la Costituzione, la Legge Quadro 104, l'intesa Stato Regione sui Bes, il nuovo DL 66-2017...tutte queste perle del diritto garantiscono l'inclusione a scuola a tutti i bambini. Tutti! 

 

Per quanto riguarda i bambini non vaccinati, o parzialmente vaccinati, che fanno parte della fascia 6-16, sono bambini che potranno frequentare tranquillamente la scuola perché il diritto all'istruzione consentirà loro di farlo. Ma non solo per questo. Sarà loro garantito di poter entrare a scuola perché, con il semplice pagamento di una multa, non vi sarà più alcun pericolo per la comunità, né pericolo di contagio, né di assenza dell' immunità di gregge.

 

Tornando alla giornata di ieri e all'articolo de il Dolomiti, quello che volevo far presente con questa mia risposta è che i genitori e le famiglie che non hanno vaccinato i loro figli o gli hanno vaccinati solo parzialmente, seguendo la precedente legge che imponeva solo un esiguo numero di vaccinazioni obbligatorie, poi addirittura decaduta in Trentino negli ultimi anni, beh, queste famiglie sono le più disparate, con i più diversi approcci alla situazione che si è venuta a creare.

 

Io mi sento di rappresentare tutte quelle famiglie che scelgono di non mettere il proprio figlio in prima fila come pioniere e, da un certo punto di vista, come strumento di una lotta che a mio avviso è politica e giuridica.

 

È una lotta per la Libertà, ieri, oggi, negli asili e nei nidi, sarà una lotta per la Libertà di Istruzione ed EducazioneMi sento qui di rappresentare tutte quelle famiglie, tutti quei genitori, tutti quei nonni,  tutti quei liberi cittadini, anche persone che hanno deciso di vaccinare, che credono nel diritto ad assumere la propria posizione rispetto ad obblighi così coercitivi (!).

 

Mi sento di rappresentare tutte quelle persone che ieri hanno difeso il sindaco di Calceranica, Cristian Uez, di fronte  alle insistenti proteste di alcuni che gli chiedevano di cadere nel penale, reinserendo il bambino a scuola, peccando di scarsa empatia  verso la posizione di un uomo, un marito, un papà, un sindaco, che non poteva fare altro in quel momento che adempiere al suo dovere, stretto nella morsa di una legge che lo ha messo in una situazione quantomeno ingiusta, di una legge e una politica che l'hanno lasciato solo in quel momento ad affrontare il clamore  di una situazione fra le più difficili verificatesi negli ultimi tempi.

 

Credo di rappresentare quelle associazioni e quei genitori che hanno scelto in questo momento  il dialogo con l'Azienda Sanitaria, con il proprio pediatra, con i Servizi, con la politica, con le scuole materne, l'Ente gestore, i giornali.

 

Persone che hanno scelto il dialogo anche nella difficoltà di una scelta che vi assicuro non è né leggera, né dettata da fake news o da informazioni recepite su blog e quant'altro.

 

Vorrei rappresentare in questo momento tutti quei genitori che hanno deciso di investire le proprie energie cercando di capire  le motivazioni  della Sanità, che hanno deciso di porre domande critiche, di richiedere un'attenzione speciale  per i bambini  che verranno vaccinati, che hanno deciso di chiedere una vigilanza, una serietà  nelle vaccinazioni che forse per anni è mancata, portandoci qui.

 

Genitori che hanno deciso  di attivare programmi personalizzati per il proprio bambino, genitori che hanno deciso anche per scelte difficili e in contrapposizione alla legge, alla nuovissima legge, perché fino a pochi mesi fa molti erano regolari. Anzi conformi.

 

Vorrei rappresentare quei genitori che hanno deciso di dialogare e di creare consapevolezza in tutta la cittadinanza sul fatto che l'esclusione dei bambini della fascia 0-6 dalle scuole sia un'aberrazione

 

Io non ci sto a mettere in prima linea i bambini, io non ci sto ad usare un sindaco come capro espiatorio, io non ci sto ad urlare insulti, io non ci sto ad essere presa per un irresponsabile, io non ci sto a fare di tutta l'erba un fascio, io non ci sto ad investire la mia energia contro qualcosa, ma la voglio investire a favore di qualcosa, a favore della Scuola nel mio caso, io non ci sto nel vedere ancora un bambino espulso/escluso dalle scuole!

Al di là di qualsiasi scelta fatta per lui dalla politica.

 

Alessandra Decarli, donna, madre, moglie, insegnante

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