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Protesta davanti alla scuola per chiedere di far entrare il bambino non vaccinato, ma la legge è legge. Il sindaco: "Spettacolo poco edificante per gli alunni"

L'appello sui social della mamma che ha scelto di non vaccinare il suo bimbo (ASCOLTA L'AUDIO) per chiedere di partecipare alla protesta di questa mattina. Ma nonostante la manifestazione il bambino è dovuto rimanere fuori

Di Luca Pianesi - 09 novembre 2017 - 13:34

CALCERANICA. Sarebbe una "questione umanitaria" per i genitori del bambino che hanno scelto di non vaccinare loro figlio e che, così facendo, nei fatti, gli stanno impedendo di frequentare la scuola. Ed è proprio alla "questione umanitaria" che si è appellata la sua mamma nel chiedere la partecipazione di più persone possibili alla manifestazione di questa mattina, davanti alla scuola materna di Calceranica, dopo che ieri a suo figlio era stato impedito l'accesso. E qualcuno c'era, effettivamente. Una trentina di manifestanti con tanto di striscioni, qualche politico, come Filippo Degasperi dei 5 Stelle, e poi le forze dell'ordine.

 

Risultato? I bambini si sono dovuti sorbire questa scena (che lo stesso sindaco di Calceranica Uez definisce "sicuramente poco edificante"): dietro di loro i manifestanti, davanti le forze dell'ordine, in mezzo genitori e sindaco che discutevano. "Ho cercato di spiegare loro che sarebbe stato meglio spostarsi in piazza - spiega il sindaco Uez - oppure direttamente negli uffici del Comune per evitare che sia il bambino in questione che gli altri alunni che erano lì assistessero a questa scena, ma non c'è stato verso. Noi non abbiamo potuto far altro che applicare la legge. Piaccia o non piaccia io devo far rispettare il provvedimento di esclusione e così è stato fatto".  

 

 

E il punto è proprio questo. La mamma nel suo audio messaggio, fatto girare su varie chat di WhatsApp, spiega che "se avete la possibilità (di partecipare alla manifestazione ndr) sarebbe un grande aiuto a livello umanitario per cercare di dare un senso a quello che sta succedendo perché oggi sta toccando a noi però purtroppo fra un mese/due saremo punto a capo. Noi stiamo combattendo perché i bambini non vengano esclusi dalla scuola". In realtà la battaglia è all'opposto. Nessun bambino, i cui genitori lo hanno messo in regola, rischia nulla. Tra uno/due mesi se si sarà rispettata la legge fino in fondo (e quindi se alle prenotazioni seguiranno i vaccini) queste manifestazioni saranno solo un brutto ricordo per i bambini che vi hanno assistito.

 

 

E invece si sta mettendo in mezzo proprio i più piccoli (tra l'altro al momento sono solo tre in Trentino quelli i cui genitori hanno scelto di non metterli in regola: uno a Calceranica, uno a Daone e uno a Varena) che, per una decisione dei loro genitori, lo ripetiamo, finiscono per ritrovarsi in mezzo a una situazione molto pesante e sicuramente più grande di loro. I comitati "vaccinare informati", "uniti per Oviedo" e i più intransigenti "no vax" sicuramente non molleranno. Ma ancora meno può mollare chi deve far rispettare le regole.

 

E ci si augura che dai cortili delle scuole questa battaglia (giusta o sbagliata che sia, in questo momento importa poco) si trasferisca presto nelle aule dei tribunali e nelle sedi politiche, perché queste sono cose "dei grandi" e "da grandi". "Il senso a quello che sta succedendo" possono darglielo solo gli adulti. 

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