''A Trento l'imam che predica la sharia''. L'accusa de ilGiornale.it smentita dall'imam trentino: "Il solito pregiudizio''
Un articolo parla della visita a Trento di un intellettuale tunisino vicino agli ambienti estremisti. Breigheche: "Tutti i suoi interventi sono pubblici. E dal giornalista errori grossolani che fanno dubitare dell'intero articolo"

TRENTO. L'articolo è uscito oggi su ilGiornale.it e il titolo è già un'accusa: "A Trento l'imam salafita che predica la sharia". Parla di Bechir Ben Hassen, "noto per le sue posizioni ultraconservatrici e islamiste. Seguito da oltre 34 mila persone sui social", scrive il giornalista.
L'imam tunisino era a Trento dal 14 al 16 settembre ospite della comunità islamica locale. "E' vero - afferma l'imam trentino Aboulkheir Breigheche - è stato nostro ospite. Da noi ha tenuto tre conferenze, sull'etica islamica, su convivenza e identità e sul tema della spiritualità e del materialismo. Non ha parlato di sharia, non ha parlato di legge islamica: non invitiamo i nostri ospiti a parlare di questi argomenti".
L'imam trentino è dispiaciuto dell'ennesimo attacco alla sua comunità: "E' il solito pregiudizio. Bechir Ben Hassen è un intellettuale che fa conferenze ovunque nel mondo, conferenze registrate e pubblicate. Non abbiamo mai avuto notizie di suoi interventi che abbiano suscitato scalpore o preoccupazione".
Nell'articolo vengono citate addirittura condanne per il sequestro dei suoi figli, o dichiarazioni di questo peso: "Tutti coloro che criticano il nostro profeta meritano la morte per impiccagione”. Viene poi spiegato che "lo scorso aprile, Ben Hassen è stato condannato a sei mesi di carcere per aver diffamato un professore universitario tunisino residente in Svizzera sui social network".
ilGiornale.it scrive che "in tutta risposta, il religioso salafita ha dichiarato di non essere l'amministratore della pagina che porta il suo nome". E sembra sia una difesa non del tutto campata in aria: "Ci sono pagine Facebook - spiega Breigheche - che sono attribuite a lui ma sono false. Nella sua pagina ufficiale i suoi discorsi sono pubblicati tutti".
"In questo articolo - osserva l'imam trentino - ci sono inesattezze. Si parla persino di Rached Ghannouchi, leader del partito Ennahada, e si afferma che sia stato presidente della Tunisia. Ma Rached Ghannouchi non è mai stato presidente della Tunisia".
"Insomma - sottolinea Breigheche - da qui si capisce il livello. Se il giornalista scrive queste cose e non conosce il nome del presidente della Tunisia, anche sul resto del contenuto c'è molto da dubitare". Delle cose scritte da ilGiornale.it, l'imam di Trento non sa nulla: "Non credo ci sia nulla di vero, e se c'è strumentalizzato. Noi non ne eravamo di sicuro a conoscenza". E aggiunge: "Ha soggiornato in un albergo, con regolare passaporto fornito per potersi registrare alla reception. Il suo nome e il tema dell'iniziativa è stato comunicato alla Questura che non ha avuto nulla da ridire".
"E' il solito pregiudizio - spiega l'imam - sempre il solito sospetto, tutto prefabbricato: la solita accusa che viene generalizza. Per carità - afferma - ci sono anche gli estremisti e le teste calde ma credo che la comunità islamica italiana abbia dimostrato in questi decenni di essere equilibrata, sveglia, lontana da ogni estremismo".
Come la comunità islamica trentina: "Certo, perché siamo noi i primi a denunciare eventuali estremismi, e lo abbiamo anche fatto. Ma basta con questo pregiudizio perché non c'è nessuna preoccupazione. Su questi fenomeni lavorano le Forze dell'ordine e lo fanno benissimo. E sanno che su questo fronte siamo sempre stati disposti a collaborare".

















