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| 11 ago 2023 | 15:58

Femminicidi a Rovereto, bufera sulla Pm. L'Anm del Trentino Alto Adige prende le distanze: "Dichiarazioni discutibili e inopportune"

L'intervento dalla presidente del Tribunale di Bolzano, Francesca Bortolotti, in rappresentanza della giunta distrettuale dell'Associazione nazionale magistrato del Trentino Alto Adige

Femminicidi a Rovereto, bufera sulla Pm
di Redazione

TRENTO. L'Associazione nazionale magistrati del Trentino Alto Adige esprime “in maniera pacata ma ferma, la propria presa di distanze dalle dichiarazioni rese dalla dottoressa Del Tedesco, che trova discutibili e inopportune sia nel contenuto sia nel tenore delle espressioni adoperate". Queste le parole contenute in una nota diffusa dalla presidente del Tribunale di Bolzano, Francesca Bortolotti, in rappresentanza della giunta distrettuale dell'Associazione nazionale magistrato del Trentino Alto Adige.

 

Il tema sta facendo discutere in queste ore e riguarda le dichiarazioni della pm della Città della quercia, Viviana del Tedesco rilasciate nei giorni scorsi nelle quali aveva parlato di una vicenda “in qualche modo annunciata” facendo riferimento all'uccisione di Iris Setti, perché “non c'è un controllo della situazione” per quanto riguarda una parte delle persone potenzialmente pericolose presenti sul territorio. Parole alle quali hanno fatto poi seguito altre interviste (anche sulla stampa nazionale) che hanno fatto molto discutere tanto da portare all'annuncio da parte dell'avvocata trentina Claudia Eccher, componente laica del Csm, di apertura di una pratica alla commissione competente del Consiglio superiore della magistratura per “valutare i fatti e verificare eventuali profili disciplinari riferibili ai magistrati della Procura di Rovereto”.

 

Le polemiche non si stanno fermando e a rincarare la dose in queste ore è, come già detto, l'Anm del Trentino. "Ci auguriamo – viene riportato nella nota diffusa - che al più presto arrivi una smentita da parte della collega, sebbene la pluralità di dichiarazioni che gli organi di stampa le attribuiscono nelle interviste renda difficile pensare che esse siano state amplificate o, peggio, travisate”.

 

In attesa di chiarimenti, l'Anm ha voluto ricordare “la necessità che i rapporti tra magistratura e organi di informazione siano mantenuti sempre entro limiti di continenza e pertinenza con i fatti su cui il magistrato intende riferire".

 

"Non sembra che, nelle dichiarazioni che le sono attribuite, la dottoressa Del Tedesco – continua la nota - abbia fatto un uso accorto del potere di conferire con gli organi di stampa, se è vero che sono state riportate espressioni che palesemente esondano dagli argini che la pendenza di un procedimento penale, per giunta ancora in fase di indagini preliminari, imponeva di rispettare".

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