Femminicidio Iris Setti, Molteni a Rovereto: “Nuove norme per allontanamento immediato dei soggetti pericolosi”. Si valuta rafforzamento organici forze dell'ordine
In mattinata si è riunito a Rovereto il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza con la presenza del sottosegretario al Ministero dell'Interno, Nicola Molteni, per fare il punto in seguito all'aggressione mortale costata la vita alla 61enne Iris Setti nella tarda serata di sabato

ROVERETO. Da una parte la modifica dell'assetto normativo vigente, per favorire l'allontanamento dal territorio nazionale di soggetti pericolosi per la comunità, e dall'altra nuovi controlli stringendo le maglie della rete di collaborazione inter-istituzionale: è questo, in sintesi, quanto emerso nel corso della mattinata di oggi (8 agosto) a Rovereto, dove si è riunito il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza per fare il punto in seguito all'aggressione mortale costata la vita alla 61enne Iris Setti nella tarda serata di sabato.
Un episodio che ha sconvolto l'intera comunità e che ha evidenziato come il sistema di gestione dei soggetti potenzialmente pericolosi sul territorio (l'anno scorso l'uomo arrestato in seguito al femminicidio, il 37enne Nweke Chukwuda, si era reso protagonista di un'aggressione ai danni di diversi cittadini e dei carabinieri intervenuti per riportare la situazione alla normalità) presenti degli evidenti limiti (Qui evidenziati anche dalla pm della Città della quercia Viviana Del Tedesco e Qui dall'avvocato Nicola Canestrini).
La risposta del Governo alla tragedia però, almeno stando a quanto riportato nella nota ufficiale del Commissariato del Governo per la Provincia di Trento, sembra dirigersi, più che sull'attenzione ed il potenziamento del sistema territoriale di gestione dei soggetti problematici (ad esempio dei centri di salute mentale), sulla semplificazione dei processi d'espulsione e sull'innalzamento dell'attenzione sul fronte del controllo del territorio. A Palazzo Pretorio questa mattina si sono riuniti, tra gli altri, il presidente della Pat, Maurizio Fugatti, i sindaci di Rovereto e Trento, Francesco Valduga e Franco Ianeselli, il Commissario del governo Filippo Santarelli ed il sottosegretario al Ministero dell'Interno Nicola Molteni.
Proprio lui ha esordito condividendo il cordoglio del presidente del Consiglio dei ministri e di tutto il governo per il crimine (definito “barbaro e inaccettabile”) e la volontà di tutti i soggetti istituzionali di fare piena luce su quanto avvenuto. Il sottosegretario, come detto, ha quindi annunciato nuove norme che consentano procedure semplificate e veloci per un allontanamento immediato dal territorio nazionale dei soggetti che manifestino un profilo criminale rilevante, patologie di natura psichiatrica e che rappresentino un pericolo per la comunità.
Molteni ha poi precisato la volontà condivisa di innalzare l'attenzione sul fronte del controllo del territorio, valutando un rafforzamento degli organici per le forze dell'ordine che in ogni caso, hanno detto le autorità, danno prova di grande capacità e dedizione per le attività di prevenzione e contrasto, a garanzia della sicurezza della comunità. Per quanto riguarda poi i soggetti 'a rischio' di cittadinanza italiana, ha detto Molteni rispondendo ad una domanda a margine della riunione, il Ministero dell'Interno, insieme al dicastero della Salute e ai territori, punta ad "evitare che casi di vulnerabilità e marginabilità possano poi diventare dei casi di sicurezza. Si affronta il problema non solo con strumenti di natura preventiva e repressiva ma anche con uno strumento di contenimento per quanto riguarda l'elemento di natura sociale, per gestire al meglio situazioni legate al fenomeno migratorio e non".
Da parte sua, Fugatti ha invece sottolineato la volontà comune delle istituzioni nel loro complesso di trattare con maggiore attenzione i casi problematici presenti sul territorio, condividendo poi la necessità di regole più stringenti, che permettano l'arresto, la reclusione e l'espulsione dei soggetti critici, e questo soprattutto in presenza di profili psicologici che richiedono una specifica attenzione e percorsi efficaci e mirati, proprio per assicurare la sicurezza pubblica.
Il sindaco Valduga ha evidenziato l'importanza di rivedere tutti gli aspetti della vicenda, in un'ottica di collaborazione e sinergia tra istituzioni e corpi dello Stato, un valore che non è mai venuto meno, ha detto il primo cittadino, prendendo atto con favore della volontà di rivedere le norme superando gli attuali limiti che ostacolano un intervento efficace su alcune puntuali situazioni critiche. Situazioni che, ha detto il primo cittadino, che "per certi versi sono in un limbo dal punto di vista normativo e della capacità di gestione".
Al di là quindi della revisione delle norme e dell'eventuale ampliamento degli organici delle forze dell'ordine, ha sottolineato Valduga, è necessario ragionare sulla disponibilità di "percorsi che possano effettivamente rendere possibile anche una cura diversa di questi soggetti. Non è possibile che quando manifestano segni di squilibrio, come quelli manifestati in questo caso specifico, non possano in qualche modo essere intercettati dal sistema per essere tolti dalla comunità e avviati verso un efficace percorso di cura".


















