Femminicidi in Trentino Alto Adige, chiesta apertura della pratica sui Pm. Eccher: "Si impone una riflessione da parte delle istituzioni"
Le consigliere del Csm Claudia Eccher e Isabella Bertolini sui femminicidi di Mara Fait, Iris Setti e Celine Frei Matzohl: "Drammatici accadimenti impongono una riflessione da parte delle istituzioni; in primo luogo per evitare la ripetizione di ulteriori femminicidi in futuro, e per promuovere una valutazione sulla correttezza dell’operato della magistratura requirente nell’attivazione delle particolari procedure volte alla prevenzione dei reati ed alla protezione delle vittime previste dalla legge"

TRENTO. E' stata depositata la richiesta di apertura delle pratiche per esaminare le condotte dei magistrati che si sono occupati delle vicende di Mara Fait, Iris Setti e Celine Frei Matzohl, le tre donne vittime di femminicidi in Trentino Alto Adige.
"L’estate appena trascorsa sarà purtroppo ricordata per i numerosi fatti di cronaca nera che hanno coinvolto tutta la nazione, in particolare il territorio del Trentino Alto Adige, in una tragica sequenza nella prima metà di agosto", commentano Claudia Eccher (Lega) e Isabella Bertolini (FdI), consigliere del Consiglio superiore della magistratura. "Questi drammatici accadimenti impongono una riflessione da parte delle istituzioni; in primo luogo per evitare la ripetizione di ulteriori femminicidi in futuro, e per promuovere una valutazione sulla correttezza dell’operato della magistratura requirente nell’attivazione delle particolari procedure volte alla prevenzione dei reati ed alla protezione delle vittime previste dalla legge".
Per questi motivi, come già anticipato nei giorni immediatamente successivi ai fatti da Il Dolomiti (Qui articolo), è stata subito depositata una richiesta di apertura pratica per ognuna delle tre vicende tristemente note. Una scia di dolore iniziata venerdì 28 luglio scorso quando Mara Fait è stata uccisa a colpi d'accetta nel cortile fuori dalla sua abitazione a Noriglio, mentre era in compagnia dell'anziana madre. E' morta a 63 anni, aggredita da Ilir Ziba Shehi. Dopo l’efferato omicidio l’assassino si era costituito ai carabinieri e portato al carcere di Gardolo.
Una vicenda resa ancora più delicata dalla richiesta dell'attivazione del cosiddetto Codice rosso, una particolare corsia preferenziale a tutela delle fasce deboli introdotta nel 2019. I legali della vittima avevano spiegato che Fait "aveva paura" ma che nonostante la denuncia (gli avvocati parlano anche di 19 documenti corredati, tra cui certificati del Pronto soccorso e 11 testimoni) nulla si era mosso.
Non c'è stato il tempo di piangere la prima vittima che il Trentino è stato scosso dal femminicidio di Iris Setti, sabato 5 agosto. Un crimine tremendo commesso in pieno centro a Rovereto, nel parco Nikolajewka a Santa Maria. La 61enne è stata uccisa brutalmente da Nweke Chukwuka, un 37enne già noto alle forze dell'ordine per precedenti episodi violenti.
Un'altra comunità particolarmente scossa è stata quella di Silandro per la morte violenta di Celine Frei Matzohl, una vita spezzata a soli 21 anni con l'ex compagno unico indiziato dell'omicidio, fermato durante la fuga verso l'Austria. Anche in questo caso la giovane aveva denunciato Omer Cim nei mesi.
"Confidiamo che questa istanza dia impulso a una procedura amministrativa al Csm con l'obiettivo di esaminare le condotte dei magistrati che si sono occupati delle vicende. Confidiamo anche - evidenziano le consigliere Bertolini ed Eccher - che la nostra istanza possa essere presa in considerazione dai titolari dell’azione disciplinare, ai fini dell’avvio di eventuali azioni disciplinari, qualora ne ravvisino i presupposti".
C'è la volontà di fare chiarezza. "Sarà mia premura - conclude Eccher - seguire con attenzione ogni stato di avanzamento di tali procedimenti, al fine di far emergere le responsabilità e le presunte inerzie da parte delle Procure della Repubblica coinvolte. Seguirò inoltre costantemente qualsiasi iniziativa legislativa e ordinamentale volta a incrementare e a rendere effettiva la tutela di genere e delle 'fasce deboli', al fine di evitare in futuro pericolose situazioni di assenza di tutela nel nostro territorio e nel resto del Paese".





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