Contenuto sponsorizzato

Assegnazione delle cattedre, il nuovo sistema manda nel caos gli insegnanti precari: ''Abbiamo 48 ore e nessuna indicazione''

La Provincia adotta il nuovo sistema di chiamata unica per le assunzioni a tempo determinato per l’assegnazione delle cattedre scolastiche, ma tra assenza di istruzioni e uffici che non rispondo per gli insegnati è il caos

Di Tiziano Grottolo - 05 settembre 2018 - 20:20

TRENTO. E' caos nel mondo dell'istruzione dopo la messa online della nuova piattaforma per assegnare le cattedre. Da quest'anno per l’assegnazione delle cattedre a tempo determinato destinate agli insegnanti di scuola primaria, la Provincia di Trento ha introdotto un nuovo software basato su un algoritmo.

 

Alla piattaforma online - ‘Chiamata unica docenti primaria’ - si accede tramite il sito ‘vivoscuola.it’ e stando a quanto riportato sullo stesso sito gli aspiranti docenti potranno “Verificare comodamente dal proprio computer i posti disponibili”, una promessa che però si scontrerebbe contro la realtà: sono centinaia gli insegnanti che denunciano malfunzionamenti e incertezze.

 

Il sistema è stato attivato ieri, martedì 4 settembre, alle 12 e sarà attivo fino alle 18 di domani, giovedì 6 settembre. Nella pratica, effettuando l’accesso online con le proprie credenziali, gli insegnanti precari dovrebbero poter verificare e poi scegliere i posti vacanti.

 

Successivamente sulla base di disponibilità, posizione in graduatoria e preferenze espresse un algoritmo elaborerà le risposte assegnando di conseguenza le cattedre. Questo sistema dovrebbe garantire il rispetto di criteri come oggettività e trasparenza.

 

In teoria fin qui tutto bene, ma i docenti che hanno provato ad accedere alla piattaforma si sarebbero trovati di fronte uno scenario ben diverso: "Sul sito non vi era traccia delle istruzioni per la compilazione delle preferenze - spiegano alcuni insegnanti - nessun tipo di aiuto per chi si affaccia per la prima volta ad un sistema che non ha mai visto e, con soli due giorni di tempo per la compilazione, molti insegnanti sono andati nel panico".

 

Infatti ai docenti che hanno già un incarico, anche se di poche ore, sarebbe stato direttamente impedito l'accesso alla piattaforma anche se dicono: "Gli anni scorsi ciò non rappresentava un problema e nessuno ci ha avvisato di questi cambiamenti". Invece gli insegnanti che per varie ragioni dovessero rifiutare uno dei posti assegnati incorrerebbero in sanzioni, che possono portare anche all’esclusione dalla graduatoria, e per chi già soffre l’incertezza dettata dalla precarietà non è un fattore da sottovalutare.

 

Come se non bastasse - secondo quanto affermano alcuni di loro - un docente potrebbe essere messo dallo stesso algoritmo nelle condizioni di non accettare un incarico.

 

Facciamo un esempio: poniamo il caso che Tizio, grazie alla sua posizione in graduatoria, abbia diritto ad una cattedra in una scuola di Trento, Tizio decide di dare la propria disponibilità per un impiego part-time, poniamo ora il caso che questa cattedra sia disponibile solo a tempo pieno (gli insegnanti non possono sapere in anticipo la disponibilità oraria), in questo caso Tizio potrebbe vedersi superato da Caio, anche se Caio si trova più indietro nella graduatoria. Insomma, l’algoritmo in questa situazione sanzionerebbe Tizio per aver ‘rifiutato’ la cattedra a Trento il quale si vedrebbe depennato dalla graduatoria e si troverebbe nell’impossibilità di ricevere altri incarichi presso quell’istituto.

 

Alcuni docenti esasperati dalla situazione hanno cercato di contattare la segreterie delle scuole ma anche da lì, quando sono arrivate, le risposte sarebbero state vaghe e talvolta contrastanti. "Stesso esito per chi ha tentato di contattare gli uffici del Dipartimento della conoscenza, responsabili diretti della piattaforma - aggiungono alcuni docenti - qui forse le cose sono andate anche peggio dal momento che è stato praticamente impossibile mettersi in contatto con il personale degli uffici".

 

Solo dopo le ripetute pressioni di alcuni insegnanti, che singolarmente, hanno cercato di contattare vari uffici provinciali è stato diramato un comunicato dove venivano date in breve delle istruzioni e venivano riepilogate le sanzioni previste per gli inadempienti.

 

“Siamo all’ennesima barzelletta della scuola - affermano alcuni insegnanti - hanno messo in piedi un sistema enorme, fatto male, senza istruzioni adeguate e mettendo in stress totale tutti gli insegnanti del Trentino che, come se non bastasse, vedranno elaborata la propria domanda di supplenza il giorno prima di entrare in classe".

 

Infatti l’algoritmo dovrebbe elaborare l’assegnazione definitiva delle cattedre solo per l’11 settembre, quando le scuole inizieranno il 12 settembre.

 

"Oltre al danno la beffa - concludono i docenti - non solo l’incertezza della precarietà, che costringe molti a cambiare di anno in anno la scuola nella quale insegnano, ma l’ennesimo esperimento per un sistema che non da garanzie e la sgradevole sensazione di non contare nulla. Questa nuova piattaforma (già in uso per le materne e da quest’anno per le scuole primarie) dall’anno prossimo dovrebbe essere introdotta anche per scuole medie e superiori, c’è da augurarsi che almeno per allora verranno adottati degli accorgimenti che rendano accessibile la piattaforma".

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 29 maggio 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

30 maggio - 06:01

Sono 35 le aziende che in queste ultime tre settimane hanno scelto di sottoporre i propri dipendenti al test sierologico. Azelio De Santa: "Le aziende investono su questo strumento di indagine, ed è giusto che ricevano un riscontro efficiente da parte dell'Azienda sanitaria. Nella fase-2 e nella fase-3, infatti, l'obiettivo sarà quello di localizzare velocemente i focolai e gestirli in modo veloce e efficace. Serve chiarezza"

30 maggio - 09:20

Ieri sera il vertice di Governo. Dopo quasi tre mesi dal 3 giugno sarà possibile tornare a muoversi liberamente in tutta Italia. I dati continueranno comunque essere monitorati molto attentamente dal Governo e il ministro Boccia nelle prossime ore sentirà i vari presidenti delle regioni 

30 maggio - 08:39

Sono arrivati con 14 mezzi i vigili del fuoco da tutto il Veneto per spegnere le fiamme che hanno devastato l'azienda a Valbrenta. Sul posto anche i tecnici dell'Arpav per verificare le condizioni dell'aria vista le alte colonne di fumo e le forze dell'ordine per ricostruire quello che è successo 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato