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Bruno Paoli, cinque persone tra società impianti e Provincia iscritte nel registro degli indagati

Un tracciato classificato come semplice, solo l'8% di pendenza, che presenterebbe però delle insidie, la società impianti sotto accusa per la mancanza delle reti di protezione. 

Pubblicato il - 06 febbraio 2018 - 11:37

TRENTO. Si allargano le indagini relative al tragico incidente sugli sci di Bruno Paoli in Panarotta. Lo sciatore stava percorrendo una pista blu di raccordo, ma era precipitato nel dirupo e aveva riportato diverse lesioni e ferite.

 

Un tracciato classificato come semplice, solo l'8% di pendenza, che presenterebbe però delle insidie: nonostante il poliziotto fosse, infatti, uno sciatore esperto, Paoli ha perso il controllo per precipitare nella scarpata e impattare contro roccia e alberi. 

 

La Procura aveva già aperto un fascicolo per l'ipotesi di omicidio colposo e sarebbero cinque le persone iscritte nel registro degli indagati: tre della società impianti Panarotta 2000 e due dipendenti della Provincia, cioè un dirigente e un tecnico del Servizio piste e impianti a fune.

 

L'apertura del fascicolo è una pressi in questi casi e in particolare nel mirino finisce l'assenza delle reti di protezione e la pista è ancora sotto sequestro.

 

Un atto dovuto che non è sinonimo di colpevolezza, ma semplicemente tutela e garantisce l'indagato che può nominare così un avvocato e partecipare con propri consulenti alle attività di indagine, come l'autopsia, ordinata per escludere improvvisi malori tra le cause del tragico incidente, mentre l'esatta dinamica è ancora al vaglio.

 

Tra i temi quello di stabilire l'addetto alla sicurezza nella società impianti e per questo sarebbe tre le persone indagate, mentre per quanto riguarda i dipendenti provinciali si intende approfondire se le indicazioni date in occasione dell'omologazione della pista fossero corrette.

 

Un tratto di pista già al centro dell'attenzione circa sette anni fa. Questo, infatti, non sarebbe l'unico episodio e si sarebbe verificato in passato un incidente analogo, quando un ragazzo di 16 anni era finito nel dirupo riportando gravi ferite e lesioni. In quel caso l'assicurazione della società impianti risarcì il giovane e la questione finì lì.

 

In sette anni però nessuno avrebbe messo in sicurezza la pista: nessuna rete protettiva che avrebbe potuto salvare la vita a Paoli. Le indagini coinvolgono il corpo della forestale, che hanno effettuato i rilievi sulla pista e sono impegnati nella verifica del rispetto delle prescrizioni di sicurezza: la pista è classificata come facile, ma costeggia un dirupo e le reti sicuramente mancavano.

 

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