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Controlli antidroga davanti alle scuole. La 'direttiva Salvini' recepita anche in Trentino

Le Forze dell'ordine hanno evidenziato che in provincia non è segnalata nessuna attività criminale in prossimità degli istituti scolastici ma il Comitato per la Sicurezza ha disposto maggiori controlli 'in chiave preventiva'

Pubblicato il - 11 September 2018 - 16:45

TRENTO. Salvini propone e, giustamente, il Commissariato dispone, anche se la circolare nemmeno è indirizzata a Trento. Il ministro dell'Interno ha infatti firmato la direttiva 'scuole sicure' inviando la missiva alle grandi città, e solo per conoscenza ha messo nell'indirizzo anche i Commissariati del Governo di Trento e Bolzano. Ma tant'è, anche qui ci si adegua e si attua la direttiva romana.

 

"Fra poco riaprono le scuole dei nostri figli - aveva anticipato Salvini - e io sto lavorando perché per gli spacciatori di morte finisca la pacchia. Con il nostro piano #ScuoleSicure, diverse città italiane avranno a disposizione un fondo da 2,5 milioni di euro per incrementare i controlli, assumere agenti della polizia locale a tempo determinato, coprire i costi degli straordinari o installare impianti di videosorveglianza davanti alle scuole".

 

Soldi che per Trento non sono previsti: sono 'solo' 2,5 miliardi quelli a disposizione e si è dovuto concentrarli sulle città più grandi. "Da papà prima che da ministro, voglio che i nostri figli possano andare a scuola serenamente, senza la presenza di qualche 'risorsa' che per guadagnarsi da vivere spaccia morte ai ragazzini".

 

Come dicevamo, anche Trento si adegua e attua la direttiva. Il Comitato per l'ordine e la Sicurezza pubblica si è riunito oggi. C'erano il prefetto Gioffrè in rappresentanza del Commissariato, il sindaco Andreatta e il capo della Polizia Locale, i dirigenti dell'assessorato all'Istruzione e i vertici di tutte le Forze dell'ordine.

 

"E' stata approfondita la recentissima Direttiva del Ministero dell’Interno finalizzata ad una mirata attività di prevenzione e contrasto dei diversi fenomeni di devianza, con particolare riferimento al consumo ed allo spaccio di sostanze stupefacenti".

 

"Sebbene la situazione generale sia risultata positiva in quanto il fenomeno dello spaccio risulta pressoché assente nelle aree adiacenti i plessi scolastici - scrive una nota del Palazzo del Governo - è stata comunque evidenziata, anche nello spirito della Direttiva, la necessità di una sinergia negli interventi istituzionali".

 

Come si dovrà agire dunque? "Attraverso un modello operativo integrato che metta in campo, anche in chiave preventiva, tutte le risorse disponibili, tenuto conto che i punti di approvvigionamento delle sostanze stupefacenti riguardano altri ambiti non attigui alle scuole".

 

Insomma, non ci sono gli spacciatori davanti alle scuole ma per dare un segnale si dovranno comunque mettere in campo tutte le risorse disponibili per concentrarsi sulle scuole, ben sapendo che lo spaccio avviene altrove.  Così sembra di capire. 

 

"Oltre alla costante opera di formazione e informazione già da tempo messa in atto dalle Istituzioni scolastiche, dall’Amministrazione Comunale e dalle Forze di Polizia, con incontri mirati rivolti a studenti, docenti e famiglie  non solo sul problema dell’uso di stupefacenti ma più in generale sulle diverse tipologie di devianza, si è ritenuto di implementare e potenziare mirati servizi di controllo".

 

"Già nei prossimi giorni - si apprende - nell’ambito di un apposito tavolo tecnico, che coinvolgerà Forze dell’Ordine e  Polizia Locale del Capoluogo, verranno calendarizzati specifici servizi in prossimità degli istituti scolastici, proprio con lo scopo di garantire che, luoghi così delicati e sensibili quali le scuole restino il più possibile avulsi  dalle fenomenologie criminali".

 

 

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