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Il consiglio regionale del Veneto si riunisce sulla Marmolada. Mountain Wilderness: ''Una provocazione che non aiuta la montagna''

Continua la querelle sui confini e sugli impianti della Regina delle Dolomiti. Domani il consiglio regionale del Veneto si riunirà sulla Marmolada, a Punta Serauta (a quota 3.000 metri)

Di L.P. - 23 settembre 2018 - 19:02

CANAZEI. ''Una provocazione che non aiuta la montagna''. Così definisce la questione il consiglio direttivo di Mountain Wilderness Italia e la notizia pensiamo valga la pena di essere data solo con questa chiave di lettura. Domani, infatti, il consiglio regionale del Veneto si riunirà sulla Marmolada, a Punta Serauta (a quota 3.000 metri) per ''difendere'' Punta Rocca da eventuali ingerenze trentine. Continua, insomma la querelle legata ai confini della Marmolada e la partita (tutta economica) degli impianti con Canazei che per i veneti starebbe puntando a riconquistare Punta Rocca per raggiungerla con un nuovo impianto funiviario da passo Fedaia e da Pian dei Fiacconi. Una struttura che spaventa la Val Pettorina e la zona del bellunese che temono, in caso di concretizzarsi del progetto trentino, di restar tagliate fuori con conseguente ''morte'' dell'attuale funivia.  

 

Sul tema la politica tira acqua al suo mulino mentre appare più terza la posizione di Mountain Wilderness, l'associazione internazionale che tutela le montagne e i loro ambienti naturali. "Lunedì 24 settembre - scrivono - il Consiglio Regionale del Veneto si riunirà in Marmolada (Punta Serauta) per discutere ancora del tema dei confini sulla montagna, Regina delle Dolomiti UNESCO, quindi patrimonio naturale di tutta l’umanità. Dover assistere ancora nel 21° secolo a simili provocazioni sul tema dei confini è davvero sconcertante. Mentre il Trentino e il Veneto, Canazei e Rocca Pietore stanno a confrontarsi nelle aule giudiziarie, dopo una lunga sequenza di sentenze tutte favorevoli alle tesi trentine, per disputarsi qualche decina di metri di rocce e ghiacci, la Regina mostra sempre più evidenti i segni della sofferenza. Mountain Wilderness con continuità e coerenza ha sempre sostenuto progetti di rilancio della montagna offesa da rifiuti, da imposizione di infrastrutture non compatibili con il paesaggio dolomitico, da una disattenzione degli stessi operatori economici di Passo Fedaja verso il loro patrimonio".

 

"Invece di partecipare a provocatorie iniziative come quella della riunione del Consiglio Regionale Veneto sulla montagna - prosegue Mountain Wilderness - invece di rincorrere accuse agli evidenti errori e alla superficialità dei precedenti governatori, Lorenzo Dellai e Gianfranco Galan, ci saremmo aspettati dalla politica veneta e trentina ben altri obiettivi. Noi di Mountain Wilderness li abbiamo resi pubblici fin dall’agosto del 1998, li abbiamo ribaditi in ogni manifestazione. Rilancio qualitativo della montagna e del turismo, condivisione dei progetti fra Trentino e Veneto, accessibilità sicura, pulizia del ghiacciaio, pista ciclabile attorno al lago, messa in rete dei percorsi e dei Musei della Grande guerra (Serauta, Passo Fedaja, Passo Selle, Contrin), una rivisitazione completa dell’attuale disordine dei parcheggi, rivalutazione della storia dell’energia idroelettrica, recupero di attenzioni, anche turistiche verso la geologia e la naturalità delle diverse vallate della Regina. A oggi niente di tutto questo è nemmeno stato avviato".

 

"Sappiamo solo della lodevole iniziativa sostenuta dal Comune di Canazei - proseguono - nel lancio dell’ecomuseo, purtroppo al momento circoscritto, causa questa stupida guerra dei confini, alla sola realtà trentina. Mountain Wilderness sostiene, da sempre e in piena coerenza, un solo e definitivo NO: basta impianti verso la vetta, basta collegamenti folli, recupero della efficienza di quanto già è presente sul territorio. Ci auguriamo, anche grazie a questa nostra sollecitazione, che il Consiglio regionale che si terrà lunedì a Punta Serauta, invece di parlare di confini e di cadere nel nulla al quale assistiamo da 40 anni, soffermi la sua attenzione sui progetti di rilancio da noi ribaditi e che la politica, veneta e trentina, con l’apporto della Fondazione Dolomiti Unesco, riesca a trovare la maturità necessaria per avviare, anche assieme agli ambientalisti e ai Club alpini interessati, un progetto di rilancio della montagna costruito su priorità strategiche e con un investimento in risorse economiche che portino nuova occupazione e specialmente qualità".

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