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Lite sui confini della Marmolada, Guglielmi: ''Pronti a dialogare con Rocca Pietore ma il Trentino non può cedere su tutto: il Veneto ritiri i ricorsi. Il rilancio non è solo impianti''

Il consigliere provinciale di Fassa, Luca Guglielmi: "Il Trentino deve essere gratificato: il Veneto rinunci ai ricorsi e si pianifichi il rilancio insieme ma non solo attraverso gli impianti. Penso all'anello del lago Fedaia per i ciclisti, alla riqualificazione delle trincee per valorizzare i percorsi della Grande Guerra oppure i musei minerari"

Di Luca Andreazza - 25 maggio 2022 - 21:40

TRENTO. "Un accordo è possibile affinché la Marmolada ritorni una regina ma Rocca Pietore e il Veneto devono ritirare tutti i ricorsi e rinunciare ai contenziosi". A dirlo Luca Guglielmi, oggi consigliere provinciale di maggioranza della lista Fassa e già vice sindaco di Canazei all'epoca degli scontri più duri tra Trentino e Veneto sui confini della montagna. "Le rivendicazioni Bellunesi erano state tutte cassate dai tribunali con grande soddisfazione in val di Fassa ma il dialogo non è mai decollato e il braccio di ferro non è mai terminato per arrivare a punti fermi".

 

Tanti sono pronti a riscoprire la Marmolada con l'arrivo del Giro d'Italia a passo Fedaia (frazione con partenza da Belluno) dopo 168 chilometri e 4.990 metri di dislivello: una tappa prevista per sabato 28 maggio e tra le ultime frazioni della corsa rosa.

 

Ma c'è un tema bollente da anni, una sfida secolare con tanto di intervento di Sandro Pertini a mettere un punto fermo. Ma la "mediazione" del presidente della Repubblica non era stato sufficiente e la lite giudiziaria e di carte bollate è proseguita per decenni. Un'intesa era stata poi trovata nel 2002 dai governatori di allora, Lorenzo Dellai e Giancarlo Galan. "Tutto era stato disconosciuto da Canazei - ha detto a Il Dolomiti il sindaco di Rocca Pietore, Andrea De Bernardin - ci si è fermati e la situazione non è stata più sbloccata: ora però siamo ritornati a dialogare" (Qui articolo).

 

Un'intesa che lascerebbe il ghiacciaio al Trentino con due enclave bellunesi per garantire la titolarità delle stazioni di partenza e arrivo in territorio veneto e evitare così la necessità di dover destreggiarsi tra normative diverse, più leggi a regime ordinario e norme a statuto speciale. La novità degli ultimi mesi è quella che Rocca Pietore e Canazei siano tornate a parlarsi per risolvere la questione.

 

Un accordo possibile "ma i vantaggi non possono essere lasciati al Veneto. Ci deve essere un equilibrio e una soddisfazione per entrambi i territori. E non si può ridurre tutto alla costruzione degli impianti o alla necessità di non perdere fondi europei per lo sviluppo turistico della montagna. Queste risorse - prosegue Gugliemi - sono naturalmente importanti e devono essere intercettate, però serve un ragionamento complessivo per rilanciare la Marmolada e gli eventuali progetti devono apportare benefici anche al Trentino". 

 

Insomma, ok risolvere la lunga questione dei confini ma non ci deve essere un cedimento totale. "Basta parlare dell'accordo del 2002 Dellai-Galan per esempio. Ci sono state altre sentenze e pareri molto più recenti, 15 anni dopo quell'intesa che quindi non è più attuale (Qui articolo). La volontà di ragionare e di discutere in maniera costruttiva - evidenzia Guglielmi - è sicuramente positivo ma la Marmolada merita molto di più che parlare di impianti".

 

Più cauti anche a Belluno sul fronte nuovi impianti, si parla del rifacimento della seggiovia di Pian dei Fiacconi, distrutta da una valanga, e quella di Serauta. "Arrivare a Punta Rocca non ha più senso - ha spiegato De Bernardin - la morfologia è cambiatail ghiacciaio in forte sofferenza e il pericolo valanghe è aumentato per la fragilità del sistema. Inoltre nuove costruzioni significherebbe rimettere in discussione il riconoscimento di Patrimonio dell'umanità Unesco e non possiamo permetterci di perdere questo valore aggiunto".

 

Recentemente c'è stato anche un vertice tra Regione Veneto, Provincia di Trento, Rocca Pietore e Canazei. Rispetto al recente passato sembra esserci l'intenzione di compiere un passo in avanti unitario per sviluppare la montagna. "Si possono comprendere le esigenze del Veneto, ma anche il Trentino deve essere gratificato: si rinunci ai ricorsi per poi progettare un accordo complessivo e definitivo di rilancio turistico che non passi solo attraverso gli impianti. Negli ultimi decenni sono state presentate e approvate in val di Fassa tante proposte: penso all'anello del lago Fedaia per i ciclisti, alla riqualificazione delle trincee per valorizzare i percorsi della Grande Guerra oppure i musei minerari. Basta tirare fuori quei progetti, aggiornarli e metterli a terra", conclude Guglielmi

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