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| 17 nov 2018 | 17:40

Mori Colli Zugna, Mellarini: ''Non ho ancora deciso se mi candiderò alla presidenza''. E le riunioni? ''Me le chiedono i soci''

Entro l'anno finirà il commissariamento della cantina ma c'è chi ne chiede la proroga: "Richiesta legittima della base sociale". L'ex assessore: "Non è vero che ho una mia squadra di sostenitori e non è vero che ho promesso la riassunzione di Luciano Tranquillini" 

Mori Colli Zugna, Mellarini: Non ho ancora deciso se mi candiderò alla presidenza''
di Donatello Baldo

TRENTO. "Sono tutte falsità, non ho nessuna squadra e soprattutto non ho ancora deciso se candidarmi alla presidenza della cantina Mori Colli Zugna". Tiziano Mellarini, dopo lettura dell'articolo scritto ieri da ilDolomiti, intende dire la sua. E ci mancherebbe altro, noi ne diamo conto.

 

Avevamo scritto che il 31 dicembre termina il commissariamento, arrivato in seguito alla note vicende giudiziarie dello scorso anno. Abbiamo riferito di alcuni soci - si parla di una lettera con 100 firme indirizzata alla FederCoop - che chiedono la proroga del commissario. Il 14 dicembre è fissata l'assemblea: all'ordine del giorno l'elezione delle cariche sociali. 

 

Abbiamo scritto anche della voce insistente che vedrebbe l'ex assessore interessato alla presidenza, impegnato in riunioni sul territorio per spiegare il suo programma. Mellarini però la spiega in altro modo: "Partecipo a riunioni convocate dai soci, senza appartenenze, solo per fare chiarezza su queste voci che mi vedrebbero in corsa. Non ho deciso nulla". 

 

"Sono rispettoso delle regole, se deciderò per presentarmi lo farò davanti all'assemblea con una proposta, con un programma e con delle idee. No si dicano però cose non vere, come il fatto che avrei già una mia squadra e che sarei già d'accordo per l'assunzione di Luciano Tranquillini".

 

"Chiacchiere - dice - che non fanno male a me che ho le spalle larghe. Fanno male alla base sociale della cantina, che invece deve essere rispettata e difesa". Afferma che lui la cantina la conosce bene: "Ha enormi potenzialità. Ho partecipato alla fusione da assessore ad Ala, mi sono occupato di questa realtà da sindaco e poi da assessore provinciale alla cooperazione".

 

Insomma, se solo decidesse, avrebbe tutte le carte in regola per fare il presidente. "Ma non ho deciso" sottolinea, e ripete: "Soprattutto non ho una squadra di sostenitori e le riunioni non sono finalizzate a questo. Sono i soci che mi chiedono gli incontri". 

 

Altri soci chiedono invece che il commissariamento possa continuare, aspettando la fine dell'indagine per l'elezione dei nuovi organismi dirigenti. "E' una richiesta legittima della base sociale e non ho nulla in contrario. Deciderà la nuova giunta provinciale su proposta della Federazione della cooperazione trentina". 

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