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Mori Colli Zugna, la Cooperazione voleva un'assemblea di confronto con i soci ma il commissario dice no: ''Non c'è tempo''

La presidente Mattarei e il vice Lutterotti avevano avanzato la richiesta di un incontro informativo prima dell'approvazione del bilancio per spiegare ai soci la decisione della proroga del commissariamento. Ma la richiesta è stata disattesa

Di Donatello Baldo - 08 dicembre 2018 - 11:38

MORI. Cento soci della Mori Colli Zugna avevano scritto alla Federazione della Cooperazione, chiedendo che il commissariamento fosse prorogato, che l'elezione dei nuovi organismi dirigenti fosse rinviata. Richiesta tenuta in gran considerazione, tanto che la stessa FederCoop aveva chiesto proprio questo al nuovo governatore Fugatti, e conseguentemente l'assessore con delega alla Cooperazione Mario Tonina decise in tal senso.

 

L'avvocato Bertuol è infatti il commissario che regge la cantina dal giorno in cui si scatenò la tempesta giudiziaria - ancora in corso di accertamento - incaricato di continuare il suo mandato per altri tre mesi fino al prossimo marzo del 2019. Una reggenza, come succede con ogni commissariamento, che silenzia la base sociale, impossibilitata a vivere lo spirito cooperativistico fatto di assemblee e partecipazione. Per ovviare questo limite, la FederCoop aveva proposto a Bertuol la convocazione di un'assemblea informativa da tenersi prima di quella sulla discussione del bilancio prevista per il 14 dicembre.

 

Un incontro chiarificatore che mettesse al corrente i soci della proposta, e della conseguente decisione, della proroga. Un modo per tentare di riappacificare una base sociale divisa, preoccupata per il futuro della Cantina Mori Colli Zugna. Ma il commissario ha detto no, che non c'è tempo per convocare altre riunioni, che si va direttamente all'assemblea già organizzata, dove all'ordine del giorno c'è solo il bilancio - espunta ovviamente l'elezione delle cariche sociali - lasciando alle varie ed eventuali ogni approfondimento. 

 

Del diniego si legge nella risposta della Federazione della Cooperazione ai cento soci. La presidente Mattarei e il vice Lutterotti ricostruiscono i passaggi e spiegano che "in data 6 novembre è stata inviata al nuovo presidente della Provincia Maurizio Fugatti una richiesta per un'ulteriore valutazione circa l'opportunità di prorogare l'incarico al Commissario Roberto Bertuol in considerazione della situazione, ancora molto fluida e incerta, che in quel momento si registrava. Il riferimento - scrivono esplicitamente - era in particolare connesso all'assenza del pronunciamento da parte della magistratura sulle questioni note". 

 

E proseguono: "Negli incontri successivi con il nuovo assessore alla Cooperazione Mario Tonina si è convenuto che la proroga risultava essere la soluzione preferibile; conseguentemente la Divisione Vigilanza ha formalmente richiesto l'adozione del provvedimento alla Giunta provinciale. La giunta ha deliberato in tal senso il 23 novembre". 

 

E' qui che i vertici della Cooperazione trentina esprimono il loro desiderio per l'assemblea poi negata: "In questa fase abbiamo ritenuto come risultasse importante informare tempestivamente i soci della nuova situazione venutasi a creare ed abbiamo quindi proposto al commissario di organizzare per il giorno 3 dicembre un incontro informale con i soci interessati a comprendere, prima dell'assemblea del 14 dicembre - le ragioni della proroga". Richiesta disattesa: "Il commissario Bertuol ha ritenuto che i tempi eccessivamente stretti non rendessero proficua tale soluzione ed ha inviato una propria comunicazione scritta ai soci della cantina, riassumendo gli eventi più recenti".

 

Il registro usato nella lettera è istituzionale, una semplice esposizione dei contatti intercorsi tra FederCoop, Giunta e Commissario. Tuttavia tra le righe si legge un certo disappunto e da più fonti si apprende che la Cooperazione trentina si è risentita della decisione di Bertuol: il confronto con la base è un caposaldo della sua azione e su quella riunione puntava molto. Anche perché la lettera di Bertuol, inviata per spiegare la situazione attuale, non è certo esaustiva.

 

Si tratta di una lettera di augurio, in cui rassicura che va tutto bene e che il peggio è ormai passato. Troppo poco, perché molti avrebbero delle domande, riciheste che arrivano dopo un anno in cui la gestione della cantina è commissariata, in cui le notizia arrivano solo dai giornali. Sui giornali, ad esempio, è uscita la notizia che la magistratura ha dato ragione alla passata gestione nella causa per il licenziamento del direttore Luciano Tranquillini e dell'enologo Enrico Malfatti, l'allontanamento era legittimo.

 

Ma i soci vorrebbero sapere anche dei movimenti laterali che si svolgono con riunioni e appuntamenti alla ricerca del consenso su alcuni nomi da indicare - a primavera - per la nuova dirigenza della cantina. Si è già scritto degli incontri delle'ex assessore Tiziano Mellarini, che molti hanno interpretato, forse a ragione, come i primi sondaggi per capire gli spazi di manovra in vista della presidenza. 

 

La Federazione della Cooperazione avrebbe voluto coinvolgere la base sociale, con l'obiettivo di chiarire e con l'intendo di mantenere il più possibile la partecipazione e la condivisione: lo spirito cooperativistico è proprio questo. Altri preferiscono evitare il confronto con i soci, per il timore di mettere altra benzina sul fuoco e di esasperare le posizioni all'interno dell'assemblea. Da una parte chi crede che si debba ripartire dalla base, e dall'altra chi crede che sia ancora il vertice a fare la differenza.  

 

 

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