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Mori Colli Zugna, un terremoto. Sette indagati per frode in commercio, la cantina verso il commissariamento

I carabinieri del Nas hanno sequestrato 7 milioni litri di vino sfuso e perquisito le abitazioni di 22 soci. Tra gli indagati anche il presidente Saiani e il suo vice Moscatelli, l'ex direttore Tranquillini e il suo braccio destro Malfatti

Di Donatello Baldo - 25 gennaio 2018 - 06:01

MORI. Un'ispezione dei NAS iniziata di buon mattino, la visita dei carabinieri presso l'abitazione di ventidue soci e la conclusione della giornata che vede indagate sette persone per un reato che, stando a quello che trapela dagli ambienti vicini al mondo delle coop agricole, dovrebbe essere quello di frode in commercio e falsificazione di prodotti alimentari.

 

Un duro colpo per la Cantina sociale, a cui sono stati sequestrati ben 7 milioni di litri di vino sfuso. Gli indagati sono il presidente Paolo Saiani, l'ex vicepresidente Francesco Moscatelli, l'ex direttore Luciano Tranquillini, il sue vice Enrico Malfatti.

 

Ma tra le persone coinvolte anche Germano Faes, che dopo il licenziamento di Tranquillini è stato richiamato temporaneamente in cantina con un contratto di consulenza, il direttore generale della cantina veronese Collis Giancarlo Lechthaler e una donna di cui al momento non è nota l'identità.

 

Un'indagine, coordinata dai carabinieri del Nucleo antisofisticazioni con la collaborazione dell' ICQRF (Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari), che in molti si aspettavano.

 

Un'indagine che arriva dopo mesi di turbolenze esplose con il licenziamento in tronco del direttore Tranquillini, poi del suo braccio destro Malfatti. Iniziative che hanno messo in allarme i soci che più volte ha chiesto chiarimenti ai vertici della cantina.

 

Chiarimenti che sono sempre stati abbozzati, che riferivano di gravi irregolarità contabili, che imputavano al direttore la sola responsabilità. Responsabilità che però Tranquillini affermava essere condivise con il Consiglio di amministrazione, che afferivano a questioni amministrative, per nulla penali.

 

Dopo mesi e mesi di polemiche oggi si è mossa la Procura della Repubblica. Una indagine vera e propria che rischia di mandare all'aria anche l'ultimo tentativo per salvare la situazione messo in campo dagli stessi soci. 

 

Sabato è infatti convocata l'assemblea dei soci che, oltre ad approvare il bilancio, dovrebbe esprimersi su una mozione di sfiducia nei confronti dell'attuale Consiglio di amministrazione. Un gruppo di associati, guidati da Valter Gazzini, avrebbe l'intenzione di chiedere l'azzeramento dei vertici e l'elezione di un nuovo cda.

 

Nei giorni scorsi la Federazione della cooperazione trentina aveva dato il via libera al rinnovo degli organismi dirigenti, ufficializzando la sfida alla presidenza tra Valter Gazzini e l'ex vicepresidente Francesco Moscatelli

 

Ma la cosa si complica. Come potrebbe Moscatelli candidarsi alla vicepresidenza se risultasse, come sembrerebbe, sotto indagine da parte della Procura della Repubblica? E come potrebbe svolgersi, in ogni caso, l'elezione di nuovi vertici in una situazione di questo tipo?

 

A queste domande, in un susseguirsi di riunioni concitate che si sono svolte durante tutto l'arco della giornata di ieri, ha cercato di rispondere la stessa FederCoop. Tra le ipotesi è che l'assemblea dei soci si ritrovi solo per la trattazione del primo punto, quello dell'approvazione del bilancio.

 

Sembra improbabile che l'assemblea di sabato prossimo possa proseguire con gli altri punti all'ordine del giorno. Sembra altamente probabile che la Federazione della cooperazione chieda alla Giunta provinciale, in particolare all'assessore Tiziano Mellarini, di commissariare la cantina Mori Colli Zugna.

 

Decisamente un duro colpo perché, anche se gli indagati risultassero del tutto estranei ai fatti, sono in molti a pensare che il danno d'immagine sia ormai di proporzioni enormi

 

 

 

 

 

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