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| 30 set 2018 | 19:45

''Non Una di Meno'' in piazza per la giornata mondiale per l'aborto libero, sicuro e garantito: ''Basta attacchi a diritti conquistati faticosamente''

NUdM manifesta in piazza Duomo a Trento e attacca  il disegno di legge 735 presentato dal leghista Pillon in Parlamento: “Siamo di fronte a violenti attacchi nei confronti di quei pochi diritti faticosamente conquistati e al tentativo di negare alle donne la libertà di decidere sui propri corpi e sulle proprie esistenze”

Non Una di Meno'' in piazza per la giornata mondiale per l'aborto libero
di Tiziano Grottolo

TRENTO. In occasione della giornata mondiale per l'aborto libero e sicuro, venerdì scorso una cinquantina di persone si sono date appuntamento in piazza Duomo, per partecipare alla manifestazione organizzata da Non Una di Meno.

 

Alcune donne che fanno parte del movimento, vestite come le ancelle del noto romanzo di Margaret Atwood, si sono alternate in diversi interventi, al centro del dibattito è finito anche il senatore leghista Pillon che nei giorni scorsi ha depositato un disegno di legge dal titolo "Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità" e che successivamente ha rilasciato alcune dichiarazioni che hanno fatto molto discutere. 

 

Durante un’intervista pubblicata sul quotidiano ‘La Stampa’ il senatore avrebbe affermato: "Oggi non ci sono le condizioni per cambiare la legge 194 sull’aborto, ma anche noi ci arriveremo, come è successo in Argentina. La libertà di scelta ce l’hai prima di concepire una vita. Poi c’è il diritto di un innocente di venire al mondo".

 

Queste parole hanno incontrato le ire di molte associazioni tra cui NUdM che tramite gli interventi di alcune attiviste ha replicato: “L'ennesimo attacco ai pochi diritti riconosciuti alle donne, ora più che mai è necessaria una grande mobilitazione collettiva per fermare questa deriva integralista. In Italia sono passati 40 anni dall’approvazione della legge 194, legge che dal maggio 1978 rende legale e riconosce l’aborto, eppure sappiamo che l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza non è comunque garantito".

Effettivamente anche nelle province di Trento e Bolzano il numero di medici obiettori è ancora molto alto, se in Trentino, secondo i dati rilasciati nel 2014, i medici che non praticano l’aborto sono 27 su un totale di 47 dottori, a Bolzano il numero degli obiettori è di gran lunga superiore attestandosi attorno all’84% (Qui articolo).

 

Tra gli interventi più coinvolgenti anche quello di Lara, attivista italo-argentina, che ha riportato l’esperienza di lotta nel suo paese d’origine, dove recentemente per una manciata di voti è stato respinto un disegno di legge che avrebbe legalizzato l’interruzione volontaria della gravidanza.

 

“Ad oggi in Argentina – ha spiegato Lara – solo le persone benestanti possono permettersi di abortire in condizioni sanitarie dignitose e senza mettere a rischio la propria vita”.

 

Va ricordato che il movimento internazionale di Non Una di Meno nasce proprio in Argentina sulla scia delle battaglie contro la violenza di genere e per la legalizzazione dell’aborto.

 

“La democrazia Argentina – ha continuato l’attivista – nei confronti di noi donne ha un grande debito. Noi crediamo in questa lotta e non ci fermeremo, continueremo a scendere in strada fino a quando non sarà garantita alle donne la possibilità di abortire in sicurezza”.

 

“Dopo le mobilitazioni in piazza lo scorso maggio al grido di ‘molto più di 194’, dopo un’estate di mobilitazioni collettive e dibattiti – hanno concluso le attiviste di NUdM al termine della manifestazione –  ci riprendiamo la piazza anche oggi, come sempre al fianco delle compagne irlandesi, argentine, polacche, cilene, curde e di tutto il mondo per rivendicare con tenacia la libertà di decidere sui nostri corpi e sulle nostre scelte sessuali e riproduttive”. 

 

Sembra che a livello locale il movimento stia preparando delle mobilitazioni che avranno l’obbiettivo di intralciare l’approvazione del disegno di legge Pillon, nel frattempo le attiviste sono impegnate anche nell’organizzazione dell’assemblea nazionale che si terrà il 6 e 7 ottobre a Bologna.

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