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Sinistra unita contro Pillon. Consiglieri e consigliere provinciali e comunali di Pd, Verdi e Futura aderiscono alla manifestazione

Sara Ferrari, Lucia Coppola e Antonia Romano: "Un disegno di legge pericoloso, un grave arretramento dei diritti di donne e minori". Tommaso Ulivieri: "In piazza anche per disobbedire al divieto del questore di usare amplificazione sonora per non disturbare l'incontro"

Di Donatello Baldo - 06 dicembre 2018 - 14:14

TRENTO. Consiglieri e consigliere provinciali, comunali, circoscrizionali, esponenti di tutto il ventaglio della sinistra trentina, dal Pd a Futura, dai Verdi a Sinistra Italiana e Rifondazione comunista. "L'arrivo a Trento del senatore Pillon ci pone di fronte alla necessità di prendere voce insieme". Una voce contraria, ovviamente, che si leva per contestare il disegno di legge presentato dal leghista in Parlamento. 

 

I motivi della contrarietà spiegati in conferenza stampa da tre donne: Sara Ferrari, Lucia Coppola e Antonia Romano. Per l'ex assessora alle Pari opportunità Sara Ferrari, ora consigliera del Pd, "il ddl Pillon è pericoloso, scardina il diritto di famiglia e mette al centro le esigenze degli adulti al posto di quelle dei minori". 

 

Per Antonia Romano, consigliera comunale de L'Altra Trento a Sinistra, sottolinea che la proposta Pillon "avrà ricadute anche sul contrasto della violenza di genere, obbligando le donne alla mediazione familiare (a pagamento) anche se in presenza di violenze domestiche. Violenze che devono essere prima dimostrate nei tre gradi del giudizio". 

 

Lucia Coppola, consigliera provinciale di Futura, si sofferma sulla figura dei minori, "bambini usati come se fossero proprietà privata" soprattutto dai padri separati che avrebbero la possibilità di 'ricatto' nei confronti delle madri, "spesso il soggetto più debole anche economicamente all'interno della coppia". Una disparità che si manifesterebbe anche nell'obbligo della mediazione a pagamento e nel mantenimento dei figli, che la proposta Pillon andrebbe a modificare.

 

"Il senatore Pillon - osserva il consigliere Paolo Ghezzi di Futura - arriva a Trento nel momento in cui il governatore Fugatti pone al centro della sua politica la famiglia uomo-donna, arrogandosi il diritto di definirla come l'unica espressione naturale". Ghezzi parla di politiche "clerico-leghiste, restauratrici e conservatrici".

 

Tutte le espressioni della sinistra trentina aderiscono quindi alla manifestazione che si terrà domani 7 dicembre alle 17 in piazza Dante, di fronte al palazzo della Provincia dove Pillon interverrà in un dibattito all'interno del Festival della Famiglia. "Ci vorranno tante voci", ha affermato Ghezzi, ricordando della decisione del questore di imporre il divieto di amplificazione acustica delle ragioni della protesta. 

 

Ieri infatti, le associazioni si sono viste recapitare questa disposizione: il presidio dovrà essere silenziato. Su questo ha preso la parola Tommaso Ulivieri, consigliere comunale di Arco Bene Comune: "Invito alla disobbedienza, usando di proposito megafoni e amplificatori, perché il diritto alla manifestazione del pensiero anche attraverso manifestazioni di dissenso è sancito dalla Costituzione". 

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