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Rivolta al carcere, danni ingenti. La garante dei detenuti: ''Serve prevenzione''

Fugatti: ''Dalla Provincia massima attenzione''. La direttrice Gioieni: ''Nessuno si è fatto male, non è stata usata la forza''

Pubblicato il - 22 dicembre 2018 - 19:26

TRENTO. La situazione al carcere di Spini è ora sotto controllo. Al termine della lunghissima giornata vissuta nella casa circondariale rimane, tra gli operatori che hanno partecipato alla gestione dei disordini, un senso di amarezza per quanto accaduto. "Tutte le istituzioni devono lavorare perché non si ripetano mai più queste situazioni" dice la garante dei diritti dei detenuti Antonia Menghini. Il presidente Maurizio Fugatti: "Dalla Provincia massima attenzione".

 

Prima, nel corso della notte, si sarebbe verificato un suicidio (che, secondo fonti non ufficiali, sarebbe il secondo in due mesi). Poi, nella mattinata, è stato lanciato l'allarme per una rivolta che avrebbe interessato circa 200 detenuti.

 

La notizia della rientrata rivolta, dopo una mediazione guidata dal questore e dal prefetto, è arrivata questo pomeriggio attorno alle 15 (qui l'articolo), ma il lavoro degli operatori e dei rappresentanti delle istituzioni coinvolte è durato fino a questa sera. Come quello della garante dei diritti dei detenuti che per tutta la giornata si è spesa per aiutare a riportare la situazione alla normalità, anche facendo la spola tra la casa circondariale e l'esterno dell'edificio dove si erano raccolti, preoccupati dall'assenza di notizie, i parenti delle persone detenute.

 

"Ciò che è accaduto è una disgrazia immane - afferma Menghini - che deve necessariamente riportare l'attenzione su questi temi. Dobbiamo lavorare assieme perché queste situazioni non si ripetano mai più". Prosegue: "Tutte le istituzioni, della sicurezza, dell'amministrazione penitenziaria e del territorio, devono lavorare assieme per la prevenzione. Si ipotizza già dai prossimi giorni un tavolo condiviso. Questa la volontà che ho percepito, spero si concretizzi in tempi brevissimi".

 

Diverse sono, secondo la garante, le azioni che si possono mettere in campo per la prevenzione: "Ci sono ad esempio delle linee guida nazionali e del provveditorato di Padova: una serie di buone prassi che si possono seguire per cercare di cogliere il disagio. Bisogna fare di tutto, poi una reazione estrema dell'animo umano di fronte ai momenti bui è purtroppo imponderabile".

 

Di recente la capienza del carcere di Spini è stata portata da 240 a 418 unità; le presenze nell'ultimo mese sono aumentate fino ad arrivare a circa 360 detenuti. Ma non ci sarebbe stato un problema di sovraffollamento all'origine dell'accaduto.

 

"A differenza di quanto previsto in un primo momento, a fronte di una situazione di disperato sovraffollamento a livello nazionale, è avvenuta una rideterminazione dei posti utili - spiega la garante -. È vero che è avvenuto a Trento un progressivo innalzamento del numero delle persone, ma le condizioni spaziali a Spini però oggi non sono uno dei problemi maggiormente sentiti".

 

Aggiunge: "È vero che in alcune sezioni ordinarie nelle stanze dove c'era una branda a castello per due oggi c'è un letto in più per una terza persona, ma non siamo comunque sotto la soglia dei tre metri rilevante per la violazione dell'articolo che definisce il trattamento disumano e degradante. Il sovraffollamento non è tra i temi di oggi. È ovviamente una cosa da monitorare. Le forze d'organico erano tarate su 240 presenze e si era creata una sofferenza di personale operativo. Per quanto riguarda la polizia penitenziaria in parte il problema è stato risolto, ma per le altre realtà come quella educativa servirebbero nuove presenze".

 

Arrivato a Spini questa mattina, il presidente della Provincia Fugatti "ringrazia chi è prontamente intervenuto per riportare la situazione sotto controllo". "Anzitutto - dice Fugatti che era sul posto accompagnato dall'assessore Mirko Bisesti - desidero esprimere il ringraziamento a chi è intervenuto con sollecitudine e professionalità per riportare una difficile situazione sotto controllo, dalla direttrice agli agenti, dalle forze dell'ordine fino ai vigili del fuoco e agli operatori sanitari".

 

"In secondo luogo - aggiunge il governatore - qualora emergessero dagli approfondimenti che verranno condotti per far luce sulle cause della vicenda, carenze organizzative in capo alla Provincia, ribadisco la totale disponibilità a valutare attentamente eventuali proposte migliorative che dovessero esserci sottoposte".
 

Ancora al lavoro in queste ore nella casa circondariale la direttrice Francesca Gioieni che assicura: "Nessuno si è fatto male e non è stata usata la forza". Ricorda "l'impegno di tutti, delle forze dell'ordine, della polizia penitenziaria". I danni? "Sono ingenti".

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