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Rotte migranti, a Calais a fianco di chi resiste e in Puglia tra i progetti di integrazione

Doppio diario, dalla Francia e dal Sud Italia. In un caso direzione Bardonecchia dopo aver attraversato l’umanità che, cercando di non far rumore,  nei camion e nei boschi e sotto i ponti cerca un'opportunità. Nell'altro, direzione Lecce, tra gli operatori dello Sprar di Campi Salentina

Pubblicato il - 21 maggio 2018 - 11:24

CALAIS/LECCE. Quinta puntata del diario di On The road - Sulle rotte dei migranti tenuto da 20 ragazzi e ragazze che si sono divisi in tre gruppi per percorrere le rotte dei migranti: una verso la Francia e Calais, una verso il Sud Italia e un'altra verso la rotta balcanica e la Bosnia (QUI IL QUARTO DIARIO).

 

 

FRANCIA

 

 

Sono già passati quasi cinque giorni da quando, assonnati ma eccitatissimi, abbiamo lasciato Trento per intraprendere la piccola grande avventura che lascerà in noi tracce profonde e che speriamo possa essere un punto di partenza per fare la differenza. Siamo stati a Ventimiglia, a Bellissimi, a Digione, a Calais e ora ci dirigiamo verso Bardonecchia. Abbiamo attraversato l’umanità che, cercando di non far rumore,  nei camion e nei boschi e sotto i ponti, scorre sotto i nostri occhi. 

Abbiamo incontrato persone provenienti da tantissime parti di questo nostro mondo, persone da cui abbiamo tratto molto e da cui avremmo molto da imparare.

 

 

Abbiamo chiacchierato, riso, discusso. E abbiamo anche pianto. Ci siamo confrontati, a volte scontrati, con idee diverse e, giunti quasi alla fine del nostro viaggio, è arrivato il momento di iniziare a tirare le somme a partire proprio da quelle persone che hanno accompagnato il nostro viaggio e che ogni giorno, nel loro piccolo, fanno la differenza. Resistenza è forza che si oppone a un movimento di oppressione, è reazione, nei minimi termini è semplicemente azione. La resistenza è Delia, che ospita i migranti nel suo baretto a Ventimiglia, è Yolaine che ogni giorno prepara da mangiare ai fantasmi di Calais, è Claire che da Grand Synthe distribuisce sorrisi e un po’ d’assistenza a tutti coloro che vivono la condizione di migrante. 

 

 

La resistenza si traduce in tutti questi piccoli gesti. Non in gesta eroiche, ma nella manifestazione di quelle caratteristiche che tradizionalmente adottiamo come discrimine fra natura umana e tutto il resto: empatia, solidarietà. Noi la semplicità e la grande umanità di queste donne la portiamo orgogliosamente a casa. Lo stesso vale per il loro coraggio di essere umane nonostante le difficoltà, in un mondo che ha saputo rispondere al fenomeno migratorio tessendo con scrupolosa cura fili spinati. Tutte loro hanno cominciato perché era giusto così, tutte loro non hanno mai mollato. Noi resistiamo.

 

 

ITALIA

 

 

di Alice Martintoni, Alice Cirelli, Martina Zanol

 

Partenza da Pozzallo direzione Lecce. Ci svegliamo un po’ stanchi dopo un’intensa ma allegra cena con alcuni membri di Emergency, con cui abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci, grazie all’informalità dell’incontro, rispetto a diverse questioni. Montiamo quindi sul minivan, sperando di raggiungere Lecce il prima possibile, ma pecchiamo d’ignoranza sperando di cavarcela nell’arco di poche ore. E così abbandoniamo l’ospitale territorio siciliano per dirigerci nel caldo (o così presumevamo) Salento. 

 

Giunti a Lecce veniamo accolti dalle bianche mura della Città, dove si respira già aria d’estate. Ci avviamo immediatamente alla Nuova Ferramenta, ossia il Circolo Arci di Lecce. Lì assistiamo ad un’infuocato dibattito sul tema della Siria al quale partecipa parte della comunità leccese, con alcuni importanti ospiti come Domenico Chirico, direttore del programma “Un Ponte per…” e Gianni Rufini, direttore generale di Amnesty International. Un tema strettamente collegato al focus del nostro progetto per via delle conseguenze che il conflitto siriano ha generato. Produce in noi diverse reazioni la partecipazione di molte persone, alcune delle quali direttamente interessate al tema, come la testimonianza di una ragazza siriana che è intervenuta a più battute. L’attivismo che abbiamo avuto modo di constatare a Pozzallo è di certo presente anche in questa città.

 

Rotta migranti nel Sud Italia

 

La mattina seguente incontriamo Davide Tamiano, uno degli operatori dello SPRAR di Campi Salentina, una piccola località a pochi chilometri da Lecce. Quella che ci si presenta è una realtà di un piccolo paese agricolo dell’entroterra pugliese, da pochi anni ravvivato dalla presenza di molti migranti. Davide ci accompagna al nuovissimo laboratorio gestito da Arci, centro di aggregazione e ritrovo di molti ragazzi. Proprio al momento del nostro arrivo alcuni ragazzi stanno leggendo il “Piccolo Principe” con un’insegnante di italiano mentre altri partecipano ad un corso di pittura.

 

Le operatrici ci mostrano con molto entusiasmo i lavori svolti dai frequentatori del centro nel corso del tempo che raccontano un pezzo della loro storia. I ragazzi sono anche molto attivi nella comunità del piccolo paese e partecipano o organizzano diverse iniziative ed attività. Ambra, una delle ragazze che si occupa delle attività manuali, ci racconta di come il giorno della festa della donna alcuni ragazzi abbiano distribuito biglietti d’auguri fatti con le proprie mani alle donne incontrate al mercato del paese.

 

Inizialmente hanno riscontrato una certa diffidenza da parte della popolazione ma con il tempo questo aspetto è migliorato notevolmente. Questi piccoli gesti sono esempi significativi di un cambiamento che lentamente sta avvenendo  nelle piccole comunità e che è sicuramente un esempio stimolante anche per le nostre riflessioni.

 

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