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Migranti, continuano gli arrivi per via terra. Al Punto d'Incontro 94 richieste di aiuto da inizio anno: ''Stiamo cercando nuovi spazi per ampliarci''

La maggior parte sono giovani  arrivati in Trentino negli ultimi sei mesi provengono dal Bangladesh e dal Pakistan. L'impegno messo in campo dal Punto d'Incontro continua ad aumentare e la cooperativa ha avviato la ricerca di nuovi spazi 

Di gf - 02 luglio 2018 - 19:18

TRENTO. Arrivano sul nostro territorio a piedi, in treno oppure trovando qualche passaggio in macchina. Sono sempre di più i migranti che invece di arrivare sulle coste italiane a bordo di qualche barca, scelgono la rotta balcanica.

 

Nei primi sei mesi dello scorso anno sono state 70 le persone che si sono rivolte alla cooperativa Punto d'Incontro per chiedere aiuto. Quest'anno siamo quasi a 100. Arrivano perlopiù dal Bangladesh e dal Pakistan. “Sono tutte persone che provengono per via terra e che scappano non solo da conflitti – spiega Attilia Franchi, da oltre vent'anni volontaria e socia del Punto d'Incontro – ma anche da discriminazioni per motivi religiosi e altro. Passano per la Germania e l'Austria oppure attraversando Bosnia e Croazia”.

 

Quando arrivano sul nostro territorio non hanno quasi più nulla e non rientrano nemmeno nei progetti di accoglienza. “Spesso non fanno notizia – spiega Franchi - perché viaggiano singolarmente oppure a gruppi di 7 o 8 persone a differenza delle centinaia che vengono tratte in salvo nelle acque del mar Mediterraneo”.

 

Per quasi tutti il primo contatto con la città di Trento avviene attraverso il Punto d'Incontro che con il passare degli anni è riuscito a rispondere non solo alle esigenze dei senza dimora presenti sul nostro territorio ma anche a questi nuovi arrivi.

 

“Le prime richieste che ci arrivano da queste persone – spiegano dal Punto d'Incontro – sono sempre le stesse: di mangiare qualcosa, farsi una doccia e dei vestiti per potersi cambiare”. Vengono poi indirizzati alla Questura dove inizia la trafila burocratica per ottenere lo status di richiedente protezione internazionale e poter quindi entrare nei progetti di accoglienza.

 

Come già detto lo scorso anno nei primi sei mesi erano una settantina mentre quest'anno sono aumentate le persone che arrivano per via terra e vengono accolti dalla ''casa'' fondata da Don Dante. A questi vanno ad aggiungersi i senza dimora già presenti in città e spesso anche chi finisce il progetto di accoglienza ma si trova senza una rete sociale per poter andare avanti da solo. Persone che chiedono aiuto e che chiedono un impegno sempre maggiore al mondo del volontariato legato all'accoglienza.

 

Gli spazi della struttura di via Travai negli ultimi anni sono diventati troppo piccoli e soprattutto d'inverno la situazione è problematica. Per questo la cooperativa è in cerca di una nuova sistemazione o perlomeno di nuovi spazi per potersi ampliare.

 

“E' fondamentale che ci sia una risposta a questa situazione anche da parte della politica – spiegano i volontari del Punto d'Incontro – perchè così non si può andare avanti. Il governo provinciale ha lavorato bene in questi anni ma serve cambiare delle norme nazionali e rendere le procedure burocratiche più veloci”.

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