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Traffico di droga dalla Spagna al Trentino, sei persone arrestate dalla Squadra mobile

La sostanza stupefacente veniva acquistata attraverso internet utilizzando il "Darkweb" e successivamente veniva spostata in Italia con l'utilizzo di camion. E' la prima volta che in tre mesi un reparto investigativo riesce a raggiungere risultati simili

Di Giuseppe Fin - 18 dicembre 2018 - 13:18

TRENTO. La droga veniva acquistata in internet e poi arrivava attraverso dei camion in Italia e in Trentino per rifornire gli acquirenti. Dietro al traffico di cocaina e marijuana un'organizzazione criminale che la squadra mobile di Trento è riuscita a smantellare con cinque italiani e uno straniero arrestati e il sequestro di oltre 30 chilogrammi di stupefacente.

 

Un'operazione, chiamata “Darknet”, che le forze dell'ordine assieme alla Procura di Trento sono riusciti a portare a termine nell'arco di tre mesi dalle prime perquisizioni grazie “all'ottima collaborazione e al coordinamento delle operazioni” hanno spiegato sia il questore di Trento Giuseppe Garramone che il procuratore distrettuale Sandro Raimondi.

A seguire l'intera operazione è stata la squadra mobile di Trento guidata da Salvatore Ascione e le indagini hanno visto anche l'analisi del cosiddetto "darkweb", le reti oscure che si raggiungono via internet attraverso specifici software ed utilizzate spesso per attività criminali.

 

“Le attività volute dal questore Garramone e che vengono portate avanti – ha spiegato il capo della Mobile Salvatore Ascione - hanno come obiettivo non solo il contrasto delle organizzazioni che si occupano della spaccio ma, come dimostra questa operazione, sono determinate ad incidente in maniera permanente nelle rete di rifornimento delle piazze cittadine”.

 

Il tutto è iniziato l'8 agosto del 2017 quando, all'interno dell'aeroporto di Francoforte, è stata trovata una busta contenente 20 grammi di cocaina, destinata ad un trentino. In quell'occasione la Direzione centrale per i servizi antidroga ipotizzò che la droga potesse essere stata acquistata attraverso internet, la cosiddetta rete darknet.

 

Da qui è partita una segnalazione che è arrivata alla squadra mobile di Trento che ha avviato le indagini. Il 29 agosto di quest'anno si è deciso di eseguire una prima perquisizione presso l'abitazione del trentino a cui era indirizzata la busta di droga trovata e sequestrata all'aeroporto di Francoforte. Durante i controlli sono stati sequestrati circa 50 grammi di cocaina e 500 grammi di marijuana. Per questo si è provveduto all'arresto della persona.

 

Questo primo intervento ha permesso di trovare ulteriori informazioni facendo capire che nel traffico erano presenti altre persone e che l'acquisto dello stupefacente era avvenuto attraverso un sito internet ed era stato pagato per mezzo di ricariche poste pay convertite in moneta Bitcoin.

 

Da qui è avvenuta una seconda perquisizione nell'abitazione di un altro soggetto, nel frangente dell'operazione assente in casa, che portò al sequestro di circa 50 grammi di cocaina, 8850 grammi di marijuana e quasi 6 mila euro di banconote false. A seguito di un'ordinanza di custodia cautelare il soggetto è stato arrestato il giorno seguente.

 

Questa seconda perquisizione ha fornito agli agenti della squadra mobile di Trento ulteriori informazioni che, anche grazie all'analisi dei telefoni sequestrati, la collaborazione con il personale del Commissariato di Rovereto ha permesso di fermare un mezzo pesante che era proveniente dalla Spagna e che a bordo aveva 18 chili di droga e 3500 euro per il pagamento del lavoro svolto da uno dei consociati. In quell'occasione vennero arrestate altre tre persone.

Operazione "Darkweb", sequestrato oltre 30 kg di stupefacente

Le indagini hanno poi permesso di ricostruire l'intera “filiera” della droga, il traffico di stupefacente importato dalla Spagna attraverso dei camion e il giro di affari che ha coinvolto diverse persone per la maggior parte residenti in Valsugana.

 

A seguito delle varie operazioni e delle risultanze investigative arrivate dall'indagine coordinata dai sostituti procuratori Marco Gallina e Davide Ognibene, Il Giudice per le indagini preliminari ha messo cinque ordinanze di custodie cautelari, tre in carcere e due agli arresti domiciliari. Nel corso della catture sono state sequestrate, ai fini della confisca, anche tre autovetture ed una moto

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