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Duro colpo al traffico di droga in regione. 19 gli arresti totali, spacciavano in parchi e fuori dalle scuole. Alle spalle mafia foggiana e un clan di Torre Annunziata

Iniziata nel marzo 2016, l'operazione Carthago ha portato a sgominare una rete ramificata in Marocco, Olanda, Spagna, Svizzera e Italia. Due i nuclei criminali composti da nordafricani e italiani legati ai clan di Torre Annunziata e alla mafia foggiana, che controllavano anche il mercato trentino. 73 gli indagati totali, 19 gli arrestati e sequestrati stupefacenti per un valore di 70 milioni di euro

Di Davide Leveghi - 19 settembre 2019 - 11:36

TRENTO. Duro colpo per lo spaccio in Trentino-Alto Adige e non solo, con il sequestro operato dalla guardia di finanza in un'operazione transnazionale di oltre una tonnellata di hashish e di 2 chilogrammi di cocaina, per un valore di più di 70 milioni di euro. “Carthago”, questo il nome dell'operazione, ha portato nelle ultime ore a quindici arresti in varie località d'Italia e all'estero e a mettere sotto indagine 73 narcotrafficanti, tra i quali esponenti della Camorra e della cosiddetta “Quarta mafia foggiana”.

 

La rete criminale, ramificata in Marocco, Spagna, Svizzera, Olanda e Italia, è stata colpita grazie all'attività investigativa operata dai finanzieri trentini in collaborazione con il Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata della guardia di finanza di Roma, e attuata a livello transnazionale tramite il II reparto “Coordinamento informativo e relazioni internazionali” del comando generale del corpo e la Direzione centrale per i servizi antidroga del Ministero degli Interni.

 

 

Alle prime luci dell'alba di ieri i primi arresti e perquisizioni, effettuati dai militari e dalle unità cinofile antidroga delle Fiamme gialle trentine. Circa 50 i finanzieri impegnati, con l'ausilio di 12 cani antidroga, per un bilancio di sette misure di custodia cautelare in carcere emesse dal G.I.P. Di Trento – 4 delle quali nei confronti di soggetti dimoranti in Italia tra Trentino-Alto Adige, Campania e Lombardia ed altri tre dimoranti in Olanda e Spagna - e di 15 perquisizioni domiciliari.

 

Ben 19 il totale dei narcotrafficanti finiti in manette nel corso delle indagini – gli altri 12 arrestati in flagranza di reato - spalmate su più tempo a partire da marzo 2016, quando venne sequestrati un primo carico di stupefacenti a un gruppo di pusher nordafricani radicato in Trentino-Alto Adige.

 

Il mercato dello spaccio, ripartito tra due sodalizi criminali composti principalmente da nordafricani e italiani stabilmente radicati in Trentino-Alto Adige, Lombardia, Basilicata, Campania e Puglia, si divideva tra un primo localizzato nel nord della penisola che s'approvvigionava in Spagna e Svizzera, rifornendo il capillare sistema di vendita al dettaglio nelle province di Trento e Bolzano, e un secondo localizzato in Basilicata e Puglia, dove gli esponenti della malavita foggiana, in accordo con il clan camorristico di Torre Annunziata (NA), importava direttamente dai luoghi di produzione in Marocco e Spagna, destinando lo stupefacente ai mercati del Bel Paese.

 

 

Il mercato trentino, a sua volta, vedeva quindi partecipare in collaborazione un'organizzazione per lo più composta da soggetti di origine nordafricana ed un'altra gestita direttamente da uno dei principali esponenti della mafia foggiana.

 

Tra gli arresti spicca quello di un quarantenne affiliato ad un clan camorristico di Torre Annunziata, responsabile dell'importazione, in collaborazione con un importante narcotrafficante marocchino, di svariate tonnellate di hashish. Oltre al “bottino” di stupefacenti, il cui valore si pone appunto attorno ai 70 milioni di euro, la guardia di finanza ha sequestrato 5 automezzi utilizzati per il trasporto della droga e 20mila euro in contanti.

 

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