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Trento Città del Natale, ma i ristoranti sono (quasi) tutti chiusi e il Gesù Bambino riappare nel presepe in formato Cicciobello

Dopo aver attirato i turisti in centro per la festa di Capodanno oggi la città era tutta chiusa. Il Forst era uno dei pochissimi ristoranti aperti e fuori si sono formate lunghe code con tanto di bigliettino per potersi sedere. Intanto visto che nessuno rimetteva al suo posto il bambinello del presepe di Piazza Duomo, qualcuno s'è ingegnato

Il Cicciobello messo al posto di Gesù Bambino e la fila fuori dal Forst
Di Luca Pianesi - 01 gennaio 2018 - 17:14

TRENTO. "Trento Città del Natale" eppure il primo dell'anno, dopo aver attirato turisti e visitatori nel capoluogo per fargli festeggiare il Capodanno in centro, l'unico punto fermo si sono dimostrate le saracinesche abbassate. Quest'oggi, infatti, per le vie del città gruppi di turisti si aggiravano spaesati alla ricerca di un bar, di un ristorante aperto, di un posto dove mettersi a sedere al caldo. Ma tolti i mercatini, anima (commerciale) della "Città del Natale", praticamente tutti gli esercizi commerciali erano desolatamente chiusi. Solo alcuni arditi, e capaci, ristoratori hanno saputo leggere la situazione ed ecco quindi formarsi code chilometriche fuori dai loro ristoranti.

 

L'emblema di questa giornata assurda, con intere comitive alla ricerca di un luogo dove pranzare, s'è avuta in via Oss Mazzurana davanti al Ristorante Forst, praticamente l'unico ristorante aperto del centro. Lì davanti si è formata una coda lunghissima, che usciva addirittura dal locale, e per poter mangiare era necessario prendere il numerino con tempi di attesa di almeno mezz'ora. Un pienone continuo e costante tanto che alle 16, ancora, il locale era praticamente tutto esaurito di persone che pranzavano o che chiedevano di pranzare e la gente in coda si domandava come fosse possibile che in città tutti i ristoranti fossero serrati.

 


 

Una domanda più che legittima perché se davvero ci si propone come città turistica allora bisogna organizzarsi per dare un servizio a quei turisti che prima si attirano in loco e poi si abbandonano al termine dei festeggiamenti. Come assurda è stata la vicenda legata al Gesù Bambino di Piazza Duomo. Siamo stati i primi a scriverlo che non aveva senso vederlo nella mangiatoia, tra Giuseppe e Maria, già a fine novembre. C'era stato risposto che si trovava già in postazione perché così i turisti potevano farsi i selfie e le foto "complete" con tutta la "famiglia".

 


 

Poi, a metà dicembre, la statua è stata rubata per non tornare mai più. E' arrivato il 25 dicembre e quando, Trento Città del Natale, avrebbe dovuto posare il suo bambinello nella mangiatoia, nessuno s'è curato di rimpiazzarlo, farne produrre uno nuovo, sostituirlo. Quello di Piazza Duomo si è trasformato, così, nell'unica Natività al mondo senza il nascituro. Ed è così che, alla fine, c'ha dovuto pensare qualche buon tempone a rimettere le cose a posto. Questa notte il bambinello è apparso nella sua culla: si tratta di un bambolotto, un Cicciobello che nulla ha a che vedere con le sculture lignee che caratterizzano il resto del Presepe, ma tant'è. Almeno un bambinello c'è. Perché se si doveva aspettare che se ne occupasse "Trento Città del Natale" c'era da aspettare il prossimo, di Natale. 

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