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Una coltellata tra le costole ha ucciso Andrea Cozzatti. Gli amici lo ricordano: ''Una vita difficile ma aveva voglia di farcela''

Il presunto colpevole, che in nottata ha confessato l'omicidio, è in carcere in attesa dell'interrogatorio di garanzia. Una lite finita in tragedia la spiegazione della Procura. Nuovo sopralluogo nell'appartamento di Salvatore Mulas eseguito della Scientifica di Padova

Andrea Cozzatti (foto in alto) e il momento del trasferimento in questura del presunto colpevole Salvatore Mulas
Di Donatello Baldo - 26 marzo 2018 - 19:18

TRENTO. E' in carcere Salvatore Mulas. Ieri sera, dall'appartamento dove giaceva riverso Andrea Cozzatti è uscito accompagnato dagli uomini della Squadra Mobile e accompagnato in questura come semplice testimone, ma dopo poche ore la sua posizione era cambiata: è ora indagato per omicidio e dalla questura è stato tradotto nella notte a Spini di Gardolo.

 

E' stato lui a chiamare il 118, 'in casa mia c'è una persona ferita', e poco prima delle nove l'ambulanza giungeva sul posto assieme alla Polizia. Ma per la vita di Andrea, 44 anni di Vezzano, non c'era più nulla da fare. Le prime spiegazioni sono state vaghe, Salvatore Mulas spiegava agli agenti che Andrea era stato ferito in un parco della città e si era recato nella sua abitazione successivamente.

 

Una spiegazione che iniziava già da subito a muovere qualche sospetto. Nelle vicinanze dell'abitazione nessuna traccia di sangue, nemmeno sulle scale, sul pianerottolo. La Scientifica, subito intervenuta, ha analizzato ogni dettaglio, ogni traccia. Il quadro era chiaro fin da subito e i sospetti si concentravano sull'inquilino dell'appartamento del civico 22 di via Maccani, Salvatore Roberto Mulas, pensionato di 56 anni.

 

Dopo i primi interrogatori, condotti dal magistrato di turno Marco Gallina, l'uomo ha ceduto e ha confessato. Una lite finita in tragedia, una breve colluttazione e la coltellata che ha spezzato la vita di Andrea. Due colpi inferti con un coltello da cucina, uno al braccio e l'altro al fianco sinistro. Oppure uno solo che ha ferito braccio e costato, infilzando e recidendo dalla parte del cuore, questo lo specificherà l'autopsia prevista per domani.

 

Oggi nell'appartamento un nuovo sopralluogo della Scientifica, questa volta del Gabinetto Interregionale di Padova. Ma sul movente la Procura non si sbilancia. Il perché di quella lite è ignoto. Le ragioni che hanno armato la sua mano le dirà forse Salvatore Mulas, o forse no. I dettagli della confessione sono secretati, a disposizione della difesa che nelle prossime ore dovrà assistere l'imputato nella convalida dell'arresto e nell'interrogatorio di garanzia.

 

Andrea, da quello che si apprende, dormiva di tanto in tanto nell'abitazione di Salvatore, accomunati entrambi dalla frequentazione di ambienti della marginalità sociale, entrambi con problemi di dipendenze da alcol e droghe, vite difficili, anche se lontane dalla delinquenza.

 

"Andrea era una persona buona - spiega chi l'ha conosciuto - aveva il sogno di tornare a fare il cuoco. Un sogno interrotto per tante difficoltà". In estate lavorava per Azione19, i lavori socialmente utili: "Aspettava il lavoro anche per poter stare lontano da certe situazioni - dicono gli amici - non vedeva l'ora di ricominciare perché voleva farcela a rimanere fuori da qui giri".

 

Nella foto Andrea Cozzatti durante il lavoro nel progetto Azione19. (CONTINUA a leggere dopo l'immagine)

Una persona che nel lavoro si impegnava tantissimo”, ricorda Giuseppe Adinolfi, un ex collega di Andrea Cozzatti, che assieme a lui ha lavorato all'interno di Azione 19.  “C'era chi doveva tagliare i rami, chi spazzava le foglie – spiega Adinolfi – Andrea invece si occupava di pulire con il soffiatore”.

 

In quegli anni Cozzatti viveva assieme ai propri genitori a Vezzano e soltanto da poco tempo era riuscito a prendere un affitto un appartamento a Padergnone. “Non aveva la macchina - continua Adinolfi - e ogni tanto mi chiedeva un passaggio”.

Tra i tanti lavori svolti da Andrea anche quello di aiuto presso la pizzeria Lillà di Terlago. Momenti positivi della sua vita, affiancati però da momenti più difficili, tra cui quelli legati all'uso di sostanze che lo hanno portato alla richiesta di aiuto e al ricovero in cliniche specializzate nella cura delle dipendenze.

 

“Problemi passati – spiega Adinolfi – che credo ancora trascinasse avanti. Io lo avevo incontrato una decina di giorni fa proprio a Vezzano. Oggi quando l'ho saputo non volevo crederci”. E lo sgomento non è solo dei colleghi, tutto Vezzano ricorda Andrea.

 

Anche il sindaco di Vallelaghi Gianni Bressan usa parole accorate per ricordare Andrea Cozzatti. "Era buono, un ragazzone. Con tanti problema ma con tanta voglia di rimettersi in gioco. Nell'ultimo colloquio per l'impiego nei lavori socialmente utili mi aveva assicurato che questo sarebbe stato l'ultimo anno, voleva realizzare il suo sogno, tornare a fare il cuoco". 

 

Non era un tipo litigioso. "No, mai. Non ho mai saputo di sue intemperanze, si è sempre comportato con responsabilità sia al lavoro che nella comunità". Una comunità, quella della Valle dei Laghi, che conosceva i suoi problemi, "ma che sapeva anche accoglierlo e dargli una mano". Nelle tante manifestazioni del paese, tra le associazioni, era sempre in prima fila.

 

"Ho incontrato la famiglia - spiega il sindaco - un fulmine a ciel sereno, nessuno si aspettava una fine del genere. Mezz'ora prima che succedesse il fatto aveva telefonato alla madre per dirle che avrebbe portato su lui la legna in casa. Si preoccupava della sua famiglia, era veramente un ragazzo buono".

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