Contenuto sponsorizzato
| 09 gen 2019 | 09:33

Parla Salvatore Mulas, accusato di aver ucciso Andrea Cozzatti: ''Non volevo uccidere, ho agito per paura''

Davanti al giudice ricostruisce la terribile sera del 25 marzo dello scorso anno. Scontro sulle perizie medico-legali: per la difesa la morte è sopraggiunta con l'estrazione del coltello eseguita dall'ospite sopraggiunto dopo il litigio

Parla Salvatore Mulas, accusato di aver ucciso Andrea Cozzatti: Non volevo uccidere, ho agito per paura''
di Donatello Baldo

TRENTO. "Non volevo ucciderlo". Salvatore Mulas, che nel marzo dello scorso anno è stato arrestato con l'accusa di aver ucciso Andrea Cozzatti con una coltellata nella schiena, si è difeso davanti al giudice all'interno del processo con rito abbreviato condizionato che lo vede imputato per omicidio.

 

Un racconto lucido, una ricostruzione dettagliata della sera del 25 marzo, uno sforzo emotivo notevole il ricordo dei fatti. "E' dispiaciuto - afferma il suo avvocato Stefano Daldoss - e la scelta di ripercorrere e riferire quanto accaduto è stata sofferta, poiché quanto accaduto quella sera continua a provocargli un grande turbamento".

 

Non voleva ucciderlo, voleva soltanto difendersi dall'aggressione iniziata all'esterno della sua abitazione di via Maccani, un litigio che si è concluso tragicamente all'interno dell'appartamento, uno scontro forse innescato dalla presenza di una terza persona in casa, ospite occasionale di Salvatore Mulas.

 

Davanti al giudice ha riferito di aver afferrato il coltello, di averlo conficcato nella schiena di Andrea Cozzatti, senza pensare, per reazione di difesa. Cozzatti lo avrebbe aggredito con una bottiglia, scagliandosi contro di lui. Lui massiccio e possente e Mulas molto più minuto e segnato nel fisico dalla malattia. 

 

Un fendente tra le scapole, un colpo che ha abbattuto Andrea Cozzatti, trovato riverso a terra, con la lama ancora conficcata, dall'ospite sopraggiunto dopo le grida. Ospite straniero che avrebbe estratto il coltello dalla carne per poi fuggire spaventato, preoccupato di poter essere coinvolto nella terribile vicenda.

 

Salvatore Mulas, stando al suo racconto reso durante l'esame davanti al giudice, avrebbe lavato l'arma del delitto riponendola nel cassetto, per poi recarsi nella vicina pizzeria per dare l'allarme e chiedere l'intervento dell'ambulanza.

 

Dell'ospite, la polizia aveva trovato il passaporto, dimenticato sulla scena nella fretta di allontanarsi. Ospite che si è recato nelle ore successive in questura per testimoniare su quanto accaduto. Una testimonianza importante perché secondo la difesa potrebbe essere stata proprio l'estrazione del coltello, che egli stesso avrebbe eseguito, ad aver causato - o comunque accelerato - la morte del Cozzatti, determinando un'emorragia impossibile da arrestare.

 

Tesi che affievolirebbe la posizione di Salvatore Mulas, che però confligge con la tesi dell'accusa. Per questo, nella successiva udienza, il confronto sarà con le due anatomopatologhe che dovranno mettere a confronto le due perizie, l'una che fa risalire la causa della morte al colpo inferto e l'altra che la attribuisce all'estrazione della lama.

 

L'udienza è stata aggiornata al prossimo 13 marzo. Dopo l'esposizione delle perizie medico-legali, la requisitoria del Pm e l'arringa del difensore, il giudice emetterà la sentenza.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 08 agosto | 06:00
I problemi non sono finiti e non sono solamente di carattere "numerico" (e il report 2025 non è stato pubblicato sul sito, ma i dati possono [...]
Cronaca
| 07 agosto | 21:25
L'uomo stava compiendo un'escursione assieme ad un amico e, mentre stava percorrendo in discesa il sentiero 370, che da Malga Termoncello rientra a [...]
Politica
| 07 agosto | 19:18
Gli hotel a 5 stelle in Trentino sono una dozzina, quasi un sesto rispetto a quelli presenti in Alto Adige. I punti di forza del territorio sono [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato