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Un'altra mobilitazione per chiedere di sistemare via 4 Novembre: ''Servirebbe buon senso, prima che buon governo''

E’ una strada sulla quale il concetto di carico antropico è evidente a tutti, meno che all’amministrazione. Su via 4 Novembre s’affacciano due scuole, un asilo nido, un centro sportivo, una concessionaria, una serie di attività artigiano-industriali, un deposito di camion e un’infinità di case di edilizia popolare

Di Carmine Ragozzino - 06 agosto 2018 - 12:49

GARDOLO. Vecchia storia. Brutta storia. Anzi pessima storia se la si considera come un paradigma della disattenzione – sarebbe da dire disinteresse o menefreghismo – del Comune rispetto alle necessità di un sobborgo – città.

 

La storia tanto irritante quanto preoccupante è quella di via 4 Novembre a Gardolo. E’ una strada sulla quale il concetto di carico antropico è evidente a tutti, meno che all’amministrazione. Su via 4 Novembre s’affacciano due scuole, un asilo nido, un centro sportivo, una concessionaria, una serie di attività artigiano-industriali, un deposito di camion e un’infinità di case di edilizia popolare.

 

Buon senso prima che buon governo richiederebbe al Comune riguardo per la sicurezza (e l’inquinamento chimico ed acustico) di una via ad alta e incontrollata percorrenza.

 

Ma nonostante anni ed anni di segnalazioni, proteste e raccolte di firme da parte degli abitanti il Comune ha fatto quasi sempre spallucce (non solo nell’attuale amministrazione), di fronte ai disagi, al degrado e ai rischi della strada.

 

Quando un anno fa si è deciso ad intervenire – ovviamente con intervento parziale, parzialissimo -  lo ha fatto con una presa in giro.

 

All’altezza della scuola media Pedrolli è stato infatti realizzato un rallentatore di velocità veicolare che non rallenta un tubo. Un minino rialzo sull’asfalto che lascia del tutto inalterate le abitudini poco rassicuranti di automobilisti e autisti di camion che percorrono la via. E questi ultimi – i camion che partono e arrivano al deposito a metà di via 4 Novembre – massacrano ogni giorno di più un asfalto che mette a repentaglio quotidiano l’incolumità.

 

Asfalto a buche, rappezzi. Asfalto senza grip che alla prima goccia impone ai motociclisti (ma non solo a loro) di raccomandarsi l’anima al dio dei freni e dello scivolamento. Parlare di via 4 Novembre – protestare per via 4 Novembre - è sembrato e sembra purtroppo un frustrante parlare al vento.

 

Eppure i “caparbi” in via 4 Novembre esistono. E insistono. Dopo che un paio di centinaia di firme convinsero il Comune a realizzare il rallentatore che non rallenta, adesso un’altra mobilitazione di abitanti ripropone i problemi aggiornandoli con nuove segnalazioni di situazioni tanto insopportabili quanto pericolose.

 

Gli abitanti in questione hanno trovato eco, appoggio, nel consigliere circoscrizionale leghista Fabio Armani. Che non potendo altro interroga. Ma la politica – è bene spiegarlo – qui c’entra poco. Gli abitanti che come Mario Vindiman si stanno sbattendo per non far archiviare nel dimenticatoio amministrativo i guai di via 4 Novembre accettano sponsor di destra, sinistra, centro e qualsiasi altra latitudine.

 

Ci interessa solo che i problemi vengano risolti e chiunque ci appoggi è benvenuto”: si spiega. I problemi – si diceva – sono tanti. Sono problemi vecchi e sono problemi nuovi.

 

Nella più recente mobilitazione di alcuni abitanti di via 4 Novembre sono problemi incontrovertibilmente dimostrati da un’ampia e accurata documentazione fotografica che testimonia il quotidiano disagio e i conseguenti rischi quotidiani della strada “dimenticata”. Eccoli dunque indicati per punti.

 

Punto Uno. Nella rotatoria “ex Comune”, nella parte terminale a nord della strada, da Via Soprasasso a via 4 Novembre i camion che provengono da via Soprasasso e girano i via 4 novembre con il piccolo spartitraffico esistente spesso bloccano il traffico per la difficoltà a fare manovra, (si tratta spesso di grandi autoarticolati). Un problema che si potrebbe limitare imponendo con apposita segnaletica ai camion di impegnare tutta la rotatoria per arrivare meglio allineati in via 4 Novembre. Basterebbe un segnale. Ma nessuno – in Comune – ci pensa. 

 

Punto Due. La velocità sulla strada è inaccettabile. Il dosso di cui si è detto sopra fa il solletico ad auto e camion. Il cartello dei 30 all’ora è poco visibile e comunque servirebbe una segnaletica orizzontale. Nessuno, in ogni caso, fa rispettare il limite (teorico). Servirebbe un intervento serio, utilizzando rallentatori veri – più di uno nel chilometro e più di strada - come quelli che esistono in parti della città. 

Un'altra mobilitazione per chiedere di sistemare via 4 Novembre

 

Punto tre. Un guaio tra i guai. Gli autotreni da via Brennero in frequenti casi si immettono su via Talvera (ad alta concentrazione di nuove case Itea), e di immettono in via 4 Novembre nonostante il divieto visibile sua via Brennero ma inesistente in senso opposto.

 

Succede che provando a svoltare verso sud in via 4 Novembre gli autoarticolati si incastrino. Succede che i cartelli stradali vengano divelti. Succede che per manovrare i camion debbano montare sulla parte verde che delimita la ciclabile (alquanto malandata e poco invitante) e la strada principale.

 

Punto Quattro. Il problema dei parcheggi propone disagi presenti e futuri. Ad esempio è ormai costume il fatto che lungo via 4 Novembre, dopo la serra Tonelli, i parcheggi sono permanentemente occupati da furgoni di corrieri.

 

Non sono più parcheggi ma vere e proprie rimesse che per altro rendono poco visibili e rischiose le immissioni su via 4 Novembre dalle numerose strade laterali. I furgoni restano parcheggiati per giorni. Non c’è un cartello che fissi la sosta massima, (un paio d’ore, come in altri posti) se non nell’adiacenza di un nido privato.

 

Inoltre è spesso affidata ai residenti di buona volontà la sistemazione degli specchi parabolici sulle laterali che immettono in via 4 Novembre. A volte è colpa del vento, (pare impossibile ma è così). Altre volta colpa delle suddette manovre dei camion. Fatto sta che i pericoli crescono tanto sulla strada tanto sulla ciclo-pedonabile.

 

I problemi al futuro sono legati anche alla prospettiva di creare un piccolo parco al posto del parcheggio vicino le scuole medie. Quale alternativa ha in mente il Comune per residenti, frequentatori del centro sportivo ed insegnanti? Boh.

 

Punto Cinque. In fondo alla strada, verso sud, c’è il parcheggio per il parco di Melta e la nuova area cani subito dopo l’uscita del sottopasso salendo da Trento verso Gardolo. E’ un’uscita pericolosa  in quanto cieca. Spesso vi si trovano vetture, pedoni e bici in mezzo alla strada. Al limite basterebbe uno specchio.

 

Punto Sei. Il degrado della strada. Non è solo il fatto dei cestini pieni, delle immondizie e delle deiezioni di cani che hanno solo la colpa di avere padroni incivili.

 

E’ l’idea generale di abbandono che accomuna strada e ciclabile generando tra chi ci abita l’idea che il Comune abbia da troppo tempo occhi e orecchie chiuse rispetto a problemi che evidentemente considera di poco conto mentre, al contrario, contano – e non poco – nel giudizio di lontananza che una comunità elabora sul Comune e sulle sue articolazioni territoriali, (Circoscrizione).

 

Per via Novembre a Gardolo non si pretende di sanare errori urbanistico-sociali come una proliferazione di luoghi pubblici, commercio e abitazioni tanto sclerotica quanto approssimativa.

 

Si pretende però che il Comune migliori quel che è migliorabile e che la Circoscrizione non si faccia imprigionare, (specie la maggioranza), in una sudditanza impotente che se pone questioni agli assessori lo fa sussurrando e senza convinzione.

 

Risolvere i problemi di via 4 Novembre non squasserà il bilancio comunale. Non risolverli – dopo decenni di attesa e aggravamento dei disagi – sconquassa una volta di più la fiducia del cittadino verso politica e amministrazione. Caro sindaco, cari assessori, se ci siete battete un colpo.

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