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Valle Aurina, si inaugura al Sasso Nero un nuovo rifugio: ha 6 piani

Un edifico davvero unico che si sviluppa su sei piani e che è stato costruito nell’arco di otto mesi per un costo totale dei lavori di circa  4 milioni e 200 mila euro

Pubblicato il - 14 July 2018 - 17:42

VALLE AURINA. Sarà inaugurato il prossimo 21 luglio il nuovissimo rifugio al Sasso Nero che si trova situato alla forcella di Riotorbo ad un’altitudine di circa 3.030 metri vicino alla frontiera con l’Austria. Un edifico davvero unico che si sviluppa su sei piani e che è stato costruito costruito nell’arco di otto mesi, sotto la guida della Ripartizione provinciale infrastrutture e servizi tecnici per un costo di lavoti circa 4 milioni e 200 mila euro.

Le contenute dimensioni del corpo edilizio permettono di mantenere libero ed inviolato gran parte del lotto: in ogni momento i visitatori si sentiranno esposti alla forza naturale del luogo. La facciata modellata liberamente aggetta o si reclina come se nel fluire delle stagioni il vento e gli agenti atmosferici l´avessero compressa e plasmata. L´edificio a torre appare mutevole all´osservatore a seconda del punto di osservazione, dall´alto e da una delle molte vie di accesso, pur rimanendo uguale da ogni direzione la forza evocativa della sua forma.

Si accede al rifugio da una terrazza in pietra naturale realizzata a secco attraverso una zona di ingresso coperta e fornita di una panca. La bussola di accesso accoglie gli scalatori con un guardaroba dotato di armadietti per il deposito degli zaini, dando direttamente accesso alla Stube. Quest’ultima è arredata semplicemente con una panca perimetrale continua, grandi tavoli e sgabelli.

 

L´unico “lusso” del locale è costituito dal luogo, e dalla vista sul paesaggio circostante che può spaziare dagli Alti Tauri, alle Alpi Zillertaler, al Parco Naturale Vedrette di Ries Aurina fino alla Marmolada.

 

Nell´interrato si trova uno spazio per asciugare vestiti ed attrezzature, i servizi sanitari e locali accessori come depositi, officina e locali tecnici. Ai piani superiori sono collocate le stanze rivolte in ogni direzione a 360° ed i servizi sanitari. Nel sottotetto sono disposti gli alloggiamenti per il gestore ed il personale. Il bivacco invernale con 12 cuccette è integrato al primo piano dell´edificio ed è raggiungibile anche dall´esterno attraverso una scala.

L´intera struttura è realizzata in pannelli prefabbricati con tavole incrociate di abete rosso e gli interni sono eseguiti in larice non trattato. Anche i mobili per la Stube, il bancone, l’ingresso, i dormitori sono realizzati in legno naturale. La facciata esterna è rivestita in rame. L´intera superficie inclinata del tetto verso sud-ovest è coperta da pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica.

A sottolineare l'importanza che un rifugio deve avere rispetto l'ambiente che lo circonda è la presidente della Sat Anna Facchini. “L'obiettivo principale quando si costruiscono questi edifici o si ristrutturano – ha spiegato – deve essere quello di rispettare un certo tipo di impatto ambientale senza rinunciare però a sperimentale anche l'utilizzo di nuove materie che possono aiutare sia il rifugio che la stessa natura che sta attorno”.

 

Sulla stessa linea anche Claudio Bassetti. “La nuova tendenza di oggi – ha spiegato – è quella di andare verso nuove forme architettoniche basandosi sul fatto che non esiste una tradizione alpina”. Nelle scelte che vengono fatte per la costruzione o ristrutturazione dei rifugi serve considerare le diverse tipologie di ambiente. “In un paesaggio dolomitico – ha spiegato Bassetti – l'attenzione verso il rifugio è molto importante visto il valore che ha in quel contesto. Nelle alpi centrali, invece, le valutazioni saranno diverse perchè il rifugio sparisce immerso nell'ampio paesaggio”.

 

 

 

 

 

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