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Alzheimer, prendersi cura di chi aiuta i nostri ammalati, arriva la carta dei diritti del 'Caregiver'

Presenti l'assessora provinciale Stefania Segnana e quella comunale Mariachiara Franzoia. Nella maggior parte dei casi si tratta di donne, le quali si vedono spesso costrette a mettere in secondo luogo la propria vita sociale, affettiva e il lavoro per dedicarsi al marito affetto da questa malattia cronica e degenerativa

Di Nicole Genetin, liceo linguistico Sophie Scholl - 11 giugno 2019 - 19:20

TRENTO. Affermare i diritti e la dignità delle tante persone che si prendono cura dei malati. Questo l'obiettivo della “Carta dei diritti del Caregiver” presentata dall'associazione Alzheimer di Trento assieme a Comune e Provincia e volta a tutelare coloro che si occupano delle persone affette da Alzheimer

 

Gli aspetti e le ragioni per cui questa carta è stata sottoscritta, sono stati illustrati da Renzo Dori, presidente dell’associazione, affiancato dal vicesindaco Mariachiara Franzoia e dall'assessora provinciale Stefania Segnana

“Si tratta di un’affermazione dei diritti e della dignità di tutte quelle persone che porgono assistenza e supporto ai familiari a cui è stata diagnosticata la malattia”, afferma Renzo Dori. Quando ci si imbatte nell’Alzheimer infatti non è soltanto la persona affetta dalla malattia a subirne gli effetti, bensì anche la famiglia o il compagno di vita. 

 

Nella maggior parte dei casi si tratta di donne, le quali si vedono spesso costrette a mettere in secondo luogo la propria vita sociale, affettiva e il lavoro per dedicarsi al marito affetto da questa malattia cronica e degenerativa

 

Si parla di una patologia di lunga durata: la diagnosi può essere verificata soltanto a distanza di dieci anni dall’inizio del periodo d’incubazione e si può protrarre per i successivi 12 o 14 anni. Durante quest’arco di tempo il caregiver rischia frequentemente di trascurare sé stesso, di cadere nello stress, depressione e addirittura nella stessa malattia, o di perdere il lavoro e di conseguenza la possibilità di ricevere i contributi pensionistici. 

 

Per questo il Comune di Trento ha deciso di andare incontro a queste persone, lottando contro la solitudine che li affligge e rendendo pubblico il loro diritto di ricevere e richiedere aiuto per il carico psicologico e fisico che sono tenuti a reggere sulle loro spalle. Con questa carta si vuole formare, informare e sostenere gli assistenti familiari, ma soprattutto ricordare alla gente il valore del loro ruolo sociale.

 

Sempre allo scopo di portare alla luce l’importanza del compito dei caregiver all’interno della nostra società, dove sempre maggiore è il numero di malati di Alzheimer, soprattutto in età giovanile (50-55 anni), la Provincia ha deciso di organizzare dei corsi per gli assistenti familiari, già iniziati a partire da maggio di quest’anno.

 

Alla fine dell’incontro la “Compagnia Teatroovunque” ha annunciato lo spettacolo dal titolo “Nel mondo di Giulia”, un’opera itinerante e interattiva che riporterà i racconti dei pazienti del Centro Diurno Alzheimer, coinvolti nel primo stadio della malattia. La rappresentazione teatrale andrà in scena a Palazzo Geremia a Trento, in via Belenzani, mercoledì 12 giugno alle 17.30 e alle 20, e in replica domenica 16 giugno a Levico Terme, al parco asburgico presso la Barchessa alle 15.

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