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Ampliamento degli impianti sull'Adamello, le opposizioni chiedono chiarezza. "Si tuteli l'ambiente, il turismo invernale non è solo sci"

Futura e M5S depositano due interrogazioni analoghe in cui chiedono chiarezza sul piano della società Funivie Marilleva per l'ampliamento del comprensorio sciistico sull'Adamello- Brenta. Dopo la contrarietà espressa dal Parco Adamello, si chiede il coinvolgimento delle comunità interessate e lo sviluppo di un turismo più sostenibile

Di Davide Leveghi - 16 settembre 2019 - 20:31

TRENTO. Sono state presentate nella mattinata di oggi due interrogazioni in Consiglio provinciale da parte dei consiglieri di Futura e Movimento 5 Stelle riguardo alle richieste della società Funivie Folgarida Marilleva Spa sull'ampliamento del demanio sciabile nell'area tra Mondifrà, Malga Dimaro, Serodoli, val Gelada, Pellizzano e malga Ritort.

 

La proposta di ampliare di 45 chilometri l'impianto sciistico già esistente, giustificata da “esigenze di mercato”, sarebbe stata avanzata dalla controllata della società Funivia Madonna di Campiglio Spa alla giunta provinciale, ai comuni interessati, alle Asuc e alle Comunità di Valle, comprendendo un'area di rilevante importanza dal punto di vista ambientale e paesaggistico. Per questo progetto si chiede la revisione del Piano urbanistico provinciale, con ampliamento del demanio sciabile.

 

I consiglieri di Futura 2018 Lucia Coppola e Paolo Ghezzi hanno consegnato a riguardo un'interrogazione al presidente del Consiglio provinciale Kaswalder chiedendo quale sia il modello di turismo che in questa legislatura si vuole promuovere, oltre a chiarire la posizione della giunta nello specifico del caso. Il Parco Adamello Brenta, infatti, aveva espresso la sua contrarietà già nel 2015, venendo subito escluso dalla prima fase del dibattito.

 

Un no ribadito dal presidente del Parco, che ha commentato: “Diciamo no all'accoglimento di proposte di ampliamento dell’area sciabile, che devono necessariamente contemperarsi con le ragioni del rispetto e della conservazione del territorio, ma soprattutto in relazione a scelte ormai pacificamente radicate, acquisite e condivise nella individuazione di un’area, quella del parco naturale, ove la ricchezza è rappresentata dall’ambiente e l’obiettivo primario è la sua tutela”.

 

Futura ha chiesto quali accordi siano già stati presi tra la Provincia e le società funiviarie, in una logica che non fa dello sfruttamento economico della montagna l'unica strategia turistica in Trentino, ma che piuttosto la accompagna a un turismo sostenibile, innovativo e attento alla tutela dell'ambiente.

 

Dello stesso tenore è l'interrogazione depositata dal consigliere pentastellato Filippo Degasperi, secondo cui alla base del progetto di espansione ci sarebbe la (scorretta) “convinzione secondo cui la scelta di una destinazione dipende essenzialmente dalle dimensioni della skiarea stessa (150 chilometri di piste di sci)”, “confutata da svariate note e rinomate località del turismo invernale come Kitzbuhel (179 chilometri), Solden (144), St. Moritz (163), Cortina d'Ampezzo (115)”, che “surclassano Madonna di Campiglio quanto a milioni di giornate sciatori”.

 

Esiste un punto di rottura oltre il quale l'eccessiva infrastrutturazione compromette i valori ambientali e paesaggistici – continua il comunicato di Degasperi – incidendo quindi sull'attrattività della zona”. Per questo si richiede l'immediato coinvolgimento della popolazione della Comunità delle Giudicarie nell'attività di progettazione oltre alla ricalibratura del turismo invernale “secondo modalità rispettose dell'ambiente, delle prerogative e delle peculiarità del Parco Adamello Brenta”.

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