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Api a rischio, rientra l'emergenza per i 1.300 alveari. Gli apicoltori: ''Arrivato un messaggio chiarificatore''. La Fem: ''Toni allarmistici fuori luogo''

Facchinelli: ''Solidarietà dai frutticoltori, ma dalla Mach nessuna volontà di comunicazione''. La Fondazione: ''La comunicazione era corretta, nessuna intossicazione''

Pubblicato il - 19 aprile 2019 - 16:11

TRENTO. "Melo Bio: prima dell'intervento con olio di Neem accertarsi che gli alveari siano stati ritirati da tutte le zone frutticole". Questo il messaggio di precisazione arrivato agli agricoltori trentini. E l'emergenza api è rientrata. A lanciare un Sos era stato giovedì il presidente degli apicoltori trentini Marco Facchinelli: aveva chiesto di attendere ad applicare le direttive sul trattamento e lo sfalcio delle piante comunicate dalla Fondazione Edmund Mach (Fem). "Nessuno ci ha avvertito e noi abbiamo ancora le nostre api sparse a macchia di leopardo tra le campagne" aveva detto (qui articolo). La Fondazione replica: "Informazione corretta, toni allarmistici fuori luogo".

 

"Fermi tutti, ci sono 1.300 alveari a Trento Sud che sono in pericolo" è l'appello che aveva lanciato Facchinelli tramite ildolomiti.it, dopo l'emanazione del comunicato tecnico della Fondazione Edmund Mach.

 

"Contrariamente a quanto si pensa tra Trento sud e Romagnano abbiamo tantissime api - spiega Facchinelli - per fortuna dalla Fondazione Mach hanno mandato un messaggio di rettifica, dicendo di stare "tutti fermi"".

 

L'allarme, dunque, è rientrato: "Mi dispiace ricorrere ai giornali - afferma il referente degli apicoltori - per farci capire. Ma, per fortuna, la notizia uscita in tempo reale e le condivisioni su Facebook hanno ottenuto l'effetto desiderato".

 

Se il pericolo è passato, l'amarezza però rimane: "Il problema è che non c'è una volontà di comunicazione. Telefonare alla Fondazione è come chiamare il Ministero".

 

Nella paura però, dice Facchinelli, c'è stato un lato positivo: "In diversi frutticoltori mi hanno telefonato in amicizia per chiedere cosa succedeva e come comportarsi. C'è una sensibilità da parte loro nei confronti degli apicoltori". 

 

Ora non resta che procedere con lo spostamento delle arnie, aggiunge: "Domani o comunque in questi giorni sposteremo le api nella zona della val di Non, dove la fioritura è più indietro. In val di Non si sta sempre bene, abbiamo diversi apicoltori che vengono anche dalla val Venosta in val di Non perché la normativa è diversa e possono lavorare più sicuri".

 

Intanto dalla Fondazione Mach arriva una nota di precisazione in cui la Fem rivendica la correttezza delle comunicazioni effettuate. "Con riferimento a quanto comparso sulla stampa locale in merito al comunicato tecnico emesso dal Centro trasferimento tecnologico la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige precisa che il messaggio del 18 aprile per i frutticoltori biologici relativo al contenimento dell'afide cenerognolo in post-fioritura è corretto nella forma e nella sostanza, e rispetta quanto previsto dal Decreto del presidente della provincia dell'8 agosto 2012 numero 14/89 sul regolamento concernente l'esecuzione della legge provinciale 11 marzo 2008 numero 2 (Norme per la tutela e la promozione dell'apicoltura)".

 

Ancora, si legge: "Già in premessa dell'avviso si parla di "termine della fioritura e completa caduta petali", proprio per scongiurare il rischio di mettere in contatto le api col prodotto. Vengono fornite, inoltre, indicazioni sullo sfalcio preventivo del prato prima dell'eventuale intervento. Quindi nemmeno le visite su tarassaco possono costituire fonte di intossicazione delle api se si rispetta questa precauzione".

 

"Inoltre - prosegue la nota - il messaggio è rivolto a frutticoltori biologici, che sono in particolare sensibili alla salvaguardia delle api e in esso si danno indicazioni di eseguire un controllo in campo per verificare la presenza dell'afide cenerognolo, controllo che viene eseguito in quanto prima dell'eventuale intervento si asportano i getti colpiti dall'afide. Anche in presenza di sollecitazioni da parte dei frutticoltori di lasciare le arnie fino a metà della settimana prossima si sono prese tutte le precauzioni per evitare problemi di intossicazioni e quindi i toni allarmistici sembrano fuori luogo".

 

"In riferimento al mancato confronto con l'Associazione degli apicoltori trentini lamentato sulla stampa - conclude la nota - la Fem precisa che le indicazioni contenute nell'avviso tecnico sono di per sé complete, chiare e dettagliate per evitare le intossicazioni delle api. L’avviso fa parte di una serie di comunicazioni tecniche che periodicamente vengono inviate agli agricoltori per allertarli su eventuali possibili problemi agronomici e sanitari e consigliare i controlli da eseguire in campo".

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